Consiglio europeo della ricerca: rinnovati i verticiLa Commissione europea ha nominato sette nuovi membri del Consiglio scientifico, organo direttivo del Consiglio europeo della ricerca (www.erc.europa.eu). Si tratta dei professori: Nicholas Canny, National University of Ireland (Irlanda); Tomasz Dietl, Accademia polacca delle Scienze (Polonia); Daniel Dolev, Università ebraica di Gerusalemme (Israele); Timothy Hunt, London Research Institute (Regno Unito); Mart Sarma, Università di Helsinki (Finlandia); Anna Tramontano, Università La Sapienza (Italia); Isabelle Vernos, Centre Regulació Genómica (Spagna). Il mandato dei nuovi componenti durerà dal prossimo 2 febbraio alla fine del 2013. “I nuovi membri – specifica l’Esecutivo Ue – sono stati individuati da un’apposita commissione composta da sei scienziati e nominata dalla Commissione lo scorso settembre”. Il Consiglio è stato creato nel 2007 dall’Unione europea e fa parte del VII programma quadro per la ricerca scientifica (2007-2013). È “la prima organizzazione europea che sostiene progetti di ricerca sulla base dell’eccellenza scientifica del ricercatore o della ricercatrice, nonché della forza innovativa della sua idea, a prescindere dalla nazionalità, dall’età o dalla disciplina scientifica”. Il Consiglio eroga borse di ricerca a giovani studiosi nella fase iniziale della loro carriera o a scienziati già affermati e riconosciuti nel loro settore per un totale di oltre un miliardo di euro l’anno.Ministri Ue del lavoro: iniziative per i giovaniL’impatto della crisi sulla situazione occupazionale europea, specialmente delle nuove generazioni, è pesante. Sono oltre 5 milioni i giovani senza lavoro. Il problema è stato affrontato nella riunione dei ministri competenti dei 27 Stati Ue, riuniti a Godollo, sotto presidenza ungherese, il 17 e 18 gennaio. Il tema si accompagna a quello riguardante il sostegno alla crescita, anche mediante fondi e iniziative comunitarie, teso alla creazione di posti nei diversi settori produttivi. “La politica del lavoro”, ha spiegato il segretario di Stato Sándor Czomba, è particolarmente importante per la nostra presidenza di turno dell’Unione, anche perché la strategia Europa 2020 definisce numerosi impegni in questo ambito”. “Un gran numero di giovani con una scarsa formazione scolastica o in una situazione di svantaggio fa sempre più fatica a entrare nel mondo del lavoro, ma anche i giovani con una migliore formazione hanno grandi difficoltà”: secondo Czomba il miglioramento delle prospettive economiche è troppo lento per presentare orizzonti realmente favorevoli”. Per tentare di porvi rimedio, la presidenza insisterà sull’applicazione di Europa 2020 e delle misure in essa previste, fra cui le iniziative faro come “Gioventù in movimento” e un miglior utilizzo del Fondo sociale europeo. Alla riunione ministeriale si è quindi parlato dei dossier legislativi ancora aperti, fra cui quello sui tempi e gli orari di lavoro.Uno “statuto” per economia sociale e terzo settoreSostenere e promuovere la cosiddetta “economia sociale”, realizzata da imprese cooperative, fondazioni, società mutualistiche, associazioni: una convinzione nuovamente emersa dall’intergruppo economia sociale del Parlamento europeo, che ha ripreso le sue attività nel 2011 con un’audizione pubblica, svoltasi nei giorni scorsi a Bruxelles, sulla questione della creazione di diversi statuti europei per gli attori di questo settore. Il confronto è avvenuto tra eurodeputati, funzionari della Commissione e rappresentanti del terzo settore. Pierre Delsaux, funzionario dell’Esecutivo, ha portato il sostegno del commissario Michel Barnier, che ha la delega al mercato interno. La rapida adozione di validi statuti – ha affermato – consentirebbe di soddisfare le aspettative dei cittadini europei che attendono misure concrete. Marc Tarabella, co-presidente dell’intergruppo, afferma invece che “gli attori dell’economia sociale dovrebbero beneficiare di un contesto legislativo che tenga conto delle loro specificità e permetta loro di operare su un piano di parità nel mercato interno”. Consiglio d’Europa: situazione dei cristiani in IraqAnche il Consiglio d’Europa ha deciso di concentrarsi sulle violazioni della libertà religiosa e in particolare sulla situazione dei cristiani in Iraq. L’argomento figura all’ordine del giorno dell’Assemblea parlamentare CdE che si svolgerà dal 24 al 28 gennaio. I lavori assembleari saranno particolarmente caratterizzati dalla partecipazione di alcuni rappresentanti politici: sono infatti previste allocuzioni del presidente della Turchia Abdullah Gül, degli omologhi della Serbia Boris Tadic e della Romania Traian Basescu, nonché del primo ministro dell’Albania Sali Berisha. I rappresentanti dei 47 Stati membri del Consiglio analizzeranno poi un rapporto sul traffico illecito di organi umani in Kosovo e affronteranno il problema del rispetto della libertà di informazione e la protezione delle fonti giornalistiche alla presenza di Arne Konig, presidente della Federazione europea dei giornalisti.