CHIESE IN BREVE

Belgio, Polonia, Cechia e Moravia, Slovacchia

Belgio: il “silenzio umile” di mons. LèonardNessuna denuncia, nessuna “drammatizzazione” ma la scelta di rimanere in un “silenzio umile”. Così la portavoce della Conferenza episcopale belga Maryse Harvengt spiega al SIR perché mons. Andrè-Joseph Leonard, arcivescovo di Malines-Bruxelles nonché presidente della Conferenza episcopale belga, ha deciso di “non rispondere” all’aggressione di cui è stato vittima nei giorni scorsi. L’arcivescovo è stato aggredito a più riprese a Louvain-la-Neuve dove il primate della Chiesa belga si era recato per partecipare a un dibattito. A compiere l’azione è stato un gruppo anarchico, in seguito alle polemiche scatenate dalle affermazioni dell’arcivescovo circa l’omosessualità e l’aborto. “Non è la prima volta – dice Harvengt – che un’aggressione simile accade. Per il momento l’arcivescovo preferisce essere discreto, non esporre alcuna denuncia, né tantomeno farne un affare di Stato. In questa scelta l’arcivescovo resta umile e non vuole drammatizzare”. La portavoce tiene a precisare che “l’arcivescovo comprende le posizioni di persone che non la pensano come lui e li rispetta” ma teme che “se rispondesse oggi a simili aggressioni rischierebbe di essere mal interpretato”. La portavoce dei vescovi spiega inoltre che la Chiesa belga si trova in un momento particolarmente delicato. “C’è stata una commissione parlamentare che ha da poco pubblicato un rapporto in cui si chiede alla Chiesa di accettare un Tribunale arbitrale per indennizzare le vittime di abuso. La Chiesa, in un comunicato di alcuni giorni fa, ha detto che sta prendendo attentamente in esame il rapporto ma che al momento attuale non può ancora dare una risposta che deve essere frutto di una riflessione comune di tutti i vescovi per trovare la risposta migliore”.Polonia: a un anno dalla catastrofe a SmolenskAlla vigilia del primo anniversario della catastrofe aerea a Smolensk (10 aprile 2010) nella quale persero la vita il presidente polacco Lech Kaczynski insieme alla moglie e altre 94 alte personalità dello Stato, mons. Jozef Michalik, presidente della Conferenza episcopale polacca (Kep), si dice convinto che Giovanni Paolo II per contrastare le attuali divisioni in seno alla società civile invocherebbe “il senso della comune responsabilità per il Paese”. La sciagura aerea ha provocato delle divisioni tra i polacchi. Mons. Michalik ricorda che papa Wojtyla, in queste circostanze, “avrebbe parlato della necessaria compassione ma anche dell’obbligo di mettere il futuro del Paese al di sopra di tutte le altre ragioni, al di sopra anche del proprio dolore”. Per il presidente della Kep, Giovanni Polo II avrebbe rilevato che “nella prospettiva cristiana la croce e la sofferenza significano anche una possibilità della rinascita e del bene”. Il presule esprime il suo dolore per la strumentalizzazione a fini politici sia della tragedia di Katyn del 1940 (il presidente Kaczynski andava a Smolensk per commemorare le vittime delle stragi staliniste) sia della sciagura del 10 aprile 2010. Mons. Michalik, in occasione delle numerose celebrazioni previste per il 10 aprile, sottolinea che “ognuno ha il diritto di onorare la memoria di coloro che hanno perso la vita a causa della sciagura” ma dice di non credere che “il separatismo in quell’occasione sia cosa buona”.Cechia e Moravia: verso la Gmg di MadridI vescovi della Cechia e della Moravia hanno messo in programma d’incontrare i giovani che andranno alla Gmg di Madrid già questo week-end – il 9 aprile – oppure, come da tradizione, prima della Domenica delle Palme (16 aprile). Il programma include messe, adorazioni, momenti di preghiera, concerti, spettacoli teatrali, dibattiti e workshop su tematiche riguardanti la Bibbia, il battesimo, il lavoro missionario nei Paesi in via di sviluppo, vari aspetti del cristianesimo, ecc. I vescovi, inoltre, invitano i giovani a partecipare alla principale celebrazione della Gmg in Spagna. “A Madrid, sotto la protezione della Vergine Maria, abbiamo la possibilità di esprimere la nostra gratitudine nei confronti di papa Giovanni Paolo II e di papa Benedetto XVI per l’interesse che hanno mostrato per il futuro delle giovani generazioni”, scrive mons. Dominik Duka, presidente della Conferenza episcopale ceca. Slovacchia: conservazione dei monumenti sacriIl rinnovamento e la conservazione del patrimonio culturale rappresenta una delle priorità del ministero della Cultura in Slovacchia per il prossimo triennio. Il governo è riuscito a stanziare una somma senza precedenti proveniente da fonti d’investimento, che potrà essere utilizzata per la conservazione e il restauro dei monumenti e degli edifici di valore storico nel Paese. Dovrebbe essere possibile ottenere un gettito finanziario di più di 144 milioni di euro in totale dal bilancio statale e dai fondi strutturali dell’Ue. Il ministero, in cooperazione con l’ufficio governativo competente, ha pianificato di assegnare la priorità ad alcune aree specifiche del patrimonio culturale, soprattutto quelle che, altrimenti, avrebbero difficoltà ad accedere ai fondi. Secondo il comunicato stampa diffuso dal ministero il 4 aprile, una percentuale significativa del denaro verrà investita nella conservazione dei monumenti sacri, dato che la stessa Chiesa non ha quasi possibilità di ottenere un sostegno finanziario.