PARLAMENTO EUROPEO
Economia, ambiente, energia, esteri e maternità
Ambiente, energia, esteri, maternità. Nei giorni scorsi il Parlamento europeo è stato teatro di diversi momenti di confronto, il più partecipato dei quali è risultato il convegno del 9 febbraio sull’economia a basso tenore di carbone, che ha visto tra i relatori il principe Carlo d’Inghilterra. Un tema che ha certamente un’impronta a carattere ecologico, ma con forti implicazioni economiche e sociali, come è stato più volte posto in evidenza. Risultati del vertice. In attesa della prossima sessione plenaria di Strasburgo (14-17 febbraio), che porterà in aula la riforma delle pensioni su scala europea, la sede di Bruxelles del Parlamento ha visto il confronto diretto tra gli eurodeputati e Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, giunto per riferire gli esiti del summit dello scorso fine settimana. “Innovazione, ricerca ed energia sono le chiavi del futuro”, ha affermato il politico belga, per poi aggiungere immediatamente che su questi versanti l’Unione europea “è in ritardo verso Usa, Giappone e altri competitori mondiali”. Van Rompuy ha invece tracciato un quadro più favorevole circa il trend economico: “Gli indicatori ci dicono che la fiducia e l’ottimismo stanno tornando”. Poi il consueto richiamo al fatto che “però non è il momento di compiacersi”. Il presidente del Consiglio Ue ha notato che bisogna rendere effettivi i meccanismi di controllo dei mercati finanziari, vigilare sui bilanci, favorire gli investimenti. Le critiche dei deputati. Il vice presidente della Commissione, Maros Sefcovic, ha valutato positivamente gli impegni assunti dai 27 capi di Stato e di governo per rafforzare la convergenza sui temi economici, annunciando che l’Esecutivo “proporrà nuove misure per avanzare verso una governance economica europea” (questo sarà il tema del summit di fine marzo). Ha poi spiegato che la Commissione “presenterà nel 2011 una comunicazione sulla politica energetica verso i Paesi terzi”. Dai banchi degli europarlamentari sono però emerse molte perplessità. In genere gli esiti del summit sono parsi “timidi”, se non apertamente insufficienti, su diversi fronti. Joseph Daul, capogruppo dei Popolari, ha dichiarato che nessun Paese “deve vedere minacciata la sicurezza energetica” e per questo “occorre un’azione comune dei 27” per infrastrutture, approvvigionamenti all’estero, ricerca, efficienza. Dunque “ci serve più Europa”, ha rimarcato Daul. Sul cosiddetto “Patto per la competitività”, che viene ricondotto alla cancelliera tedesca Angela Merkel e al presidente francese Nicolas Sarkozy, sono fioccate varie critiche: sia per quanto attiene il metodo (“prevalgono i governi, non l’Europa comunitaria”) sia per i contenuti (“finché non c’è crescita, non si possono tagliare i debiti” nazionali).Mamme single: rischio-povertà. Alcuni giorni prima, la commissione parlamentare per i diritti delle donne e l’uguaglianza di genere aveva invece incontrato alcuni esperti per parlare, fra l’altro, della situazione delle “madri sole”, siano esse divorziate, separate, vedove, ragazze-madri… In questo caso l’accento è stato posto sul fatto che le mamme single si trovano non di rado in situazioni che potrebbero portarle alle soglie della povertà o all’esclusione sociale. Il dibattito ha affiancato analisi statistiche e casi personali, indicazioni a carattere legislativo e discutibili prese di posizione su temi delicati legati alla famiglia, al rapporto genitori-figli, alle relazioni affettive. La presidente della commissione, Eva-Britt Svensson, ha espresso ad esempio la necessità di una più ampia analisi delle “nuove tipologie di famiglia” che si starebbero imponendo in Europa, “diverse dal modello tradizionale”. Più servizi alle famiglie. Nel corso dell’incontro, è stato ricordato che le convivenze si stanno moltiplicando in Europa, che i divorzi sono in aumento e che sempre più spesso i figli nascono “fuori dal matrimonio”: nell’Ue sarebbero già il 37% e in alcuni Paesi nordici il 50%. Inoltre, nonostante siano donne il 91% dei genitori soli, “non bisogna dimenticare i papà che si trovano nella stessa situazione”, ha segnalato la deputata Marina Yannakoudakis. Una indagine demoscopica illustrata durante l’incontro e realizzata da European Survey of Mothers, ha messo in luce che le mamme sole chiedono a gran voce la possibilità di conciliare il lavoro con la cura dei figli e la vita domestica, grazie a orari di lavoro più flessibili: Anne-Claire de Liedekerke, che ha illustrato la ricerca, ha affermato che “occorre riconoscere maggiormente il ruolo della maternità” nelle società europee. Zita Gurmai si è soffermata sulla opportunità di sostenere programmi pubblici “che possano creare posti di lavoro conciliabili con le esigenze delle famiglie e delle mamme single” (lavori part time, sconti fiscali alle imprese…). Un richiamo giunto da più voci ha riguardato l’urgenza di accrescere i servizi alle famiglie e ai genitori, a partire dagli asili e dalle scuole per l’infanzia.