CHIESE IN BREVE
Polonia: una luce per la vita”La vita non è soltanto materia che può essere maneggiata a volontà per mezzo delle biotecnologie o con la politica; la vita è la persona concreta”. Lo ha affermato il nunzio apostolico a Varsavia mons. Celestino Migliore il 25 marzo, XIV Giornata nazionale per la sacralità della vita. Dopo la messa, nella diocesi di Varsavia-Praga molte migliaia di persone, soprattutto giovani, hanno partecipato sabato nella capitale polacca alle manifestazioni con il titolo “Una luce per la vita”. Mons. Migliore rivolgendosi ai manifestanti ha sottolineato che essi “si oppongono a delle idee, degli atteggiamenti e degli stili di vita che cercano di giustificare e promuovere la concezione solamente materiale della vita conformemente alla quale è possibile disporre della vita propria e quella degli altri secondo il proprio desiderio e le proprie scelte”. Arkadiusz Urban, rappresentante dell’Ordine dei Cavalieri di Giovanni Paolo II e uno degli organizzatori della manifestazione, ha precisato che le iniziative simili sono ormai diventate “una necessità”. “I bambini non nati non hanno la possibilità di difendersi, e non hanno voce” ha aggiunto, sottolineando il valore di una pacifica testimonianza data dai partecipanti alla manifestazione, quest’anno lanciata anche con il patrocinio dei francescani i quali nell’ambito delle celebrazioni dell’anno di San Massimiliano Kolbe “come eredi spirituali del santo vogliono partecipare attivamente alla difesa della vita”. La Giornata della sacralità della vita istituita in Polonia nel 1998, in risposta all’enciclica “Evangelium Vitae”, viene celebrata ogni anno il 25 marzo, Festa dell’Annunciazione.Portogallo: l’allegria dei giovani per la GmgIn vista della Giornata mondiale della Gioventù, che si svolgerà a Madrid dal 16 al 21 agosto, la Chiesa portoghese spera di poter superare l’aspettativa iniziale, che prevedeva la partecipazione di 15mila giovani. Il direttore del Dipartimento nazionale della Pastorale giovanile (Dnpj), padre Pablo Lima, ha infatti annunciato: “Abbiamo già raggiunto ottomila iscrizioni, e nei prossimi mesi speriamo di superare la quota che era stata ipotizzata, considerando che in tutto il Paese stanno aumentando le iniziative e la mobilitazione dei giovani”. “Le diocesi continuano inoltre a promuovere catechesi ed incontri di formazione per l’avvenimento spagnolo – ha aggiunto -, e l’entusiasmo cresce anche in coloro che non potranno parteciparvi”. Ha affermato il vescovo di Viseu, mons. Ilídio Leandro: “I nostri giovani cristiani sono normalmente fervidi, gioviali e molto espansivi nel manifestare la loro allegria, e sono fiducioso che la presenza di oltre un milione di giovani di tutto il mondo possa costituire una ventata di freschezza e un segnale positivo per l’affermazione della gioventù cristiana”.Moldova: rispetto del diritto di proprietàLa diocesi cattolica di Chisinau ha citato in giudizio lo Stato della Repubblica Moldova perché “non ha avviato alcun percorso di dialogo o trattative concrete”, nonostante le “ripetute richieste” circa la restituzione e la rivendicazione del diritto di proprietà dei beni della Chiesa durante il periodo sovietico. Nel comunicato diffuso il 28 marzo tramite il Consiglio delle Conferenze episcopali europee, si legge: “Durante il periodo sovietico i luoghi di culto e gli altri beni immobili di proprietà della Chiesa Romano-Cattolica in Moldavia sono stati espropriati, confiscati e trasferiti nella proprietà dello Stato. Dopo la proclamazione dell’indipendenza e con l’istituzione della sovranità della Repubblica Moldava,la Chiesa romano-cattolica più volte si è rivolta alle autorità rivendicando il diritto di proprietà dei beni precedentemente confiscati. Invece fino al momento presente, lo Stato non ha manifestato alcuna disponibilità nella soluzione del problema”. Secondo la diocesi moldava, “il rispetto del diritto di proprietà dei beni della Chiesa, dei luoghi di culto e di quanto è stato espropriato dovrebbe essere una realtà non formale ma sostanziale. Tale diritto deve essere assicurato realmente, nella legalità e nel rispetto delle verità storiche”.Ucraina: il saluto del card. Husar a mons. SchevchukIn un’intervista a Livyi Bereh, il card. Lubomyr Husar ha parlato dei compiti che dovranno essere affrontati del suo successore, mons. Sviatoslav Schevchuk, eletto dal Sinodo della Chiesa greco-cattolica ucraina arcivescovo maggiore di Kiev degli ucraini. Schevchuk, 41 anni, sostituisce il cardinale Lubomyr Husar, andato di recente in pensione. “Un importante obiettivo – indica nell’intervista il card. Husar – è quello di moralizzare la vita pubblica, di portare Dio nella vita della gente. Ecco un esempio, anche banale, di cosa ciò potrebbe significare: dobbiamo insegnare alla nostra gente a non supportare più la corruzione. Rimango stupito di fronte ai grandi programmi del governo per combattere la corruzione, alla lotta legislativa contro la corruzione. Questo è ridicolo! Che cosa è la corruzione? E un peccato. E non si può sconfiggere il peccato con la legge. Si tratta di una questione di educazione. E se tutte le chiese lavorano per formare le persone alla legalità, ci sarebbe il cambiamento”.