CHIESE IN BREVE
Portogallo: Patriarcato rinnova pagina internetIl patriarcato di Lisbona ha presentato ufficialmente la sua nuova pagina internet, promettendo che si tratterà di “uno spazio di informazione e dialogo”. Nel messaggio di benvenuto, il cardinale patriarca José Policarpo auspica che il nuovo sito diventi “una delle porte più aperte e più importanti per la comunicazione della Chiesa di Lisbona con i fedeli e con i cittadini in generale”. Il card. Policarpo ha sottolineato l’importanza di questo rinnovamento, ricordando che la diocesi è stata una delle prime ad avere una pagina ufficiale nella rete Web, ormai da un decennio: “Già da qualche tempo, sia come organizzazione diocesana, sia per sollecitazione dei fedeli, sentivamo il bisogno di migliorare il sito, adattandolo alle esigenze di una comunità che pretende di essere interattiva”. “La nuova pagina ha l’ambizione missionaria di costituire una fonte di informazione, nella coscienza che, quando essa sia ben fatta, si trasforma anche in uno strumento prezioso e decisivo di formazione”. Il sito Web, che mantiene l’indirizzo precedente, www.patriarcato-lisboa.pt, “cercherà di offrire semplicità, facilità e attualità”, ha aggiunto padre Nuno Brás, responsabile del dipartimento comunicazione del patriarcato: “Cercheremo di rispondere ai suggerimenti e ai dubbi che potranno sorgere, e lo stesso mons. Policarpo ha dato la sua disponibilità a contribuire direttamente sulle tematiche più rilevanti”. In occasione della festa del beato José Allamano, fondatore dei missionari della Consolata, anche la rivista Fátima Missionaria ha presentato una nuova pagina internet con il motto: “Un’altra visione del mondo”. Info: www.fatimamissionaria.pt.Germania: in dialogo con il sindacatoIl lavoro è più importante del capitale: è la conclusione di un incontro svoltosi nei giorni scorsi a Stoccarda tra rappresentanti delle diocesi di Rottenburg-Stoccarda e Friburgo e dirigenti del sindacato Dgb del Land Baden-Württemberg. “La crisi economica e finanziaria internazionale ha dimostrato ancora una volta la validità di questo concetto della dottrina sociale cattolica”, ha affermato mons. Gebhard Fürst, vescovo di Rottenburg-Stoccarda, anche a nome del vescovo ausiliare di Friburgo, mons. Paul Wehrle. “La crisi finanziaria è stata in gran parte una crisi di fiducia”, ha proseguito Fürst. “Ora è necessario un processo di riflessione di tutte le forze sociali su quali siano le basi del lavoro umano. A questo proposito, il dialogo tra Chiesa e sindacati ha un valore particolare”, ha osservato il vescovo, dicendosi preoccupato per il divario crescente tra povertà e ricchezza in Germania: “Molte persone, nel nostro ricco Paese, non riescono a vivere del proprio lavoro”. Da parte sua, il presidente del Dgb del Land, Nikolaus Landgraf, ha affermato che “quando sempre più persone non riescono a partecipare alla vita sociale, o lo fanno in misura limitata, la coesione sociale è a rischio”. Landgraf ha inoltre evidenziato come il mercato del lavoro tedesco sia “completamente fuori controllo”: in Germania un lavoratore su quattro ha un lavoro interinale o con contratti part-time o a retribuzione minima. “Occorre continuare a lottare per un salario minimo imposto dalla legge e per il principio di un salario uguale per tutti. I sindacati e la Chiesa cattolica – ha concluso – devono dialogare per offrire spunti comuni su come il lavoro possa avere un volto umano”.Ungheria: nuovo libro di mons. Székely sui rom”Cigány népismeret” (Etnografia Rom) è il nuovo libro, per ora solo in lingua magiara ma sono già previste traduzioni, di mons. János Székely, vescovo ausiliare di Esztergom-Budapest, esperto di cultura zingara e responsabile della pastorale rom della Conferenza episcopale ungherese. Il libro, per il linguaggio semplice e le illustrazioni a colori, è destinato principalmente alle scuole, non solo cattoliche, ma anche a tutti coloro che desiderano conoscere la storia, le tradizioni, le peregrinazioni e i problemi attuali del popolo zingaro. Un capitolo a parte è dedicato alla presenza dei rom in Ungheria (circa 700 mila su una popolazione di 10 milioni, suddivisi in quattro gruppi linguistici) e nelle varie nazioni europee. Altre pagine parlano di figure celebri di origine rom: personaggi storici, artisti, sportivi, donne e anche santi, come il martire Ceferino Jiménez Malla. Mons. Székely, anche a nome della Chiesa ungherese, da sempre impegnata per l’integrazione degli zingari, in particolare nel settore dell’istruzione scolastica, sostiene l’importanza che la popolazione rom sia consapevole e orgogliosa della propria cultura e definisce un “grosso problema” il fatto che molti rom vogliano rompere con le loro origini, perché si vergognano. “Aiutarli a mantenere la loro identità – afferma – dipende dal grado di comprensione con cui ognuno di noi saprà accettare l’altro”. Nel volume anche opere di scrittori ungheresi che hanno raccontato degli zingari, racconti popolari, poesie e preghiere della tradizione zigana, opere recenti di autori di origine rom.