COMECE
Il numero di gennaio di “Europe Infos”
Come sempre vari gli argomenti affrontati dall’equipe di esperti della Comece sul numero in uscita a gennaio “Europe Infos”. Si va da un editoriale di Frank Turner sul sistema di finanziamento dell’Ue alle questioni di attualità relative alla Pac (Politica agraria comune), alla politica di coesione, alla partecipazione europea alla Conferenza di Cancun sul clima fino al dibattito parlamentare sulla delicata questione della fecondazione in vitro. Politica di coesione. “Ogni tre anni – scrive Hervé Pierre Guillot – l’Unione Europa pubblica un rapporto sulla coesione economica e sociale alla è stata aggiunta quest’anno, in conformità con il Trattato di Lisbona, la coesione territoriale”. “Il rapporto passa in rassegna le disparità regionali, il contributo dell’Unione Europa, dei Paesi e delle Regioni alla politica di coesione, valuta il suo impatto e propone piste a partire dal 2013”. Nell’articolo, Guillot spiega che “la politica di coesione è volta a ridurre il divario tra i livelli di sviluppo delle diverse regioni, promuovendo così uno sviluppo armonioso nell’insieme dei Paesi che compongono l’Unione. L’attuale crisi finanziaria ed economica rischia di accrescere il divario tra regioni “ricche” e regioni “povere”, e queste ultime cercheranno di ottenere di più mentre le prime saranno sempre meno incline a dare. I negoziati si annunciano pertanto sempre più difficili e rudi. Questo è il momento di valutare le osservazioni del commissario Johannes Hahn incaricato per la politica regionale secondo il quale la politica di coesione non è un atto di carità, ma un investimento di una maggiore solidarietà per la crescita e l’occupazione”.Summit di Cancun. “Nelle settimane che hanno preceduto la conferenza di Cancun, i commentatori erano tutt’altro che ottimisti circa l’esito. L’accordo raggiunto tardi nella notte del 10 dicembre da parte dei rappresentanti dei 193 partiti della conferenza è quindi una piacevole sorpresa, una boccata d’aria fresca in mezzo a un generalizzato pessimismo nella discussione sui cambiamenti climatici”. “Ma resta ancora molto da fare – osserva José Ignacio Garcia SJ -, come disse Connie Hedegaard, commissario europeo per l’azione sul clima: ‘Tutti noi dobbiamo tenere a mente che la strada è ancora lunga e pericolosa prima di raggiungere l’obiettivo di un accordo legalmente vincolante sul clima’. Ma almeno a Cancun, rileva l’esperto della Comece, “i colloqui multilaterali hanno scongiurato lo scontro”. Anche il ministro fiammingo per l’Ambiente in rappresentanza della presidenza belga del Consiglio dell’UE a Cancun, ha riconosciuto gli intensi sforzi fatti dietro le quinte: l’UE ha lavorato instancabilmente per ridurre le differenze a Cancun. L’immagine di un’Europa capace di conciliare posizioni opposte può servire come fonte di ispirazione soprattutto se la strada è ancora lunga”. Bioetica. Un dettagliato articolo di José Ramos Ascensão fa il punto su una serie di ricorsi da parte dell’Austria alla Corte europea dei diritti dell’uomo circa due sentenze emesse dai giudici austriaci che avevano impedito a due madri l’accesso alla fecondazione eterologa in vitro. L’articolo si sofferma sul parere emesso dalla Corte europea secondo la quale “non c’è nessuna giustificazione oggettiva per impedire le tecniche eterologhe specifiche al caso. Per cui, l’interdizione è stata giudicata discriminatoria in virtù dell’articolo 14 (divieto di discriminazione) della Convenzione europea”. “In verità – osserva Ascensão – esistono più di un motivo etico fondamentale e numerosi motivi giuridici che sostengono l’interdizione della procreazione medicalmente assistita eterologa. Questa tecnica, che di solito comporta l’anonimato del donatore di gamete è una violazione della dignità umana di questi donatori, delle coppie stesse, e soprattutto del nascituro. Pregiudica il diritto del bambino ad una identità personale, il diritto a conoscere e a vivere con sua madre e suo padre, il diritto ad uno sviluppo familiare normale. L’intrusione inoltre di una terza persona nella relazione coniugale indebolisce la famiglia – specialmente se fondata sul matrimonio – e quindi la società intera”. La Corte europea – ha proseguito l’autore dell’articolo – ha rigettato le preoccupazioni del governo austriaco relative per esempio ai “rischi di utilizzare questa tecnica con scopi di riproduzione selettiva”. L’articolo si conclude ricordando che il 4 ottobre scorso la questione è stata presentata alla Grande Camera della Corte Europea sempre su richiesta del governo austriaco. “Essendo depositata alla Grande Camera – ha notare Ascensão – altre leggi simili – Croazia, Germania, Italia, Lituania, Norvegia, Svizzera e Turchia – sono possono probabilmente essere parzialmente contestate, minacciando così l’identità e la diversità degli Stati europei”. Le udienze davanti alla Corte europea dei diritti dell’uomo Diritti su questo tema si terrà mercoledì 23 febbraio.