COMMISSIONE UE
Ecosistemi digitali e biodiversità
Le “grandi emergenze” sono ben note: risposta alla crisi economica e alla disoccupazione, stabilità dei conti pubblici degli Stati membri, migrazioni verso le coste mediterranee, politica di vicinato, sicurezza energetica, tutela della salute e dei consumatori… A queste si aggiunge, dopo l’uccisione di Osama Bin Laden, il rinnovato timore di attacchi terroristici. Ma attorno a queste problematiche “globali” se ne aggiungono altre, più specifiche e “quotidiane”, che vedono impegnata la Commissione europea in progetti intesi a migliorare la qualità della vita dei cittadini Ue, i servizi pubblici, il mercato unico, l’ambiente. Nei giorni scorsi l’Esecutivo ha presentato in particolare due nuove “strategie”, la prima tesa a valorizzare il web, la seconda indirizzata a proteggere la biodiversità.Investimenti per 600 milioni. Creare degli “ecosistemi digitali” e promuovere “l’internet del futuro”, a servizio dei cittadini, delle imprese, dei servizi. È l’obiettivo che si propone la Commissione con il lancio, avvenuto il 3 maggio, di un nuovo partenariato da 600 milioni di euro che “favorirà l’innovazione in Europa e aiuterà le imprese e i governi a mettere a punto soluzioni per gestire la crescita esponenziale dei dati online”. La proposta, articolata e ambiziosa, ancora tutta da realizzare, appare chiara dalle parole di Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione e responsabile per l’agenda digitale: “Se finora abbiamo conosciuto l’internet delle persone e dei computer connessi l’un l’altro, il futuro è nelle tecnologie mobili, e internet connetterà una vasta gamma di macchine e oggetti”. Stando alla commissaria, la rete attuale non sarebbe in grado di gestire i flussi di dati che si registreranno in futuro “né di garantire la precisione, la resilienza e la sicurezza necessarie”. Il partenariato, indicato con la sigla Ppp, riguarderà 152 soggetti fra Ue, governi, aziende, centri di ricerca, enti territoriali, ma è aperto a nuovi ingressi e toccherà nei primi tempi otto settori “in cui questa rivoluzione dei dati potrebbe stimolare l’innovazione e creare occupazione negli ambiti della comunicazione mobile, del software e dei servizi”. Il progetto si sviluppa in cinque anni con un cofinanziamento paritetico tra Ue e altre realtà del settore pubblico e privato.Progetti pilota in diverse città. Società private, organismi di ricerca e settore pubblico si sono già impegnati, accanto all’Unione, a finanziare un importo pari a quello proveniente dal bilancio comunitario, ossia 90 milioni di euro per la prima fase del programma, della durata di due anni. “L’iniziativa si basa su precedenti progetti di ricerca finanziati dall’Ue e prevede una collaborazione con soggetti a livello nazionale e regionale per mettere a punto nuove tecnologie, nuovi servizi e nuovi modelli commerciali”. Gli otto progetti pilota, che beneficeranno ciascuno di 5 milioni di euro di finanziamenti, si occuperanno, come spiega la Kroes, di: dati ambientali nel settore pubblico; rendere più intelligente la catena di valore per il settore alimentare; cogliere i benefici della gestione dell’elettricità a livello di comunità; rendere più intelligenti le infrastrutture pubbliche urbane sviluppando ecosistemi innovativi a Londra (trasporti e ambiente), Berlino (gestione dei rifiuti), Aarhus (acque e reti fognarie), Santander (illuminazione pubblica) e Trento (acque e ambiente); media in rete; logistica internazionale; mobilità delle persone e dei lavoratori; rendere più sicure le aree urbane pubbliche.Proteggere ambiente ed ecosistemi. “La biodiversità è il nostro capitale naturale, che stiamo spendendo troppo in fretta”. Janez Potocnik, commissario europeo per l’ambiente, usa questa immagine per spiegare la seconda proposta dell’Esecutivo, che riguarda la progressiva perdita di biodiversità che si rileva in Europa a causa di una molteplicità di fattori: eccessivo utilizzo del territorio, inquinamento, sfruttamento incontrollato delle risorse, diffusione di specie non autoctone, cambiamenti climatici. Per questa ragione la Commissione ha presentato in settimana “una nuova strategia per proteggere e migliorare lo stato della biodiversità in Europa nel prossimo decennio”. Tale strategia prevede sei obiettivi, accompagnati dall’indicazioni di azioni concrete, “che dovrebbero ridurre in certa misura la pressione” esercitata sulla natura e sui servizi ecosistemici in Europa, “vincolando le principali politiche settoriali a obiettivi relativi” alla conservazione dell’ambiente naturale. Le “azioni di accompagnamento” della strategia prevedono: piena attuazione della normativa vigente in materia di protezione della natura e della rete di riserve naturali; ripristinare gli ecosistemi “in particolare aumentando l’uso delle infrastrutture verdi”; garantire la sostenibilità delle attività agricole e forestali; salvaguardare e proteggere gli stock ittici; contenere le specie invasive; “aumentare il contributo dell’Unione all’azione concertata internazionale per scongiurare la perdita di biodiversità”.