COMECE

Per la cittadinanza attiva

Il numero di febbraio di “Europe Infos”

Si apre con un editoriale sulla libertà religiosa come “condizione di pace” l’ultimo numero di “Europe Infos”, la newsletter mensile della Commissione delle Conferenze episcopali dell’Ue (Comece) e del Jesuit European Office (Ocipe). “Non è chiaramente possibile – scrive nella nota padre Piotr Mazurkiewicz, segretario generale della Comece – paragonare il livello di garanzia della libertà religiosa nel Vicino e Medio Oriente con quanto avviene in Europa. I cristiani in Iraq sognerebbero la libertà che regna in questo campo nei Paesi dell’Ue. Ma nemmeno qui la situazione è ideale”. “Non tutte le limitazioni della libertà religiosa imposte ai cristiani – osserva il segretario generale – sono una manifestazione di cattiva fede. Talvolta, come nel caso dell’eliminazione delle feste natalizie dall’European Diary pubblicato dalla Commissione europea, ciò sembra essere conseguenza della disavvedutezza oppure di uno scarso radicamento nella cultura europea dei soggetti direttamente responsabili di tale decisione. Talvolta tale atteggiamento è l’effetto secondario di una politica di non discriminazione insufficientemente ponderata, che, nel tentativo di proteggere gli uni, discrimina gli altri”. Vari gli argomenti trattati in questo numero di Europe Infos. Ne abbiamo scelti tre. Divorzio e separazione. In dicembre, il Consiglio dell’Unione europea ha adottato il Regolamento n. 1259/2010 relativo all’attuazione di una cooperazione rafforzata nel settore della legge applicabile al divorzio e alla separazione personale. Il regolamento, prima applicazione di cooperazione rafforzata nel settore della giudiziaria civile, individua norme uniformi sulla legge applicabile al divorzio e alla separazione personale, attribuendo ampio spazio alla volontà delle parti. Il regolamento è il frutto di un lungo lavoro avviato già a partire dal 2006 e può applicarsi soltanto agli Stati che hanno esplicitamente deciso di aderirvi (sono 14 su 27: Belgio, Bulgaria, Germania, Spagna, Francia, Italia, Lettonia. Lussemburgo, Ungheria, Malta, Austria, Portogallo, Romania e Slovenia). Il regolamento – spiega Alessandro Calcagno – stabilisce regole che permettono di determinare quale è la legge applicabile ad un divorzio o ad una separazione tra persone di nazionalità diversa nel caso in cui potrebbero essere applicati più sistemi di diritto. Per cui uno dei principali elementi del testo è la possibilità data agli sposi di designare la legge applicabile al loro divorzio o separazione. Secondo l’esperto scelto dalla Comece, “malgrado le buone intenzioni e gli sforzi compiuti per promuovere un impatto positivo delle nuove regole, il Regolamento presenta aspetti discutibili che avrebbero bisogno di una riflessione più approfondita”. Lascia perplessi per esempio la priorità data alla autonomia degli sposi nella scelta della legge applicabile che secondo Calcagno, potrebbe entrare in contraddizione con la necessità di dare certezza giuridica e avere anche un impatto negativo sulla posizione del coniuge più debole o meno informato. 2011, Anno europeo del Volontariato. Secondo lo “Studio sul volontariato nell’Unione europea”, ci sarebbero in Europa dai 92 ai 94 milioni di adulti impegnati nel volontariato (circa il 23% degli europei dai 15 anni in su). Lo Studio mostra che esiste una correlazione positiva tra il livello di educazione e la tendenza al volontariato. Molte attività promosse e sostenute dal volontariato sono volte alla promozione della coesione sociale, all’inclusione e all’integrazione sociale. Anche economicamente, il volontariato ha un peso: rappresenta dall’1 al 2% del prodotto interno lordo in Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo e Spagna e più del 2% del Pil nel Regno Unito, in Finlandia e Danimarca. “il grande impatto sociale del volontariato – scrive José Luis Bazan – e i suoi benefici per la cittadinanza attiva hanno motivato nel 2009 l’adozione da parte del Consiglio di indire l’Anno europeo delle Attività di Volontariato” i cui obiettivi principali – sostenuti da un finanziamento di 8 milioni di Euro – sono quelli di creare una ambiente favorevole al volontariato; dare alle organizzazioni i mezzi per migliorare la qualità delle attività; attirare l’attenzione sull’importanza del volontariato”. Impegno Osce per la libertà di religione o di convinzione. “La religione – scrive Joe Vella Gaucci – sembra avere una dimensione sempre più pubblica. Inoltre, la circolazione rapida dell’informazione e della diversità crescente di religioni nel mondo hanno il potenziale di amplificare le discussioni e i dibattiti e di avere ripercussioni nei Paesi membri dell’Osce. “Nonostante siano passati 35 anni dall’Atto finale di Helsinki, la libertà di religione e convinzione resta un pilastro degli impegni dell’Osce. In effetti, gli Stati membri hanno costantemente riaffermato il principio VII dell’Atto Finale del 1975 nel quale stabiliscono che “essi riconoscono e rispettano la libertà dell’individuo di professare e praticare, solo o in comunità, una religione o una convinzione agendo secondo gli imperativi ella sua coscienza”.