CHIESE IN BREVE

Irlanda, Italia, Ungheria e Slovacchia

Irlanda: i vescovi su linee guida pedofiliaI vescovi irlandesi si esprimono sulla Lettera circolare pubblicata il 16 maggio dalla Congregazione per la dottrina della fede sul trattamento dei casi di abuso sessuale da parte delle Conferenze episcopali. A prendere la parola è mons. John McAreavey, vescovo di Dromore: “Accogliamo pienamente l’importante iniziativa della Congregazione. Queste Linee-guida offrono assistenza in materia di prevenzione degli abusi sessuali e di segnalazione delle accuse alla polizia”. Secondo l’episcopato irlandese l’iniziativa della Santa Sede mira a “creare un ambiente sicuro per i bambini e i giovani” e in questa linea – dopo i clamorosi casi di pedofilia emersi da due indagini governativi in Irlanda – la Chiesa irlandese si è dotata di una rete di volontari presenti in ogni parrocchia e organizzazione ecclesiale per svolgere questo lavoro. La pubblicazione della Lettera circolare “sottolinea l’impegno costante della Chiesa Cattolica nell’affrontare il problema molto grave degli abusi sui minori”. Il vescovo fa sapere anche che nella Chiesa irlandese è stata istituita una agenzia indipendente e di alta qualità – il “National Board for Safeguarding Children in Catholic Church” – che “supporta le diocesi, le congregazioni religiose e le società missionarie nella loro opera di monitoraggio e trattamento delle denunce”. La scorsa settimana – l’11 maggio – il “National Board” ha presentato il Rapporto annuale della sua attività. Dal rapporto emerge che tra il 1° aprile 2010 e la fine di marzo 2011 al National Board sono state segnalate 272 nuove accuse di abuso (fisico, emotivo o sessuale). 166 segnalazioni sono arrivate dagli ordini religiosi e 106 dalle diocesi. L’Ufficio ha informato che tutte le 272 denunce sono state segnalate alle autorità legali. Italia: convegno “Abitanti digitali”Si apre il 19 maggio a Macerata il convegno nazionale “Abitanti digitali”, promosso fino al 21 dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali (Unics) e dal Servizio informatico della Conferenza episcopale italiana (Sicei). La prima giornata dei lavori, aperti da mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata e presidente della Commissione episcopale per la cultura e la comunicazione, sarà dedicata all’approfondimento teorico con le relazioni di mons. Domenico Pompili, direttore dell’Unics, e di Ruggero Eugeni e Massimo Scaglioni dell’Università Cattolica di Milano. Nella seconda giornata verrà presentata la ricerca “quantitativa”, dal titolo “Identità digitali: la costruzione del sé e delle relazioni tra online e offline”. “Un aspetto molto interessante che sta emergendo con chiarezza – anticipa a SIR Europa la curatrice dell’indagine, Chiara Giaccardi, docente di sociologia e antropologia dei media all’Università Cattolica di Milano – è il legame osservabile tra dimensione della fede, pratiche mediali e relazioni. In altre parole, è diverso il modo di abitare lo spazio digitale, e di stabilire un equilibrio con la dimensione offline dell’esistenza, se si crede in qualche cosa o se non si crede in niente”. Tra gli altri temi oggetto di riflessione le novità che i nuovi media possono introdurre nella formazione (dall’e-learning ai social network). La giornata conclusiva ospiterà la tavola rotonda “Quale appello ai media ecclesiali dalle possibilità della convergenza digitale?” cui prenderanno parte Saverio Simonelli, responsabile dei programmi culturali di TV2000; Paolo Bustaffa, direttore dell’agenzia SIR e di SIR Europa; Francesco Ognibene, caporedattore del quotidiano cattolico Avvenire, e Francesco Zanotti, presidente della Federazione italiana settimanali cattolici.Ungheria e Slovacchia: insieme per Cirillo e Metodio”Con il loro carattere e il loro impegno per le Chiese fraterne, i santi Cirillo e Metodio suscitano il desiderio di comunione e unità in ogni cristiano. Essere cristiano significa costruire comunione. Per questo motivo abbiamo bisogno di comprensione, volontà di cooperare e di reciproco scambio di valori spirituali e culturali”, ha detto l’ordinario militare in Ungheria, mons. Laszlo Biro, in occasione dell’incontro con il suo omologo slovacco, mons. Frantisek Rabek. La celebrazione congiunta della memoria dei due santi che hanno portato la fede cristiana nella Grande Moravia più di mille anni fa, si è tenuta il 14 maggio a Zalavar nel sud dell’Ungheria, la regione che nel IX secolo è stata la residenza del principe slavo Pribina. La santa Messa è stata presieduta dal vescovo militare slovacco che nell’omelia ha ringraziato la nazione ungherese per avere conservato la memoria dei patroni d’Europa. “Possano la venerazione per i santi Cirillo e Metodio e il loro genio e impegno missionario essere vocazione per tutti noi ad animare e approfondire le nostre radici cristiane”, ha auspicato mons. Rabek, che ha esortato tutti i credenti a seguire la verità e l’amore di Cristo nel rispetto delle differenze nazionali e culturali delle due nazioni.