RADICI CRISTIANE

Appello alla Croazia

Benedetto XVI: “l’ossigeno” e “il cibo” dell’Europa

È diventato quasi di “moda” oggi in Europa “dimenticare e negare le evidenze storiche” delle radici cristiane su cui poggia il continente ma “affermare che l’Europa non ha radici cristiane equivale e pretendere che un uomo possa vivere senza ossigeno e senza cibo”. È tornato l’11 aprile a parlare di Europa Benedetto XVI e lo ha fatto ricevendo in Vaticano le credenziali del nuovo ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede, Filip Vučak. Il baluardo del cristianesimo. Nel suo discorso al nuovo ambasciatore, Benedetto XVI ha ricordato che la Croazia ricevette nel 1514 da Leone X il titolo onorifico di “scudum saldissimum et Antemurale Christianitatis”. Nelle minacciose guerre che infuriavano in Europa infatti, il popolo croato, difendendo se stesso, ha difeso anche l’Europa cristiana sempre in pericolo. Venendo quindi ai nostri giorni, il Papa ha invitato il Paese a tramandare alle giovani generazioni “il ricco patrimonio della storia croata e della cultura cristiana che l’ha irrorata in profondità e sulla quale il vostro popolo si è sempre appoggiato nei momenti di avversità”. Le radici cristiane. Il Papa ha poi ricordato che tra breve la Croazia dovrebbe entrare a far parte della Unione europea. “La Santa Sede – ha detto – non può che felicitarsi se la famiglia europea si completa ricevendo Stati che storicamente ne fanno parte. Questa integrazione – ha aggiunto – dovrà farsi nel pieno rispetto delle specificità croate, della sua vita religiosa e della sua cultura. Sarebbe illusorio vedersi rigettare la propria identità per unirsi ad un’altra che è nata in circostanze diverse da quelle che hanno visto nascere e costruire quella della Croazia”. Pertanto, entrando in Europa, alla Croazia spetta oggi il compito di “dare un contributo proprio e tipicamente croato”. Benedetto XVI ha quindi fatto riferimento alle radici cristiane dell’Europa. “È diventato di moda dimenticare e negare le evidenze storiche”: “Non si deve avere vergogna di ricordare e sostenere la verità, rifiutando, se necessario, ciò che le è contrario. Sono certo che il vostro Paese saprà difendere la sua propria identità con convinzione e fierezza – ha affermato -, evitando le nuove sfide che si presenteranno e che sotto il pretesto di una libertà religiosa mal compresa, sono contrarie al diritto naturale, alla famiglia e più semplicemente alla morale”. Viaggio del Papa in Croazia. Il Papa ha ricordato che tra poche settimane (4/5 giugno) si recherà in Croazia. Il Pontefice sarà a Zagabria in occasione della Giornata nazionale delle Famiglie cattoliche croate. Durante il viaggio, il Santo Padre si recherà anche in preghiera alla tomba del beato cardinale Alojzije Stepinac, che fu arcivescovo di Zagabria dal 1937 al 1960, e venne perseguitato dal regime comunista di Tito, morendo da martire. Il viaggio avrà per motto: “Insieme in Cristo”. “È questo insieme – ha sottolineato il Papa ricevendo l’ambasciatore croato – che desidero celebrare con il vostro popolo. Insieme, nonostante le diversità, insieme con queste differenze”.Un soffio di cristianesimo in Europa. “Ci rammarica che i valori cristiani non hanno trovato un posto adeguato nei documenti fondamentali dell’Unione europea”. È pertanto desiderio dei croati “vedere che il nostro paese mediterraneo e centroeuropeo porti alla grande Europa un soffio fresco di cristianesimo”. Così Filip Vučak, nuovo ambasciatore di Croazia presso la Santa Sede, presentando le Lettere credenziali al Santo Padre. L’ambasciatore ha evidenziato nel suo intervento come la Croazia “in seguito ai lunghi ed estenuanti negoziati, si trova a un passo dall’adesione all’Unione europea” ed ha riconosciuto che “a tale successo ha contribuito, con il suo costante appoggio, anche la Santa Sede”. “Nemmeno uno Stato membro dell’Unione europea ha dovuto percorrere un cammino così spinoso dei negoziati – ha ribadito -, e con piena responsabilità posso affermare che la Repubblica di Croazia entrerà nell’Unione europea come uno sei suoi membri più preparati”. Riferendosi quindi al prossimo viaggio di Benedetto XVI in Croazia, l’ambasciatore ha espresso un augurio: “Speriamo che già durante la Sua visita in Croazia sapremo se i negoziati finiranno nella prima metà di quest’anno o se dovremo aspettare ancora qualche mese”. “Sebbene consapevoli che l’adesione all’Unione europea non porterà improvvisamente il benessere e la stabilità – ha concluso l’ambasciatore Vučak -, desideriamo farne parte speranzosi e pieni di entusiasmo, con l’unico desiderio di inserirci finalmente nella grande famiglia europea alla quale apparteniamo da sempre, poiché la Croazia è una vecchia nazione europea di forte tradizione cristiana”.