COMECE

Sfide per il futuro

Il numero di marzo di Europe Infos

Con un editoriale dedicato all’eredità cristiana nel cuore stesso dell’identità europea scritto da Frank Turner (cfr SIR Europa 17/2011) si apre il numero di marzo di “Europe Infos”, il bollettino informativo della Comece. Vari gli argomenti trattati anche questa volta dallo staff di esperti della Comece. Ne abbiamo scelti, come sempre, tre. Persecuzione dei cristiani. “La Comece – scrive Johanna Touzel – ritiene che le conclusioni adottate dal Consiglio dell’UE su “l’intolleranza, la discriminazione e la violenza fondata sulla religione o convinzione’ segnano un passo verso la buona direzione. L’alleanza del buon senso e della volontà politica ha permesso una presa di posizione forte. Una posizione divenuta una necessità imperiosa per rispondere ai numerosi atti di terrorismo e settarismo verso i cristiani nel mondo. Nel comma 2, il Consiglio condanna gli atti di violenza ‘contro i cristiani e i loro luoghi di culto, dei pellegrini musulmani e di altre comunità religiose’. Per questo, la sicurezza e la sopravvivenza delle comunità cristiane, soprattutto in Medio Oriente, richiedono una azione concreta”. Touzel ricorda nell’articolo che alla riunione del 31 gennaio, il Consiglio dei ministri dell’UE non era riuscito a pervenire alla adozione di una dichiarazione, a causa proprio di un disaccordo tra i ministri circa l’inclusione di un riferimento specifico ai cristiani come vittime della persecuzione religiosa in differenti Paesi e territori del mondo come Iraq, Egitto, Pakistan, Nigeria, Cipro, Filippine, Iran, India e Vietnam. L’accordo si è raggiunto il 21 febbraio “in seguito – ricorda Touzel – alle proteste manifestate da numerosi Paesi membri e deputati europei, subito dopo il risultato negativo della riunione precedente. Il Consiglio dei ministri – si legge nell’articolo – dovrebbe ormai tradurre questa dichiarazione in azione concreta per garantire ai cristiani e alle altre minoranze religiose nel mondo il necessario rispetto dei diritti e delle libertà fondamentali, compresa la libertà di religione, di cui molti sono oggi privati”. L’articolo si conclude: “l’impegno effettivo in favore dei diritti fondamentali, in particolare della libertà religiosa, rappresenta in se stesso un cammino verso la pace. Una volta realizzata, essa aprirà la via alla costruzione di società aperte e pacifiche dove i popoli potranno vivere insieme in buon vicinato e dove le differenti religioni potranno cooperare ad una più grande libertà umana”. Le sfide della Presidenza ungherese. “Assumere la Presidenza dell’Ue – scrive Gergely Ternovszky, executive manager dell’Ocipe (Jesuit European Office, Budapest) – è per l’Ungheria un momento forte e motivo di profonda soddisfazione. E ‘anche un segno della integrità dell’Europa. Nel corso degli anni che ci separano dalla seconda guerra mondiale, l’Ungheria ha subito il più grande tributo nel continente per la libertà e la democrazia, soprattutto nel 1956 e negli anni a venire. È stato il primo Paese a squarciare la cortina di ferro, mettendo la parola fine alla divisione del continente europeo. Ora l’Ungheria presiede l’Ue”. “L’obiettivo della presidenza ungherese – prosegue Ternovszky – è di rafforzare l’Unione europea sul piano economico e politico e la priorità numero 1 è chiaramente quella di gestire la crisi. La buona notizia è che l’attuale governo Fidesz ha buone capacità nella maniera di gestire la crisi economica. Lo ha dimostrato un decennio fa, ed è ancora uno dei loro compiti principali in Ungheria”. Riguardo invece alle politiche per i cittadini, l’esperto dell’Ocipe scrive: “L’Ungheria desidera essere a favore dei cittadini. In questo quadro vuole che l’Europa si concentri sulla diversità culturale come valore europeo che deve essere protetto. Speriamo che il governo sappia attirare l’attenzione sulla protezione delle minoranze etniche”. L’analisi si conclude così: “L’Ungheria ha preso la presidenza in un momento di nuovo difficile. Il tempo è breve e il compito della presidenza non è tanto quello di prendere delle decisioni quanto di avviare delle procedure che permettono di prendere queste decisioni collettivamente. Vedremo come si svilupperanno le cose, gli esperti qualificati e le visioni sono molto promettenti”.Gruppo europeo di etica. Sono stati nominati dal presidente Durão Barroso i 15 membri del Gruppo europeo di etica delle scienze e delle nuove tecnologie che ha iniziato quest’anno un mandato di 5 anni (2011- 2016). “La Gee – scrive José Ramos-Ascensão – è la principale istanza indipendente e consultiva stabilita dalla Commissione europea. Ha il compito di fornire i consigli di cui ha bisogno sulla bio-etica e la ricerca, in stretto legame con al preparazione e le messa in opera di provvedimenti legislativi e politici dell’Ue. Gioca dunque un ruolo importante nella preparazione degli avvisi della Commissione sulle questioni bioetiche”.