CHIESE IN BREVE

Portogallo, Bielorussia, Irlanda

Portogallo: vescovi, una nota sul volontariatoAccogliendo una dichiarazione dei ministri Ue, che ha proclamato il 2011 come Anno europeo delle attività volontarie, il Consiglio permanente della Conferenza episcopale portoghese (Cep), riunito a Fatima, ha emesso il 16 febbraio la nota pastorale “Volontariato e nuova coscienza sociale”, nella quale definisce il tema “Una porta aperta per l’umanizzazione sociale”. I vescovi si rivolgono in particolare “ai cattolici, affinché si sentano in coscienza particolarmente motivati ad offrire gratuitamente alla comunità un po’ del loro tempo al servizio degli altri”, e si congratulano con essi per “la crescita di una nuova coscienza sociale, alla base dell’impegno volontario, che costituisce un grido di speranza, capace di vincere gli ostacoli ideologici e di rivelare i cammini di un nuovo umanesimo, che si dimostri creativo, realista, effettivo e dinamico”. La nota specifica che “le iniziative volontarie si pongono nello spirito del principio di sussidiarietà, e non si sostituiscono ai servizi sociali dei poteri pubblici; al contrario, stimolano l’esigenza di quelle risposte, permettendo ai cittadini, in virtù della spontaneità connessa agli interventi, di ‘abbattere i muri’ burocratici”. Chiamato ad un coinvolgimento universale di tutte le persone e le situazioni, costituendo una rete di fraternità, “il volontariato – si legge nel documento -assume una pluralità di volti e forme, prossimi a coloro che la società dimentica, rifiuta, maltratta, impoverisce, così come fornisce il proprio sostegno allo sviluppo culturale”. Dal punto di vista di coloro che operano, questo servizio ha costituito per molte persone “un’esperienza di arricchimento umano, tale da far ripensare progetti di vita, da permettere di valorizzare e sfruttare diversamente il proprio tempo, saper affrontare situazioni, alleviare le tensioni e relativizzare i problemi personali”. Infine, i vescovi portoghesi manifestano la loro “profonda riconoscenza e sincero apprezzamento per la moltitudine di volontari che infondono sicurezza e speranza in una difficile attualità: intravediamo nell’esperienza del volontariato il modello di una nuova visione della società verso la quale ci spinge l’annuncio del Regno nuovo di Gesù” conclude la nota.Bielorussia: mons. Kondrusiewicz “per la pace”Nei giorni scorsi, nella curia metropolitana di Minsk, l’arcivescovo Tadeusz Kondrusiewicz, metropolita di Minsk e Mahilyow, è stato insignito dell’Ordine delle forze della Guardia internazionale dei cosacchi per il mantenimento della pace. Presenti alla cerimonia il luogotenente generale Siarhei Novikau e il generale supremo Aleh Prylutski. Secondo il generale Prylutski, “il leader bielorusso cattolico è stato insignito del riconoscimento ‘per la sua buona volontà’ nel perseguire l’unità e la pace tra le confessioni cristiane e l’instaurarsi dello spirito ecumenico nei confronti delle diverse religioni”. La “Guardia dei cosacchi”, il cui impegno è volto in primo luogo al consolidamento della società, sostiene anche le relazioni con il clero di tutte le confessioni. In Bielorussia quasi la metà dei suoi membri è cattolica. Tra i settori prioritari di impegno il lavoro educativo con i giovani e la partecipazione attiva alla vita pubblica del Paese. Il Corpo internazionale dei cosacchi per il mantenimento della pace include membri provenienti da 17 Paesi: tra questi Francia, Germania, Polonia, Italia, Lituania, Cina, Stati Uniti, Russia, Kazakhstan. In Bielorussia è apparso nel 1995 e oggi conta nel Paese 12 mila membri.Irlanda: cappellani chiedono riforma carcerariaLo scorso 10 febbraio il Comitato per la prevenzione della tortura e dei trattamenti o delle pene inumani o degradanti (Cpt) del Consiglio d’Europa ha pubblicato un rapporto sulla situazione delle carceri in Irlanda e ha denunciato abusi e violenze, in particolare nei due ospedali psichiatrici giudiziari del Paese. L’indagine conferma quanto già reso noto dai rapporti annuali dei cappellani carcerari irlandesi che puntano il dito anche sul sovraffollamento degli istituti di pena e sull’aumento dell’uso di sostanze stupefacenti tra i detenuti. E proprio i cappellani nei giorni scorsi hanno chiesto nuovamente una “urgente riforma del sistema carcerario”. Per padre Claran Enright, responsabile della cappellania del carcere di Arbour Hill, manca la volontà politica di affrontare il problema che è andato peggiorando di anno in anno. “Se non possiamo trattare i detenuti con un minimo di dignità – afferma – non possiamo neanche sperare di migliorare la loro vita come è nell’interesse di tutti. Forse questo ennesimo rapporto servirà a qualcosa” perché “le condizioni di molti nostri istituti di pena sono un insulto alla dignità di qualsiasi essere umano e un affronto alla decenza”. Secondo il rapporto, dal 2006 al 2010 la popolazione carceraria è quasi raddoppiata passando da 3.191 persone a 5.456.