L’Ue in breve

Eurobarometro (1): automobilisti attenti all’ambiente?Più della metà degli intervistati nell’ambito di un sondaggio di Eurobarometro si dichiara “disposto a pagare di più l’automobile se ciò permettesse di ridurre le emissioni”. È uno dei risultati più sorprendenti di un’indagine condotta dall’istituto demoscopico nei 27 Stati membri dell’Unione. Il documento finale afferma ancora che “circa due terzi degli automobilisti hanno dichiarato di essere probabilmente disposti ad accettare compromessi sulla velocità dell’automobile al fine di ridurre l’inquinamento”. Inoltre la maggioranza degli automobilisti (53%) “si dichiara d’accordo con la sostituzione delle attuali tasse automobilistiche con un nuovo regime fiscale basato sull’uso effettivo del veicolo”. Mentre la maggior parte dei cittadini che utilizza l’auto sceglie di usare il proprio mezzo “per motivi di comodità”, quasi tre quarti degli europei (71%) “hanno dichiarato che prenderebbero in considerazione un uso più frequente dei trasporti pubblici se fosse possibile acquistare un biglietto unico che permettesse di usufruire di tutte le modalità di trasporto”. Siim Kallas, vicepresidente della Commissione, ha commentato: “Le persone si rendono conto della posta in gioco e sono disposte a fare quanto è nelle loro possibilità per ridurre l’impatto dei trasporti sull’ambiente. Iniziative intelligenti come i sistemi di tassazione basati sull’uso effettivo del veicolo e un biglietto unico per tutte le modalità di trasporto” andrebbero presi in esame in ogni Stato membro.Eurobarometro (2): spazzatura, da problema a risorsaOgni cittadino europeo produce in un anno 513 chilogrammi di rifiuti domestici (dati Eurostat), eppure “circa il 60% delle persone non ritiene che la propria famiglia produca una quantità eccessiva di spazzatura”. Lo riferisce un’indagine di Eurobarometro che pone al centro dell’attenzione la sensibilità degli europei sul problema della produzione, raccolta e smaltimento dei rifiuti cittadini. L’istituto demoscopico dell’Ue parla di “contrasto impressionante” tra i dati statistici e l’opinione degli intervistati. L’indagine rivela anche “una mancanza di attenzione alla quantità di scarti alimentari prodotti”, mentre la maggioranza degli europei chiede di migliorare il sistema di raccolta dei rifiuti urbani e otto intervistati su dieci affermano “che le caratteristiche di sostenibilità ambientale di un prodotto, così come la possibilità di riutilizzarlo o di riciclarlo, influiscono fortemente sulla decisione di acquisto”. Numerose le curiosità che emergono dalla ricerca di Eurobarometro: in 21 Paesi Ue su 27 la maggioranza della popolazione è convinta di non aver prodotto una “quantità eccessiva” di rifiuti: le percentuali massime di persone che si esprimono così sono in Romania (75%), Bulgaria (74%) e Lettonia (73%). Nell’insieme, solo il 41% degli intervistati ritiene il contrario. La grande maggioranza delle persone intervistate ritiene inoltre di non sprecare il cibo acquistato gettandolo nel cestino, mentre una recente ricerca britannica realizzata nel programma Waste & Resources Action Programme segnala che il 25% degli alimentari comprati finiscono nel cestino dei rifiuti. Il commissario all’ambiente Janez Potocnik afferma: “Questa indagine ci dice che la maggior parte degli europei non è cosciente della quantità di rifiuti che si producono. Visto che la produzione di rifiuti non può, al momento, essere evitata, questi devono diventare una risorsa preziosa. Una gran quantità di ciò che scartiamo, dai rifiuti alimentari a quelli del giardino, fino al telefoni cellulari, può essere reimpiegata o riciclata”, con sensibili risparmi economici anche per le famiglie.Commissione: regole per il gioco d’azzardo on lineControllare il gioco d’azzardo on line, tutelare i consumatori (e in particolare i minori), evitarne derive sul versante delle frodi e del riciclaggio del “denaro sporco”: sono tra gli obiettivi di una consultazione pubblica lanciata dalla Commissione mediante un Libro verde. “In Europa – afferma l’Esecutivo – il gioco d’azzardo on line è un’attività economica in rapida crescita, con circa 15mila siti web già individuati e proventi annui complessivi che nel 2008 hanno superato i 6 miliardi di euro e che secondo le previsioni dovrebbero raddoppiare entro il 2013”. Ma i quadri giuridici nazionali “variano notevolmente da uno Stato all’altro, con norme diverse in materia di rilascio delle licenze, servizi internet connessi, pagamenti e lotta contro le frodi”. Per garantire la certezza del diritto e la tutela dei cittadini in questo settore transfrontaliero è dunque “importante valutare in che modo modelli diversi possano coesistere nell’ambito del mercato interno”. Lo scopo immediato della consultazione è quindi ottenere un quadro preciso del settore. La Commissione invita le parti in causa a trasmettere, mediante il suo sito web, i pareri entro il 31 luglio 2011: dopo di che “si valuterà la necessità e la forma di eventuali interventi comunitari in materia”.