Eurostat: molte case sovraffollate nell’Ue27Nell’Ue27 il 42% della popolazione vive in appartamento, il 34% in un’abitazione individuale (o familiare) e il 23% in case bifamiliari o “a schiera”. Lo rende noto Eurostat con un’indagine sugli alloggi che si riferisce alla situazione di fine 2009 e che sottolinea “notevoli differenze tra un Paese e l’altro dell’Unione”. Dalla ricerca emerge – secondo Eurostat – un elemento preoccupante: “Il 18% della popolazione vive in una casa sovraffollata”, calcolando tale condizione in base ad alcuni criteri di riferimento (numero di stanze, numero delle persone residenti, presenza di bambini…). Inoltre “il 16% delle case mostrano problemi di umidità”, il 7% risultano poco illuminate, il 4% presentano la toilette all’esterno dell’abitazione, il 3% delle case non dispone di vasca da bagno o doccia. Dall’indagine emergono anche alcune particolarità o curiosità: “Gli appartamenti sono più diffusi in Lettonia, le case individuali in Slovenia e le case a schiera nei Paesi Bassi e nel Regno Unito”. Il problema del sovraffollamento delle abitazioni è particolarmente marcato – nell’ordine – in Lettonia, Romania, Ungheria, Polonia, Lituania e Bulgaria. Tale problematica è invece quasi assente a Cipro, nei Paesi Bassi, in Spagna, Irlanda, Belgio e Malta.Pil pro capite: regioni europee ricche e povereIl Prodotto interno lordo annuo per abitante nell’Ue è pari a 25.100 euro; ma nella Inner London raggiunge 88.300 euro, mentre nella regione bulgara dello Severozapaden scende a 3.000 euro. Eurostat ha raccolto i dati della ricchezza pro capite prodotta nelle 271 regioni dell’Ue27, comparandole tra loro. Ne emerge un quadro molto differenziato: per cui nel cuore della capitale britannica il Pil, fatta 100 la media dell’Unione, sale al 343%, mentre nella citata regione della Bulgaria si scende al 28%. Le forti disparità territoriali dipendono sia dal Pil nazionale sia dal grado di sviluppo locale. Eurostat sottolinea che tra le 40 regioni più ricche 10 sono tedesche, 5 olandesi, 4 austriache e altrettante britanniche, 3 spagnole e italiane, due in Belgio e Finlandia. Le regioni con un reddito più basso sono quasi tutte nell’est europeo, con punte in Bulgaria, Romania, Ungheria e repubbliche baltiche. Ma regioni “povere” figurano anche in Italia meridionale, Portogallo e Spagna.Turismo in ripresa. La Spagna è la meta principaleIl turismo in Europa è in ripresa. Lo segnala Eurostat, che ha steso un rapporto sul settore con i dati definitivi del 2010. “L’anno scorso – spiegano gli esperti dell’istituto statistico dell’Unione – si sono registrati 1,6 miliardi di pernottamenti negli alberghi e nelle strutture ricettive dei 27 Stati membri”. Si tratta di un aumento del 2,8% rispetto al 2009, anno che aveva indicato le peggiori performance degli ultimi tempi. È in lieve crescita anche il numero di notti trascorse in albergo dagli europei nel proprio Paese (1,1%). Cresce di più, invece, l’afflusso intraeuropeo dei turisti: le persone che hanno deciso di trascorrere dei giorni di vacanza all’estero, dormendo almeno una notte fuori casa, sono aumentate del 5,1%. Eurostat segnala che la diminuzione delle prenotazioni e dei flussi turistici si era evidenziata a metà del 2008, in parallelo alla crisi economica, accentuandosi l’anno successivo. “Tra gli Stati membri, il maggior numero di notti trascorse in hotel riguarda la Spagna (268 milioni di notti, cioè +6,4% sull’anno prima), l’Italia (245 milioni, -0,8%), Germania (229 milioni, +5,5%), Francia (196 milioni) e Regno Unito (166 milioni)”. I Paesi che evidenziano un dato negativo, con la diminuzione di afflusso turistico, sono Romania, Grecia, Regno Unito, Slovenia, Italia. Eurobarometro, indagine sulle malattie rare Le persone colpite da malattie rare devono essere curate a spese dei servizi sanitari nazionali; in questo settore medico occorre agire con cooperazioni transfrontaliere; bisogna investire di più nella ricerca. In occasione della Giornata mondiale delle malattie rare (28 febbraio), Eurobarometro ha reso noto un sondaggio su scala continentale che mostra come i cittadini chiedano più ampi e decisi interventi per prevenire e curare queste patologie, che colpiscono o minacciano 36 milioni di persone nei 27 Stati aderenti. Precisamente il 96% degli intervistati dall’istituto demoscopico della Commissione afferma che “gli Stati devono provvedere al completo rimborso delle spese mediche” per chi è affetto da malattie rare, anche se il costo è molto elevato” (93%). Il 90% degli intervistati ritiene che la ricerca europea debba essere favorita e incrementata. In Europa si definisce malattia rara la patologia o il disturbo che colpisce meno di 5 persone su 10mila, come ad esempio nel caso di fibrosi cistica, emofilia o distrofia muscolare infantile. La recente direttiva Ue sui diritti transfrontalieri dei pazienti tocca anche la diagnosi e cura delle malattie rare, che possono essere seguite e affrontate nei diversi Paesi Ue, con il rimborso delle spese mediche da parte dei sistemi sanitari nazionali.