CHIESE IN BREVE
Inghilterra: nuova traduzione del messale romanoEntro l’Avvento di quest’anno in Inghilterra e Galles verrà pubblicata la nuova traduzione del Messale romano, iniziata nel 2002, data della pubblicazione della nuova edizione latina del Messale. La Santa Sede ha dato la propria recognitio al testo che verrà introdotto gradualmente nelle parrocchie dal mese di settembre, prima della sua pubblicazione ufficiale. Da settembre a dicembre, informa un comunicato della Conferenza episcopale di Inghilterra e Galles, sono in programma nelle parrocchie incontri di catechesi “sulla nuova traduzione” e più in generale “sull’Eucaristia”. Intanto, per assistere le comunità nell’introduzione del nuovo testo, già da ora è stato inviato loro un DVD intitolato “Become One Body One Spirit in Christ, e attivato il sito www.missal.org.uk. Mons. Arthur Roche, vescovo di Leeds e presidente della Commissione episcopale per la vita cristiana e il culto, definisce il testo “una straordinaria opportunità di formazione sulla nostra fede e sulla Messa”. “Questa nuova traduzione – prosegue – costituisce un grande dono per la Chiesa. La Messa è al cuore dell’essenza della Chiesa; è dove approfondiamo la fede in Cristo e riceviamo il Suo nutrimento”. Secondo il presule, il testo della nuova traduzione “è più fedele al testo latino e quindi più ricco di contenuti teologici e riferimenti scritturali”. “Credo – conclude – che muoverà alla preghiera i cuori e le menti dei fedeli”.Croazia: il card. Bozanic incontra il premier KosorNei giorni scorsi, presso la sua residenza, l’arcivescovo di Zagabria, il card. Josip Bozanic, ha incontrato il Primo Ministro della Repubblica di Croazia, Jadranka Kosor. Nell’incontro si è discusso della prossima visita di Benedetto XVI in Croazia, il 4 e il 5 giugno 2011, e dei preparativi sia in corso che quelli già completati. Il Primo Ministro ha, inoltre, informato il cardinale sullo stato dei negoziati finali per l’adesione della Croazia all’Unione europea, e dei progetti economici, sociali e demografici intrapresi dal governo. Si è anche discusso di temi di attualità di particolare importanza per i cittadini croati. Il card. Bozanic, a sua volta, ha ringraziato il premier per il suo impegno a favore del popolo croato. Il programma della visita papale è stato reso noto lo scorso 20 dicembre: “Insieme in Cristo” è lo slogan del viaggio, che prevede l’incontro con il presidente della Repubblica di Croazia, Ivo Josipovic, e con il Primo ministro Kosor. Benedetto XVI incontrerà anche rappresentanti della cultura, dell’imprenditoria, della società civile, della politica, nonché il corpo diplomatico e i superiori delle comunità religiose croate. Al termine della prima giornata, il Papa presiederà una veglia con i giovani presso la piazza principale di Zagabria. L’evento centrale della visita pastorale è costituito dalla celebrazione dell’Eucaristia in occasione dell’Incontro nazionale delle famiglie cattoliche croate, previsto per il 5 giugno, sempre nella capitale. Prima di lasciare il Paese, il Papa pregherà presso la tomba del beato card. Alojzije Stepinac.Ucraina: i 20 anni del ritorno della Chiesa cattolica”Gratitudine a Dio per la restaurazione delle strutture della Chiesa”, per “la testimonianza di vita di ministri e vescovi”, per “la statura spirituale e la partecipazione sociale di religiosi e laici, noti e sconosciuti, attraverso i quali la Chiesa in Ucraina si è sviluppata e rafforzata in questi ultimi anni”. Ad esprimerla in una lettera pastorale inviata ai fedeli sono stati i vescovi della Chiesa romano cattolica ucraina, in occasione del 20° anniversario della restaurazione della Chiesa nel Paese (16 gennaio 1991). Gettando uno sguardo sul passato i presuli osservano che “Dio non dirige le azioni umane secondo criteri di comprensione umani”. Con l’espulsione nel 1946 da Lviv dell’ultimo arcivescovo, Yevhen Bazyak, sembrava infatti, si legge nella lettera, che “la Chiesa romano cattolica in questo Paese sarebbe stata distrutta. Nell’epoca comunista ogni funerale di un sacerdote ha segnato la chiusura della rispettiva chiesa, e molti preti sono stati perseguitati, mandati in esilio o privati del diritto di esercitare il proprio ministero”. Eppure la Chiesa ha saputo “resistere”. Il 16 gennaio 1991 è stato Giovanni Paolo II a ripristinare l’attività dell’arcidiocesi della Chiesa romano cattolica di Lviv e a nominarvi il primo metropolita, il 43° della storia dell’arcidiocesi, l’arcivescovo Marian Jaworski, poi eletto cardinale nel 2001, al quale nel 2008 è succeduto mons. Mieczyslaw Mokrzycki, attualmente in carica. A seguire sono state ristabilite le strutture diocesane di Zhytomyr e Kamenets-Podilskyy.