CHIESE IN BREVE

Inghilterra, Svizzera, Belgio

Inghilterra: scuole cattoliche aperte a tuttiLe scuole cattoliche sono le migliori nel Regno Unito e le più capaci di accogliere studenti stranieri. Lo dicono due nuove pubblicazioni del settore educazione della conferenza episcopale di Inghilterra e Galles secondo le quali le ispezioni di Ofsted, il temuto organo, che entra regolarmente nelle scuole per osservare come operano, dimostrano che il 73% degli istituti cattolici superiori sono ottimi o buoni rispetto al 60% delle scuole pubbliche. Per quanto riguarda le scuole elementari, il 74% di quelle cattoliche sono risultate ottime o buone paragonate al 66% di quelle del resto del Paese. Secondo i due studi che si intitolano “Value Added: the Distinctive Contribution of Catholic Schools and Colleges in England” e “CESEW Digest of 2009 Census Data for Schools and Colleges” l’ educazione cattolica, famosa e ambita in tutto il Paese, si dimostra anche non elitaria. Benché la stampa secolarizzata attacchi da qualche tempo gli istituti religiosi perché selezionerebbero gli studenti sulla base della fede, privilegiando famiglie benestanti, i due studi dimostrano che il mix di studenti è lo stesso che nelle scuole pubbliche e gli istituti cattolici hanno una composizione più varia, dal punto di vista etnico, rispetto alle scuole del resto del Paese. “Queste due pubblicazioni dimostrano che il denaro dei contribuenti è speso bene quando viene incanalato nelle scuole cattoliche”, ha dichiarato il vescovo Malcolm McMahon, presidente del dipartimento educazione della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles.Svizzera: sì alle norme per la sicurezzaUrne aperte, in Svizzera, il prossimo 13 febbraio: in ballo, l’approvazione o meno del progetto di legge “Per la protezione dalla violenza perpetrata con le armi”. Il documento prevede, tra le altre cose, l’obbligo per i militari di lasciare le armi individuali nelle caserme (mentre oggi le custodiscono a casa); l’istituzione di un registro nazionale delle armi da fuoco; il divieto di detenzione di armi automatiche e fucili a pompa e misure più restrittive per il porto d’armi, che verrà rilasciato solo dopo avere attestato il bisogno e le capacità del richiedente. L’iniziativa vede favorevole la commissione Giustizia e Pace dei vescovi svizzeri i quali, in una nota dell’11 gennaio, ribadiscono: “L’iniziativa dona maggiore libertà e sicurezza a donne e bambini e contribuisce alla prevenzione del suicidio”. Per questo, Giustizia e Pace sottolinea come “il controllo che lo Stato esige sulla detenzione e la vendita delle armi è obiettivamente, politicamente e proporzionalmente giustificato”, perché “la libertà e la sicurezza sono beni essenziali”. E i presuli svizzeri continuano: “Lo Stato, a pieno titolo, fa molto per proteggere la vita sociale in diversi ambiti. La protezione contro l’uso abusivo delle armi fa parte, innegabilmente, dei suoi doveri. Ciò non significa soltanto impedire la violenza effettiva delle armi, ma anche i rischi che le accompagnano. E questi rischi presentano spesso un peso molto pesante per donne e bambini”. Quanto alle restrizioni che vengono proposte per i tiratori sportivi, i cacciatori o i collezionisti di armi, i vescovi ribadiscono che esse “non rimettono affatto in causa le loro attività”, anzi sono “proporzionali e sopportabili, alla pari dei controlli di sicurezza negli aeroporti o dell’obbligo della formazione per i proprietari di cani”. Infine, Giustizia e Pace richiama al “vero senso di responsabilità che non si afferma solo attraverso un semplice appello alla libertà e alla responsabilità individuale, ma soprattutto tramite l’accettazione di limiti alla propria libertà in vista del bene comune”.Belgio: ripreso il lavoro della Commissione abusiLa Commissione Lalieux sugli abusi sessuali è tornata a riunirsi il 10 Gennaio 2010 con l’audizione dei padri Daniel Sonveaux, Presidente della COREB (Conferenza dei Religiosi del Belgio) e Erik De Sutter, presidente della VRU (Unie van Religieuzen van Vlaanderen). Il primo è stato ascoltato anche come gesuita Provinciale del sud del Belgio e del Lussemburgo. Da parte francofona si contano 36 superiori per 955 religiosi (di cui il 20% ha meno di 60 anni) e 125 superiore per 2.300 religiose (di cui il 10% ha meno di 60 anni). Le cifre sono più consistenti per la parte olandese: 9.000 suore e 2.000 religiosi. Entrambi i religiosi interrogati – si legge in un articolato resoconto della Conferenza episcopale belga – hanno sottolineato di non essere stati coinvolti nella questione degli abusi sessuali, di non aver mai ricevuto censure di alcun tipo né di aver avuto contatti con i comitati di inchiesta istituiti dalla Chiesa. Padre Sonveaux è stato ascoltato anche come provinciale dei gesuiti che in Belgio sono 215 ripartiti in 19 comunità.