COMMISSIONE UE

Un decalogo per la ripresa

Una governance economica condivisa per reagire alla crisi

Il presidente della Commissione José Manuel Barroso parla, forse con enfasi eccessiva, di “una nuova fase dell’integrazione europea”. Più concretamente l’Esecutivo presenta le priorità annuali per la crescita Ue, indicando al contempo un vero e proprio “decalogo” per la ripresa, cioè dieci azioni urgenti “incentrate sulla stabilità macroeconomica e sul risanamento di bilancio, sulle riforme strutturali e sulle misure a sostegno della crescita”.Il “semestre europeo”. Si tratta della nuova linea intrapresa in sede comunitaria che, muovendo da una prospettiva di governance economica condivisa in grado di reagire alla crisi, inaugura il primo “semestre europeo”. “Ci prepariamo a rivolgerci verso nuovi orizzonti e a migliorare nettamente il nostro modo di gestire e coordinare le nostre economie interdipendenti all’interno dell’Unione”, ha scandito Barroso il 12 gennaio, affiancato dai commissari Olli Rehn (affari economici e monetari) e Laszlo Andor (occupazione e affari sociali). “Questo è il modello Ue. Così funziona la nostra governance economica. L’analisi annuale della crescita è un piano coerente e globale per guidare l’Europa verso la crescita e l’incremento dell’occupazione”. Il capo dell’Esecutivo si è detto “certo che, se il piano verrà attuato integralmente, l’Europa potrà tornare a una crescita sostenuta e a livelli di occupazione più elevati”. Una risposta “corale”. Sostanzialmente, nell’ambito del neo battezzato “semestre europeo”, la Commissione valuterà ogni anno le principali sfide economiche che si pongono all’Europa, individuando le azioni prioritarie per affrontarle, presentandole in una “Analisi annuale della crescita”. L’analisi annuale è divisa in vari documenti: una comunicazione intitolata “Verso una risposta globale alla crisi”, la cui prima parte contiene “messaggi fondamentali urgenti che riguardano aspetti macroeconomici e di bilancio e settori tematici”. Segue la Relazione sui progressi compiuti verso Europa 2020. Quindi una Relazione macroeconomica, che illustra le prospettive macroeconomiche e indica le misure ritenute più efficaci a produrre effetti positivi. Segue una Relazione comune sull’occupazione (il dato medio dei senza lavoro nell’Ue27 sfiora ormai il 10% e le persone senza impiego hanno da tempo superato la quota di 23 milioni, con una situazione particolarmente pesante per gli under25). Infine una Proposta di decisione del Consiglio in materia di occupazione.Conti pubblici, lavoro. I grandi temi toccati dal collegio dei commissari sono dunque la governance, invocata sin dal palesarsi dei peggiori effetti della crisi del 2008, il rafforzamento del Patto stabilità, così da imbrigliare i conti pubblici nazionali, e infine la strategia Europa 2020, pensata per sostenere la crescita e l’occupazione, contrastare il disagio sociale, diminuire la povertà nel vecchio continente. Sarà ora il Consiglio europeo di primavera (24-25 marzo) a valutare le proposte della Commissione e a favorire l’adozione di programmi nazionali di riforme, da adottare ad aprile. Il rigido calendario dei vari passaggi accompagna gli altri documenti. Analizzando il quadro macroeconomico, la Commissione scrive: “l’Europa sta vivendo momenti particolarmente difficili. Prima della crisi numerosi Stati membri non hanno seguito i principi base di una prudente politica fiscale e gli squilibri macroeconomici hanno continuato ad aumentare”. L’economia europea “sta ora lentamente emergendo dalla peggiore recessione degli ultimi decenni”, così come “il mercato del lavoro mostra alcuni segnali” positivi, benché “la situazione rimanga fragile”.Politiche nazionali e riforme. Il “semestre europeo” – che genera qualche legittima perplessità, apparendo un po’ fumoso e comunque dipendente dalla reale volontà politica dei governi dell’Ue – cambia, secondo la Commissione, “il modo in cui i governi definiscono le proprie politiche economiche e di bilancio”. Quando le raccomandazioni saranno state approvate dal Consiglio europeo, gli Stati membri le integreranno nelle loro politiche e nei bilanci nazionali. Sarà quindi la prima volta che Stati e Commissione discutono insieme della stabilità macroeconomica, delle riforme strutturali e delle misure volte a rilanciare la crescita con un approccio onnicomprensivo. I capitoli principali della strategia comune riguardano “la necessità di un risanamento di bilancio rigoroso onde rafforzare la stabilità macroeconomica”, “le riforme strutturali per incentivare l’occupazione”, “le misure a sostegno della crescita”. Per ognuno di essi sono previsti interventi operativi, come ad esempio il rigore dei bilancio pubblici, la riforma dei sistemi pensionistici e dei mercati del lavoro, l’attrazione di capitali privati “per finanziare la crescita”. Ma si parla anche di accesso alle fonti energetiche, contenendo il più possibile i costi e assicurando approvvigionamenti costanti.