UNIONE EUROPEA
La lectio magistralis di José Manuel Barroso a Roma
Per superare l’attuale crisi economico-finanziaria l’Europa deve essere più coesa, coerente, inclusiva e solidale. Ne è convinto il presidente della Commissione europea, José Manuel Durão Barroso, che il 14 marzo ha tenuto una lectio magistralis a Roma, presso la Libera Università degli studi sociali “Guido Carli” (Luiss). Occasione ne è stata la cerimonia di conferimento della laurea honoris causa in giurisprudenza a Barroso da parte dell’Ateneo.Crisi di fiducia. Secondo il presidente della Commissione europea, “l’Ue ha saputo reagire alla crisi, ma molto deve ancora essere fatto per aggiornare la governance verso una concreta unione economica”. Tuttavia non è sufficiente limitarsi al discorso economico-finanziario perché il progetto europeo “si fonda soprattutto sui valori di pace, dignità umana, solidarietà e giustizia”. Analizzando l’impatto della crisi sulla società, Barroso ha parlato di “un trauma per milioni di cittadini”. “Molti progressi acquisiti in decine di anni – ha spiegato – sono stati spazzati via: in meno di due anni il Pil è calato del 4% e la produzione industriale è diminuita del 20%”, mentre “la disoccupazione si è attestata al 10% della popolazione attiva. Assicurare la crescita è divenuto molto più difficile e sono emerse le debolezze strutturali dell’Europa”. Soprattutto, secondo il presidente dell’Esecutivo Ue, la crisi “ha inferto un duro colpo alla fiducia”.Responsabilità e solidarietà. Oggi, ha osservato, “la ripresa economica si fa vedere con migliori prospettive ed una previsione al rialzo rispetto alle previsioni. Sembra di essere arrivati ad un livello di stabilizzazione ma rimangono l’incertezza e una ripresa fragile e difforme fra i diversi Stati membri. L’Europa deve fare di più”. In particolare, ha precisato Barroso, “occorre ripristinare negli investitori e nei cittadini quella fiducia che è alla base del progetto europeo”. Secondo il presidente dell’Esecutivo Ue “siamo ancora in una fase di work in progress. Abbiamo fatto molta strada in materia di crescita economica, concorrenza e stabilità. Sappiamo perfettamente di essere incalzati dalla crisi o forse, proprio perché c’è la crisi, abbiamo proceduto più velocemente”. Richiamando le passate “perplessità e riluttanze” di alcuni governi verso l’idea di una governance condivisa, Barroso ha rilevato che “oggi sono gli stessi mercati a chiedere all’Europa maggiore coerenza e coesione. La nostra risposta alla crisi deve essere omnicomprensiva e ben coordinata a livello europeo, ancorché adattata alla diversa situazione di ogni Stato membro”. Un mix di “responsabilità e solidarietà”. “Abbiamo cominciato a ricostruire la fiducia attraverso sforzi di consolidamento fiscale combinati con riforme strutturali, misure di stabilizzazione finanziaria e una rafforzata governance economica. Sforzi collettivi che solo due anni fa sarebbero stati impensabili”. Pace, libertà e giustizia. Per Barroso “occorre mantenere questo slancio e senso di urgenza”. L’elemento cruciale “è ripristinare la fiducia, promuovere la crescita e creare nuovi posti di lavoro”. In tale prospettiva, ha ammonito, “non è intelligente tagliare le risorse ai settori della scienza, della ricerca, dell’istruzione e della cultura”. Nel sottolineare che “il Patto per l’euro concordato dai leader della zona euro venerdì scorso (11 marzo, ndr) e che dovrebbe essere adottato formalmente nel prossimo Consiglio europeo” è “in piena linea con il Trattato”, Barroso ha rilevato che questo Patto “è aperto anche ai Paesi che non fanno parte” di Eurozona e che “l’accordo è rilevante per tutta l’Ue”. Essa “non è un circolo chiuso, ma un processo dinamico e un progetto di inclusione e solidarietà”. Per questo “dobbiamo perseguire la crescita di aree dell’Europa dove le condizioni economiche rimangono ancora precarie”. “Qui – ha precisato – non stiamo parlando solo di economia, ma di un progetto che si fonda soprattutto sui valori di pace, dignità umana, libertà, solidarietà e giustizia; gli stessi valori per i quali i Paesi del Nord Africa stanno combattendo”. Di qui un richiamo: “L’Ue dovrebbe mettere in chiaro che noi ci schieriamo dalla parte di questi valori e che i nostri vicini sull’altra sponda del Mar Mediterraneo possono contare su di noi per una democrazia e una prosperità condivise”. Più in concreto, rispondendo ai giornalisti sulla crisi libica Barroso ha spiegato: “Stiamo lavorando con i nostri partner per valutare tutte le opzioni. Abbiamo accolto con favore la dichiarazione della Lega araba”. Per il capo dell’Esecutivo Ue “è molto importante far comprendere” che un eventuale intervento militare non è “contro le popolazioni”. Con riferimento al terremoto e allo tsunami che hanno devastato il Giappone, Barroso ha osservato che la priorità è “gestire l’emergenza umanitaria”. “Stiamo inviando nostro personale . È ancora presto per valutarne le conseguenze economiche; per adesso – ha concluso – non possiamo pensare” a questo; “stiamo lavorando soprattutto per limitare gli effetti a livello umanitario”.