PARLAMENTO UE

Da Schengen al Portogallo

I temi della sessione plenaria dal 9 al 12 maggio

Il futuro degli accordi di Schengen e l’eventuale opportunità di ripristinare controlli alle frontiere tra gli Stati dell’Unione; il salvataggio finanziario del Portogallo (dopo quelli di Grecia e Irlanda) e le sue implicazioni per l’Ue; la sicurezza nucleare; la presenza dell’Unione europea sulla scena mondiale; cultura e istruzione nell’Europa comunitaria. Sono alcuni dei temi sviluppati nella sessione plenaria dell’Europarlamento, riunita dal 9 al 12 maggio. Il sogno di Schuman e l’oggi dell’Ue. L’attualità politica e internazionale ha segnato i lavori di Strasburgo (fra i temi ricorrenti anche la sicurezza e il contrasto al terrorismo dopo l’uccisione di Osama Bin Laden), che si sono aperti con un breve intervento del presidente, Jerzy Buzek, inteso a sottolineare la Festa d’Europa del 9 maggio. “Schuman – ha spiegato il politico polacco – sarebbe orgoglioso di vedere dove è giunta l’Europa; egli aveva prefigurato il percorso di integrazione” tra Paesi diversi “così da poter affrontare insieme problemi comuni”. Buzek ha fatto cenno alle diverse manifestazione tenutesi nei 27 Stati membri nella stessa ricorrenza. Sempre Buzek con una nota ufficiale ha affermato ancora: “Sono trascorsi 61 anni dall’inizio del più ambizioso progetto politico della storia europea”. Il presidente ha quindi sottolineato il valore politico della Dichiarazione pronunciata il 9 maggio 1950 da Robert Schuman, ministro degli esteri francese, che portò l’anno seguente alla creazione della Comunità europea del carbone e dell’acciaio, la prima istituzione continentale dotata di effettivi poteri. “La Ceca fu l’inizio di una collaborazione che nessuno avrebbe potuto immaginare solo pochi anni prima. Abbiamo compiuto un lungo cammino dall’Europa divisa, distrutta e impoverita” che era emersa dalla seconda guerra mondiale. L’Ue oggi è invece “un’area di libertà, sicurezza, giustizia e prosperità, in cui i cittadini viaggiano, vivono e lavorano liberamente”. “Tendere la mano ai nostri vicini”. “Abbiamo tutte le ragioni per essere orgogliosi dei risultati che l’Europa ha raggiunto”, ha rimarcato Buzek, benché questi non possono essere dati per scontati e “non possono essere mantenuti senza ulteriore sforzo e impegno”. “L’Europa unita è – secondo il presidente dell’Euroassemblea – un referendum che si svolge ogni giorno”. Quindi ha aggiunto: “L’Unione europea deve essere una forza attiva, ambiziosa e coerente, che difende i valori sui quali è stata costruita”. “Abbiamo bisogno di aiutare i nostri vicini orientali e meridionali nella loro lotta per la dignità umana, libertà e democrazia. Oggi, possiamo fare quello che Robert Schuman fece nel 1950: tendere la nostra mano a coloro che condividono i nostri sogni, ma che non sono stati dalla parte vincente della storia. I popoli di Bielorussia, Tunisia, Egitto, Libia, Siria e di tanti altri Paesi chiedono la nostra solidarietà”. Il presidente ha concluso: “Abbiamo anche il dovere di mostrare solidarietà con gli Stati membri dell’Ue che si trovano ad affrontare gli oneri di un debito pubblico elevato e che stanno adottando riforme coraggiose e responsabili”, facendo così riferimento proprio a Portogallo, Grecia, Irlanda. Atri argomenti in emiciclo. La politica migratoria (su questo punto è previsto un Consiglio affari interni Ue straordinario il 12 maggio) e l’intervento finanziario per i Paesi in difficoltà di bilancio si mantengono comunque in primo piano nelle sedi Ue. Gli eurodeputati hanno discusso con Catherine Ashton, Alto rappresentante per la politica estera, sul ruolo dell’Ue a livello internazionale trascorsi sei mesi dal lancio del Servizio di azione esterna. Altro nodo critico che preoccupa i parlamentari europei è la situazione in Siria, dove le proteste di piazza continuano a essere represse con la forza. Accanto a questi argomenti si è aggiunto il nucleare e la relativa politica di sicurezza: “Nelle ultime settimane – è stato detto in emiciclo – abbiamo assistito al venticinquesimo anniversario della tragedia di Chernobyl, ma anche ai durissimi sforzi compiuti per cercare di stabilizzare la situazione a Fukushima”. Registro dei lobbisti; cultura e istruzione. In emiciclo è quindi giunta in votazione una proposta di accordo con la Commissione “per un registro comune per i lobbisti e gli altri gruppi d’interesse” presenti a Bruxelles, preparata dalla Commissione affari costituzionali. Il 12 maggio ci si concentrerà invece su cultura e istruzione nell’Ue, con varie relazioni: una dedicata al programma “Gioventù in movimento”; un’altra centrata sull’apprendimento nella prima infanzia; una terza sulle “dimensioni culturali delle azioni esterne” dei Ventisette; una quarta relazione mirata alle industrie culturali e creative (“un potenziale da sfruttare”); infine sarà presentata una interrogazione orale per fare della città di Sarajevo la capitale della cultura europea nel 2014.