Abbandono scolastico, iniziativa della Commissione”Più di sei milioni di giovani, cioè uno su sette nell’Unione europea, dispongono solo del titolo di studio secondario inferiore. Ciò significa che possiedono qualifiche e formazione insufficienti” per il mondo del lavoro. “Questo è anche uno dei principali ostacoli per gli obiettivi fissati dalla strategia Europa 2020 per la crescita intelligente e solidale”. Si tratta di una delle conclusioni cui giunge un rapporto della Commissione Ue sull’istruzione in Europa, che sarà presentato il 31 gennaio a Bruxelles. L’Esecutivo intende nella stessa occasione lanciare un insieme di iniziative volte a ridurre l’abbandono scolastico e ad accrescere la formazione delle giovani generazioni. Secondo l’indagine, i giovani che hanno un titolo di studio secondario inferiore, oppure nemmeno quello, “sono tra i soggetti più colpiti dalla disoccupazione, più sovente dipenderanno dai servizi sociali e assistenziali o saranno esposti all’esclusione sociale”. Uno dei grandi obiettivi di Europa 2020 è di ridurre l’abbandono scolastico “a partire dall’attuale livello del 14,4% a meno del 10% nel corso del prossimo decennio, su scala europea”. La comunicazione che sarà presentata dalla commissaria Androulla Vassiliou, dovrebbe esporre “le principali cause dell’abbandono scolastico e i suoi rischi” in ambito sociale e per il complessivo sviluppo economico. Il documento descrive “l’impatto che l’abbandono scolastico precoce ha sugli individui, la società e il sistema economico, e traccerà un quadro delle attuali misure a livello comunitario” e di quelle che si potrebbero avviare per far fronte al problema. La Commissione solleciterà anche una presa di posizione del Consiglio Ue “affinché definisca degli orientamenti di base per politiche coerenti” negli Stati membri. Demenza senile, priorità sanitaria e sociale nei 27Sono quasi 10 milioni i cittadini europei affetti da demenza senile o dal morbo di Alzheimer: si tratta di una cifra già di per sé elevata, che tenderà a crescere nei prossimi anni in Europa visto il costante invecchiamento della popolazione. Per questa ragione il Parlamento europeo, nel corso della sua ultima sessione plenaria, ha esortato i governi dei Ventisette a dichiarare queste patologie una priorità sanitaria e sociale, a investire fondi per la prevenzione, la cura e la ricerca, ad accrescere il livello di cooperazione in tutti questi ambiti. Approvando la relazione stesa dalla deputata portoghese Marisa Matias, l’Assemblea di Strasburgo ha ricordato che ogni anno 1,4 milioni di cittadini comunitari sviluppano qualche forma di demenza riconducibile all’età avanzata. Le cure mediche e sociali per il morbo di Alzheimer costano agli Stati Ue – secondo la relazione – oltre 100 miliardi di euro. Tra le proposte contenute nel documento appare l’istituzione di centri specializzati e un miglioramento della formazione del personale sanitario. Per “aumentare la consapevolezza” nell’opinione pubblica, il rapporto propone di lanciare l’Anno europeo per la salute mentale e sostiene la necessità di facilitare diagnosi precoci, rendendo più facile anche l’accesso a cure e farmaci. Interessante la sottolineatura relativa al sostegno da apportare alle famiglie dei pazienti, che “spesso si trovano ancora ad affrontare fenomeni di esclusione sociale”.Parlamento Ue: detenzioni segrete in Europa?Il Parlamento europeo torna sul problema delle detenzioni segrete sul territorio comunitario. Già nel 2007 l’Assemblea aveva approvato un rapporto sul tema: il 25 gennaio la commissione per i diritti umani ha tenuto un dibattito, alla presenza di alcuni esperti, dove si è parlato di possibili “luoghi oscuri in Europa”. Il riferimento esplicito è andato a basi militari americane, basi di Paesi Ue, navi, trasformate temporaneamente in luoghi segreti di prigionia. “Non è un mistero – afferma il sito dell’Istituzione, www.europarl.europa.eu – che, dal 2001 al 2005, migliaia di voli organizzati dalla Cia abbiamo attraversato lo spazio aereo del vecchio continente”. Nel corso dell’incontro, rivela il sito ufficiale – Julia Hall di Amnesty International ha presentato il rapporto intitolato “Svela il segreto: la crescente evidenza della complicità europea nelle detenzioni segrete”, pubblicato nel novembre 2010. Inoltre l’ex relatore speciale Onu sulle torture, Manfred Nowak, “ha parlato della relazione Onu sulle detenzioni segrete a livello mondiale”. Rispetto al rapporto di quattro anni fa “servono un aggiornamento” della situazione e “maggiori controlli”, secondo i deputati. “Bisogna verificare – è stato detto in commissione – se gli Stati membri hanno seguito le raccomandazioni del precedente rapporto”; perché “i centri di detenzione segreti sono come un buco nero dove può succedere di tutto”, ha affermato il rappresentante del Ppe Carlos Coelho. “Non possiamo permettere che cose come queste succedano nel futuro”.