SINODO ANGLICANO
Documento della Commissione Arcic al vaglio della Chiesa di Inghilterra
Con l’approvazione del documento della Commissione internazionale anglicana-cattolica Arcic “Mary: Grace and Hope in Christ” (“Maria: Grazia e Speranza in Cristo”) il Sinodo generale della Chiesa di Inghilterra ha dato il via libera a proseguire il dialogo e lo studio sulla figura di Maria. Riportiamo alcuni passaggi dei due discorsi con i quali il vescovo cattolico ausiliario di Westminster, George Stack, e quello anglicano di Guildford, Christopher Hill, hanno parlato al Sinodo dei nodi chiave del dibattito tra cattolici e anglicani sulla figura della madre di Gesù. I dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione sono i nodi più critici del dialogo tra cattolici e anglicani sulla figura di Maria.Che cosa è il documento. “Maria: Grazia e Speranza in Cristo” è la storica dichiarazione congiunta anglicano-cattolica sul ruolo di Maria nella dottrina e nella vita della Chiesa, presentata nel 2005 per la prima volta a Seattle (Stati Uniti). Chiamata anche “Dichiarazione di Seattle” – dal nome della città in cui si è conclusa la sua redazione -, il documento congiunto è il frutto di sei anni di dialogo teologico tra cattolici e anglicani promosso nell’ambito dell’Arcic (Commissione internazionale anglicano-cattolica) dal Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani e dal Consiglio consultivo anglicano. Il testo non è una dichiarazione d’autorità della Chiesa cattolica o della Comunione anglicana, ma un documento la cui pubblicazione viene offerta per lo studio e la valutazione delle Chiese. Il testo è “dottrinalmente uno dei documenti più importanti frutto del dialogo dell’Arcic”. Esplora infatti il luogo di Maria nelle Scritture e nelle “antiche tradizioni comuni”, vale a dire nei primi Concili della Chiesa, che sono fonti di autorità sia per gli anglicani che per i cattolici, e negli scritti dei “Padri della Chiesa”, teologi dei primi secoli del cristianesimo. Il documento non risolve alcune importanti controversie relative soprattutto alla autorità dei due dogmi mariani approvati dalla Chiesa cattolica nel 1800 ma non riconosciuti dagli anglicani. Sì al dialogo su Maria. Continuare il dialogo per scoprire la fede reciproca. Esplorare la comune fede e spiritualità di anglicani e cattolici rispetto alla figura di Maria. Studiare il problema dell’autorità e dello status dei due dogmi cattolici della Immacolata Concezione e dell’Assunzione di Maria per gli anglicani. Questi i punti della mozione approvata dal Sinodo della “Chiesa di Inghilterra”. Nella mozione si fa riferimento anche ad un rapporto redatto dal Faith and Order advisory group, la commissione che si occupa, dentro la “Chiesa di Inghilterra” di questioni di teologia.Le parole del vescovo cattolico. Nel suo intervento mons. George Stack, vescovo cattolico ausiliario di Westminster, ha citato più volte Giovanni Paolo II, devotissimo a Maria che scrisse, nel suo documento ecumenico del 1995 “Ut unum sint”, che “occorrono ulteriori studi sulla figura di Maria prima che venga raggiunto un consenso”. “È stato questo lo scopo del lavoro della commissione Arcic”, ha detto mons. Stack al sinodo anglicano, “la cui ultima fase si è conclusa nel 2005 con il documento ‘Mary: Grace and Hope in Christ'”. “La frase del documento che ha portato gioia nel mio cuore – ha proseguito il vescovo – è stata ‘Abbiamo cercato di abbracciare il modo di fare teologia gli uni degli altri’ perché invita ciascuna delle nostre comunità ad allontanarsi da posizioni storiche statiche”. “Per questo motivo, come vescovo, do il benvenuto alla natura critica della serie di saggi del “Faith and Order Group” della “Chiesa di Inghilterra”.I due dogmi mariani. Parlando dei nodi chiave del dialogo tra cattolici e anglicani sulla figura di Maria, i due dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione, e dei punti critici sollevati, rispetto ad essi, dai saggi del “Faith and Order Group” della “Chiesa di Inghilterra” mons. Stack ha detto che a suo parere va esplorato, nel contesto storico in cui i due dogmi mariani sono stati proclamati, anche il livello in cui questi dogmi hanno influenzato una certa comprensione del ruolo delle donne nella vita della chiesa. Un dibattito, secondo il vescovo Stack, reso ancora più significativo dall’annuncio che una nuova fase dei lavori della Arcic sull’argomento “La Chiesa come comunione. Locale e universale” avrà luogo dal 17 al 27 maggio nel monastero di Bose.Le parole del vescovo anglicano. Secondo il vescovo Christopher Hill, la cui presentazione del documento mariano ha seguito quella di mons. Stack, è significativo che vi sia ” riferimento a una comune verità cristiana dietro il linguaggio dogmatico”. “Questa è la vera metodologia di Arcic”, ha detto il vescovo Hill, “andare oltre il linguaggio conflittuale e le formule. Possiamo essere d’accordo e siamo d’accordo che “Maria fu preparata dalla grazia ad essere la Madre del nostro Redentore, attraverso il quale lei stessa è stata redenta e ricevuta nella gloria”. “Arcic ha cercato di andare oltre posizioni consolidate o opposte per scoprire e sviluppare la nostra comune eredita’ di fede”, ha concluso Hill.