CHIESE IN BREVE
Russia: in preghiera per i morti della strageLa comunità cattolica russa si è ritrovata il 25 gennaio a San Pietroburgo per un momento di preghiera per le vittime dell’attentato del giorno prima all’aeroporto di Domodedovo 2 di Mosca, e per chiedere a Dio “che doni la pace laddove è minacciata”. Ad esprimere a nome dei cattolici “dolore e sconforto” è mons. Paolo Pezzi arcivescovo metropolita della Madre di Dio a Mosca e nuovo presidente della Conferenza episcopale russa. Così ha detto a SIR Europa: “Questo nuovo attentato che si è verificato all’aeroporto di Domodedovo, il più grande per numero di passeggeri in transito ogni giorno a Mosca e in Russia, ci ha lasciati con un profondo dolore, provocando anche una ferma riprovazione per questo nuovo e gravissimo atto di violenza. Il pensiero primo che ci ha toccato, è stato innanzitutto per le vittime. In questi momenti inaspettati, quando la morte coglie improvvisa, senza che ci sia una preparazione, abbiamo però una certezza, ed è che là dove nessuno ci può accompagnare, Cristo ci attende. È questo il pensiero e la preghiera che in questi giorni eleviamo per le vittime. Resta lo sconforto e l’incertezza anche per la modalità con cui è stato compiuto questo atto di violenza e questo ci impone di pregare la Madonna perché ci protegga e aiuti tutti a non perdere la ragione e l’amore alla vita, a non scegliere mai per la morte come soluzione”. “Profondo dolore e ferma riprovazione per il grave atto di violenza” sono stati espressi anche da Benedetto XVI in un telegramma inviato al Presidente delle Federazione russa, Dmitrij Medvedev. Nel testo il Pontefice “assicura fervide preghiere di suffragio per le vite stroncate e invoca dal Signore il conforto celeste a quanti ne piangono la tragica dipartita”.Germania: un volontario tedesco allo Yad Vashem”Dobbiamo percorrere insieme la via della riconciliazione”. Lo ha affermato mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca (Dbk), annunciando che la Chiesa cattolica tedesca finanzierà un volontario tedesco che presterà la propria opera nel memoriale dell’Olocausto di Yad Vashem in Israele. “Come Chiesa cattolica intendiamo dare un segno per cooperare all’elaborazione della storia” perché “il passato non può essere dimenticato”, ha affermato Zollitsch. Infatti, “l’Olocausto non può mai essere negato da alcuno” e “dobbiamo fare di tutto per contrastare le nuove tendenze antisemite diffuse nella nostra società”. L’iniziativa della Dbk è stata accolta con soddisfazione da Irena Steinfeldt, responsabile dell’ufficio “Giusti dei popoli” del memoriale: “Con la visita a Yad Vashem nell’anno passato, l’arcivescovo Zollitsch ha confermato l’importanza del confronto con un passato difficile che dura fino ad oggi. In questa storia oscura, i religiosi e i laici cattolici riconosciuti come Giusti dei popoli da Yad Vashem rappresentano un esempio per tutte le generazioni future. Ciò si concretizza con l’invio del volontario al nostro memoriale”. La persona scelta dalla Dbk per lavorare nel memoriale dell’Olocausto a partire da marzo è il ventitreenne Moritz Povel, studente di Scienze Politiche all’università di Münster.Svizzera: Campagna per la Quaresima 2011″Estrazione mineraria: un affare indigesto”: è il tema della Campagna di Quaresima 2011, promossa da vari organismi cristiani, che si aprirà il 9 marzo, Mercoledì delle Ceneri, per arrivare sino alla Pasqua del 24 aprile. Si tratta di una campagna tesa a sensibilizzare gli svizzeri sullo sfruttamento delle risorse minerarie dei Paesi in via di sviluppo ed in particolare di quelli africani. L’iniziativa ecumenica, di durata pluriennale, coinvolge anche il diritto all’alimentazione e la sicurezza alimentare messa a repentaglio dallo sfruttamento del sottosuolo. Aziende senza scrupoli, americane, cinesi ed anche svizzere, affermano i promotori della Campagna, sfrattano e impoveriscono intere popolazioni: una situazione drammatica che si aggrava con lo scoppio di guerre. Tra gli appuntamenti quello del 2 aprile, la “Festa delle Rose”: 160.000 rose saranno vendute e il ricavato servirà ad aiutare 80 mila bambini di strada della Repubblica Democratica del Congo. Altre iniziative sono quelle dei fornai con “Pane per tutti”, per ogni pagnotta venduta, 50 centesimi saranno devoluti alle organizzazioni partner della Campagna. Contestualmente la Campagna intende chiedere al Governo federale di “sviluppare un quadro politico coerente e trasparente in materia di commercio internazionale e di diritti umani” rivolto alle aziende minerarie con sede in Svizzera.