VERSO IL G8

La voce delle religioni

Summit a Bordeaux dei leader religiosi in vista del vertice di Deauville

“La soluzione dei problemi del mondo ha bisogno di una visione globale e indipendente ma anche spirituale”. Per questa ragione 38 leader religiosi si sono dati appuntamento a Bordeaux alla vigilia del G8 che si riunirà a Deauville, in Francia, nei giorni 26 e 27 maggio. Cardinali cattolici, imam, rabbini e reverendi shintoisti si sono riuniti il 23 e 24 maggio per “condividere le preoccupazioni e decidere in quale direzione lavorare in relazione ai temi del G8”. A dare il benvenuto ai partecipanti sono stati il metropolita ortodosso Emmanuel, del Patriarcato ecumenico, e il card. Jean-Pierre Ricard, arcivescovo della città. Hanno poi preso la parola il pastore Paul Baty, presidente della Federazione protestante di Francia, e Mohammed Moussaoui, presidente della Comunità musulmana di Francia. La Conferenza inaugurale è stata invece affidata al Rabbino Richard Marker, dell’International Jewish Committee for interreligioius Consultations. Il summit di Bordeaux continua una tradizione iniziata nel 2005 quando per la prima volta alcuni leader delle religioni nel mondo si dettero appuntamento nel Regno Unito alla vigilia del G8. Ogni anno, l’iniziativa si è ripetuta: nel 2006 in Russia, nel 2007 in Germania, nel 2008 in Giappone, nel 2009 in Italia, nel 2010 in Canada. Scopo dell’incontro è promuovere “una migliore cooperazione tra i governi e le comunità religiose per affrontare le sfide dei nostri giorni”.Essere presi sul serio. È Mario Marizziti, portavoce della Comunità di Sant’Egidio, ad elencare a SIR Europa i problemi che stanno a cuore ai leader religiosi: “La crisi dei mercati mondiali ma anche la necessità di un cambiamento di modello antropologico, contemporaneamente il problema di un riequilibrio di giustizia mondiale Nord/Sud con in più l’attenzione alle conseguenze al cambiamento climatico. Sono questioni che incidono e anche pesantemente sul problema guerra, sicurezza e povertà”. A Bordeaux, i leader religiosi “avanzano richieste al G8 perché si includano iniziative per raggiungere i Millennium goals che sono l’abbattimento della povertà del 50% entro il 2015, il rispetto di devolvere almeno lo 0,7% del Pil agli aiuti per i Paesi più poveri e la riduzione delle emissioni di Co2. Ma si avanzano proposte anche nuove come l’accesso universale alla terapia per sradicare l’Aids”. Al termine del Summit, i leader religiosi presenteranno un documento ufficiale ai capi di Stato del G8 chiedendo che “sia preso sul serio”. Sul problema della ricezione di questo documento da parte dei leader mondiali, Marazziti parla della “richiesta di stabilire nuove procedure di governance mondiale che includano un rapporto tra Assemblea generale dell’Onu, G8 e G20 ma che includano anche le religioni ai tavoli istituzionali”. Quanto all’atmosfera che si sta vivendo a Bordeaux tra i vari rappresentanti delle religioni mondiali, Marazziti dice: “Si respira la convinzione che il terrorismo, la paura e la povertà si vincono con il dialogo e qui si dialoga”. Poi conclude ricordando che il 2011 è un anno “speciale”: l’11 settembre prossimo i leader religiosi del mondo si daranno appuntamento a Monaco di Baviera per ricordare i 10 anni dell’attentato alle Torri Gemelle durante l’Incontro mondiale per la pace organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio; quindi di nuovo il 26 ottobre, ad Assisi, con l’incontro delle religioni per la pace per ricordare i 25 anni dal primo storico incontro di questo genere nel 1986 alla presenza di Giovanni Paolo II.Il documento al G8. È diviso in paragrafi nei quali pervade la richiesta di un “partenariato più forte e più trasparente” tra i Capi di Stato e di governo dei Paesi che fanno parte del G8 e del G20, l’Assemblea generale dell’Onu e la società civile per rispondere insieme alle “sfide comuni” dell’economia, dei cambiamenti climatici, dello sviluppo e soprattutto della pace. È il documento a cui stanno lavorando i leader religiosi a Bordeaux e che sarà presentato ai capi di Stato e governo riuniti per il G8 di Deauville. “Devono essere prese misure – si legge nel documento – affinché il G8 il G20 si iscrivano più formalmente nel quadro delle Nazioni Unite. Il G20 deve aprire le sue porte ai Paesi a più basso reddito, fornendo almeno un seggio permanente dall’Unione Africana, all’America Latina e agli organismi regionali dell’Asia”. I leader religiosi chiedono anche che “il funzionamento del G8 e del G20 deve essere più trasparente in modo che la società civile e gli organismi religiosi possano prendere parte al loro lavoro, influenzare le loro decisioni e assicurarsi che gli impegni siano presi e mantenuti”. Seguono poi i paragrafi sulla situazione macro-economica, sul cambiamento climatico e sullo sviluppo. L’ultimo argomento è riservato alla pace. “Gli investimenti mondiali in favore della pace, insignificanti rispetto al budget militare – si legge nella dichiarazione – dovrebbero essere aumentati, così come gli strumenti non militari necessari per il mantenimento della pace dovrebbero essere rafforzati e aumentati. I conflitti militari violenti, i tentativi di risolvere i conflitti con la forza militare, hanno per conseguenza la perdita delle vite innocenti e lo sconvolgimento della società”. I leader religiosi chiedono di “preferire sempre i mezzi non violenti nella lotta al terrorismo e nelle discussioni per favorire la pace”.