ECUMENISMO
Romania: Settimana per l’unità dei cristianiÈ iniziata anche in Romania la Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. In varie città sono state organizzate celebrazioni ecumeniche alle quali partecipano i rappresentanti della Chiesa cattolica di rito latino e di rito bizantino, delle Chiese protestanti, della Chiesa ortodossa serba (nel sud-ovest del Paese) e di altri culti e confessioni. Per il secondo anno, in seguito alla decisione del Santo Sinodo, la Chiesa ortodossa romena assiste solo alla preghiera delle altre Chiese, “senza coinvolgimento liturgico”. In alcune parti, come a Iasi, la preghiera ecumenica comune è stata sospesa e la Chiesa cattolica locale prega nelle proprie chiese. “Un gran peccato”: così definisce la situazione il vescovo romano-cattolico di Iasi, mons. Petru Gherghel, in una lettera pastorale pubblicata in occasione della Settimana. Ricordando i passi in avanti fatti finora sulla via dell’ecumenismo dalle Chiese cristiane della Romania, e specialmente la terza Assemblea ecumenica svoltasi a Sibiu nel 2007, il vescovo constata un “ritorno all’epoca della freddezza e dell’estraneità”. Anche l’arcivescovo di Bucarest e vicepresidente della Conferenza episcopale romena, mons. Ioan Robu lancia un allarme: “Quando il senso della comunione fraterna non va oltre i confini della propria confessione e quando alle nostre celebrazioni eucaristiche o alle nostre preghiere non associamo anche gli altri cristiani (anche solo nel pensiero), qualcosa della vita di risurrezione di Gesù Cristo si perde e andranno persi anche i frutti di questa nuova vita”. La Settimana si concluderà il 25 gennaio a Bucarest con una celebrazione nella cattedrale romano-cattolica San Giuseppe.Italia: esponenti cattolici-luterani piantano due alberiNei prossimi giorni a Roma e Milano diversi esponenti cattolici e luterani, in occasione del Cinquecentenario della Riforma che cadrà nel 2017, pianteranno insieme due “alberi di Lutero”. L’idea di fare un grande giardino a Wittenberg risale al 2008 e si proietta verso il 2017, anniversario di quel 1517 in cui furono esposte le note “tesi di Wittenberg” da cui ebbe inizio la grande Riforma luterana. Il progetto di piantare un albero in altre parti del mondo, spiega l’agenzia evangelica Nev, vuole essere “un segno di dialogo e fratellanza” tra le Chiese cristiane. Con la visita in Italia di una delegazione della Chiesa evangelica luterana unita in Germania (Velkd) tra il 20 e il 25 gennaio, verranno piantati in Italia due alberi. La prima cerimonia ecumenica di piantumazione si svolgerà il 22 gennaio nel giardino della Basilica di S. Marco a Milano, dove, secondo tradizione, soggiornò Lutero nel suo viaggio verso Roma nel 1510. Qui la delegazione pianterà un melograno. Un’altra cerimonia è prevista domenica 23 presso il Convento dei benedettini di San Paolo fuori le Mura a Roma. Ad impartire la benedizione all’albero sarà il cardinale Kurt Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione dell’unità dei cristiani. Presenti – oltre alla numerosa delegazione della Velkd e rappresentanti della Chiesa evangelica luterana in Italia (Celi) – anche l’abate della Basilica di San Paolo Edmund Power, nonché il cardinale Francesco Monterisi, arciprete della Basilica.Belgio: una veglia anche per cristiani perseguitatiDiverse le iniziative in corso in Belgio in occasione della Settimana di preghiera per l’unità dei cristiani. Tra queste, il Comitato interecclesiale di Bruxelles, presieduto dagli abati Philippe Degand e Philippe Dupriez, dai padri Athanase Cabirou e Zadik Avedikian, e dalla pastora Laurence Flachon, la sera del 20 gennaio ha promosso una veglia di preghiera ecumenica nella cattedrale cattolica dei Ss. Michele e e Gudula. Quest’anno la veglia è stata preparata dalla Chiesa cattolica, e il sermone è stato tenuto dal pastore Guy Liagre, presidente del Consiglio sinodale della Chiesa protestante unita del Belgio. Ma le Chiese cristiane nazionali non dimenticano le comunità sorelle vittime di attentati e violenze in Egitto, Iraq, Nigeria e Pakistan. Rappresentanti delle Chiese copte, armene, siro-ortodosse, caldee, ortodosse, protestanti e cattoliche del Belgio prenderanno parte alla veglia ecumenica che la Comunità di S. Egidio organizza il 24 gennaio a Bruxelles, nella chiesa di Notre-Dame des Riches Claires, per le minoranze cristiane in difficoltà. Il suddetto Comitato interecclesiale ha inoltre predisposto un sussidio di preghiera. Il curatore del documento, il canonico dr. Robert Innes, già cappellano e presidente dell’ Anglican Central Committee of Belgium, osserva: “I temi proposti quest’anno sono particolarmente significativi” e sono stati scelti “dai cristiani di Gerusalemme, città in cui si sono svolti gli avvenimenti fondativi della nostra fede, ma attualmente luogo che subisce le conseguenze più pesanti dell’incapacità dei cristiani di mettere in pratica, senza compromessi, le implicazioni di questi eventi”. Sottolineando la presenza locale di “non meno di 13 chiese”, Innes invita a pregare per “promuovere l’unità della Chiesa a Bruxelles”, ma anche quella di Gerusalemme, “e per chiedere pace e giustizia per tutti i suoi abitanti”.