COMMISSIONE UE
Il mercato unico dei servizi
Test di efficienza, rimozione degli ostacoli transfrontalieri, piena attuazione delle norme in vigore: la Commissione intende accelerare i processi per ampliare il mercato unico dei servizi, settore che rappresenta quasi i due terzi del Prodotto interno lordo dell’Ue. Dopo l’entrata in vigore della specifica direttiva, il 2009 e il 2010 hanno costituito un periodo di prima applicazione, ma entro il 2012 ogni problema dovrà essere affrontato e risolto con determinazione. Il mercato dei servizi è uno dei numerosi fascicoli aperti al palazzo Berlaymont, sede dell’Esecutivo a Bruxelles, che in questi giorni si è occupato anche di fondi per la ricerca, settore automobilistico (obbligo delle luci diurne per i nuovi modelli), sicurezza on line, caricabatterie universale per i telefoni cellulari, terrorismo e sicurezza dei passeggeri aerei. Alto potenziale economico. “Nell’attuale periodo di crisi dobbiamo liberare l’ulteriore potenziale di crescita esistente in un mercato unico dei servizi integrato, in modo da aiutare le imprese a crescere, a innovare e a creare più posti di lavoro e al fine di offrire servizi migliori ai consumatori e alle imprese”: Michel Barnier, commissario per il mercato interno, sta seguendo il processo di applicazione della direttiva che, se pienamente attuata, potrebbe portare vantaggi economici per una cifra oscillante tra 60 e 140 miliardi di euro, ovvero – secondo la Commissione – un potenziale di crescita compreso tra lo 0,6 e l’1,5% del Pil. Eppure attualmente i servizi rappresentano un quinto degli scambi totali intra-Ue e solo l’8% delle piccole e medie imprese europee operano in altri Stati membri. Ecco dunque alcune azioni che, incidendo concretamente sui processi produttivi e commerciali, porterebbero vantaggi alle aziende, ai cittadini e alle finanze pubbliche. Da qui i testi mirati su specifici settori, le azioni sulle normative e la burocrazia, quelle in materia societaria e finanziaria. I fondi per la ricerca. Un altro ambito in cui l’Ue ha necessità di accrescere l’efficienza e la cooperazione è la ricerca. Lo ha spiegato la commissaria Maire Geoghegan-Quinn illustrando in settimana il libro verde indirizzato a creare un “quadro strategico comune” sui finanziamenti a livello comunitario. “È necessario utilizzare al meglio ogni euro che l’Unione europea consacra alla ricerca e all’innovazione”. Il libro verde apre una consultazione pubblica che proseguirà fino al 20 maggio e alla quale sono invitati a partecipare i cittadini, le imprese, i centri di ricerca, le università e i ricercatori stessi. Il 10 giugno si svolgerà una conferenza di chiusura, che dovrebbe aiutare a definire le proposte che la Commissione avanzerà prima della fine dell’anno in relazione al budget Ue per il dopo 2013. Secondo la commissaria, i fondi investiti nelle scienze, nei laboratori, nelle applicazioni tecnologiche e produttive che derivano dalla ricerca stessa “sviluppano nuova crescita, favoriscono l’innovazione economica, portano lavoro e vantaggi per le imprese”. “Si tratta in definitiva di agire per migliorare la qualità della vita dei cittadini e di affrontare le grandi sfide attuali come il cambiamento climatico, l’efficienza energetica o la sicurezza alimentare”.Tutela dei minori e dei passeggeri. “In risposta al mutare dei modelli tecnologici utilizzati dai ragazzi, la Commissione intende lavorare con nuovi gruppi e operatori del settore per accrescere la tutela dei minori on-line”. In occasione della giornata “Per un internet più sicuro”, tenutasi l’8 febbraio, l’Esecutivo ha annunciato un maggior interscambio con le imprese che operano nel ramo delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (Tic) e con le organizzazioni di tutela dei minori “per incoraggiare la progettazione di prodotti più sicuri che aiutino a proteggere i minori in internet”. Si prevede di porre mano alle normative Ue per un aggiornamento che segua il passo delle novità del mercato. Neelie Kroes, vicepresidente della Commissione, ha chiarito: “È difficile per i genitori garantire la sicurezza dei loro figli quando sono on-line, soprattutto adesso che i ragazzi accedono alla rete non soltanto dai computer, ma anche da smart phone e console di giochi. È grande quindi la responsabilità del settore Tic nel fornire prodotti e servizi che proteggano i minori e diano loro gli strumenti per difendersi”. Sempre la Commissione ha presentato una proposta di direttiva che riguarda i dati del codice di prenotazione (Passenger Name Record) “ai fini della lotta contro i reati gravi e il terrorismo”. Le nuove norme (che richiederanno però almeno un paio di anni di negoziati fra Consiglio e Parlamento Ue) “obbligherebbero – come ha spiegato la commissaria agli affari interni Cecilia Malmström – i vettori aerei a fornire agli Stati membri i dati dei passeggeri che entrano o lasciano il territorio” dei 27, “garantendo al tempo stesso un alto livello di tutela della privacy e dei dati personali”.