CHIESE CRISTIANE
Testimonianze dal terremoto, preghiere e appelli
Venerdì 11 marzo, ore 14 e 46. La terra trema in Giappone al largo delle coste nord-orientali, nella regione di Tohoku. Dopo pochi minuti, le coste vengono devastate da un terribile tsunami che inghiotte tutto. Le scosse colpiscono anche la centrale nucleare di Fukushima che non regge all’impatto del sisma e dello tsunami. L’Europa guarda e reagisce. In prima linea ci sono anche le Chiese cristiane che ovunque rivolgono appelli alla preghiera e alla solidarietà, e prendendo direttamente contatti con le Chiese cristiane presenti in Giappone, rilanciano testimonianze drammatiche. Storie e immagini. “Vediamo case devastate, interi paesi che sono stati inghiottiti dallo tsunami, e le case che continuano a bruciare, perché i vigili del fuoco non sono in grado di raggiungere le proprietà e le persone che sono state le vittime di questa catastrofe. Con il cuore pieno di dolore e impotenza vediamo persone che piangono i loro cari o che instancabilmente cercano i familiari dispersi. Città e villaggi sono stati cancellati dallo tsunami, tutto se ne è andato in un secondo”. È la drammatica testimonianza dell’arcivescovo Nathaniel Makoto Uematsu, primate della Comunione anglicana in Giappone. Nel raccontare come il Paese sta reagendo al “più grande terremoto” che ha colpito il suo Paese, l’arcivescovo parla anche delle esplosioni dei reattori nucleari dell’impianto di Fukushima: “Le storie e le immagini costantemente veicolate dai media – dice – lasciano la gente senza parole, incapace di descrivere la vastità dell’incredibile devastazione causata dal terremoto, dallo tsunami e ora dagli incendi”. L’arcivescovo riferisce che dopo il terremoto la sede Provinciale ha lavorato molto duramente per conoscere la situazione delle persone e delle chiese della diocesi di Tohoku. Con estrema difficoltà solo sabato scorso l’arcivescovo è riuscito a contattare il Vescovo anglicano della diocesi di Tohoku, il rev. John Hiromichi Kato. Il vescovo Kato ha spiegato che c’è particolare preoccupazione per due chiese: la St. Peter Church nella prefettura di Fukushima, la Kamaishi Shinai Church e una Scuola Materna di Iwate, che si trovavano vicino al mare. I sacerdoti del posto stanno freneticamente cercando di confermare che i loro parrocchiani sono salvi. Un piccolo segno della vita che va avanti, è la notizia che nella Christchurch di Sendai (la chiesa Cattedrale), gravemente danneggiata, domenica scorsa mentre vi erano ancora scosse di assestamento, si è svolto un servizio liturgico della Quaresima. Si sta pensando inoltre di istituire a Tohoku un centro di soccorso e di emergenza all’interno della struttura diocesana per “rispondere nel più breve tempo possibile” alle richieste di aiuto. “Quello che possiamo fare in questo momento, tuttavia – ha concluso l’arcivescovo -, è pregare. Solo la preghiera ha il potere. Mi auguro e vi chiedo di pregare per le persone che sono state colpite, per coloro che sono morti e per le loro famiglie. Pregate per le persone coinvolte nei soccorsi, e in particolare per le diocesi di Tohoku e Kanto Kita”.Un appello del Patriarca Bartolomeo. Da Istanbul, il Patriarca ecumenico di Costantinopoli, Bartolomeo I, lancia invece un appello perché “gli Stati rivedano la loro politica in favore dell’energia nucleare”. Il Patriarca – da sempre strenuo difensore della causa ecologica e promotore di iniziative internazionali per la salvaguardia dell’ambiente – così scrive in un messaggio diffuso subito dopo aver appreso le notizie delle esplosioni ai reattori nucleari dell’impianto di Fukoshima.: “Si elevano preghiere da tutte le parti per i dispersi ma anche per coloro che sono ancora provati e messi in pericolo dalle esplosioni post-sismiche. Purtroppo, l’esplosione della centrale nucleare di Fukoshima è sopraggiunta come altra conseguenza tragica del terremoto, rendendo più terribile ancora l’incubo del Giappone. E le sue orribili conseguenze si faranno sentire su scala ancora più ampia. Sui terremoti, l’uomo non ha nulla da dire perché le sue cause sono più grande di lui. Ma sull’esplosione di una centrale nucleare e più in generale sull’energia atomica, egli ha diritto a parlare”. “Con tutto rispetto per la scienza – prosegue il messaggio di Bartolomeo – noi proponiamo al posto dell’energia atomica così pericolosa per la sopravvivenza dell’umanità, le diverse forme di energia verde che sono inoffensive, rispettano sia l’ambiente sia l’uomo, e sono capaci di rispondere sufficientemente ai bisogni. Il creatore ci ha offerto il sole, l’aria, le onde del mare e degli oceani, a partire dai quali possiamo produrre energia. La scienza rispettosa dell’ambiente ha messo a punto tecniche che permettono di produrre energia. Per questo ci domandiamo: perche avventurarsi in imprese così pericolose?”. “Dal Patriarcato ecumenico, eleviamo preghiere ferventi per il popolo giapponese amico, afflitto e provato e lanciamo un appello in tutte le direzioni in vista di una revisione della politica degli Stati a favore dell’energia nucleare”.