GRAN BRETAGNA

Bisogno di valori forti?

Islam: un’indagine rivela 5.200 conversioni ogni anno

Gran Bretagna, 5 mila nuovi musulmani all’anno. Secondo un rapporto appena pubblicato dalla organizzazione “Faith matters”, ovvero “La fede conta”, i cittadini britannici che abbandonerebbero la religione di origine per diventare musulmani sarebbero ogni anno circa 5.200, il 62% donne. Il tipico convertito britannico entra nell’Islam a 27 anni e non ha come ragione della conversione il matrimonio. Fra le prime fonti di conversione sono citati i libri, seguiti da amici musulmani e Internet. Abbiamo chiesto un commento a Sara Silvestri, esperta di Islam, docente di religione e politica alla City University di Londra e all’università di Cambridge. Che cosa pensa della validità scientifica di questo studio?“È uno studio importante perché è uno dei pochi sui convertiti in Gran Bretagna, ma quello che vuole ottenere è un ‘guess estimate’, ovvero soltanto una ipotesi sul numero di chi entra nell’Islam. Gli unici dati certi riguardano la Scozia e sono tratti dallo Scottish Census, il Censimento del 2001. Ho riserve sul campione di persone intervistate online, soltanto 122, un numero per nulla rilevante in termini statistici. Ne occorrerebbero almeno 500”.È significativo sapere se i convertiti aumentano o no?“Non si può sapere se aumentano o no perché non c’è un punto di riferimento iniziale. I rappresentanti delle moschee ovviamente ci tengono a dire che l’Islam è in aumento, ma si tratta di affermazioni non sostanziate”.Ci sono verità che escono da questo rapporto che sono sostanziate anche da altri studi?“Certo, per esempio emerge un dato: il desiderio di chi si avvicina all’Islam provenendo da altre religioni o di chi, già musulmano, vi ritorna dopo essersi allontanato, è quello di avere un punto di riferimento in una società globalizzata che ha perso valori tradizionali, una società individualista dove non conta più tanto la famiglia. L’Islam propone valori molto forti, conservatori, che danno un senso alla persona e lo inseriscono in modo forte nella comunità e nella famiglia. Chi si sente spiazzato dalle dinamiche della società postmoderna è attratto dall’Islam. Quello che viene prescritto è anche molto semplice, non complica una vita già complicata. Fai una professione di fede, prega cinque volte al giorno, vestiti in un certo modo, digiuna. Non è neppure necessario andare in moschea. Quindi siamo di fronte ad una ricerca di valori conservatori in una realtà moderna. Anche il Papa ha detto, proprio qui in Gran Bretagna, che l’Europa non può diventare troppo relativista. E se uno è preoccupato per l’espansione dell’Islam certamente uno dei metodi per fermare l’espansione dell’Islam non è allargare ancora di più gli aspetti liberali o diventare ancora più relativisti perché più si apre il fronte relativista e liberale più l’Islam si presenta come baluardo della moralità e dei valori eterni e universali”.Pensa che la Gran Bretagna sia un terreno fertile per la diffusione dell’Islam?“Le persone che hanno un senso di spiritualità, di trascendenza, si sentono isolate qui dove la religione non ha spazio pubblico, viene ridicolizzata e il secolarismo è molto aggressivo”.E come vivono questi valori tradizionali dell’Islam i musulmani cresciuti qui che lei incontra durante le sue lezioni all’università?“I miei ragazzi ci tengono moltissimo a far vedere di essere dei bravi musulmani, di seguire per esempio il Ramadan e nello stesso tempo essere moderni, avanzati. È un modo di affermare la propria identità e mostrare all’esterno la loro scelta interiore”.Come si spiegano allora il fondamentalismo islamico e il terrorismo?“I terroristi che si sono ispirati alle teorie dell’islamismo forniscono un modo di comportarsi e di percepire la realtà che è unilaterale, che è chiuso e quindi fanno il brainwash dei loro adepti nel presentargli una comprensione del mondo che è solo unilaterale e esclusivista senza spirito critico. Non è molto diverso da come in passato dei gruppi marxisti hanno dato vita al terrorismo”.