COMMISSIONE UE
Un opuscolo per aggiornare l’opinione pubblica
Anche nel 2011 l’Unione “continuerà ad affrontare le preoccupazioni dei suoi cittadini”. È l’impegno che assume la Commissione Barroso, a nome di tutte le istituzioni comunitarie, reso esplicito nella pubblicazione intitolata “L’Europa e voi. Una panoramica dei successi dell’Ue”. Dieci obiettivi. La nuova edizione dell’opuscolo (disponibile in rete in tutte le lingue ufficiali, www.europa.eu) aggiorna l’opinione pubblica continentale “su alcuni passi concreti che l’Unione ha compiuto nel 2010 per migliorare e semplificare la vita” di 500 milioni di persone che vivono all’interno dei suoi confini. Si tratta di un elenco limitato a risultati-simbolo, talvolta magari sopravvalutati per quanto riguarda la ricaduta concreta, ma certo emblematici delle leggi, delle azioni, degli interventi finanziari che, pur tra tante difficoltà, l’Europa ha condotto in porto negli scorsi 12 mesi. Dieci gli argomenti sui quali si sofferma il documento: assicurare un’economia sana e mercati finanziari più solidi; promuovere le piccole imprese e creare nuovi posti di lavoro; proteggere i bambini; nuovi diritti per i passeggeri; un caricabatterie unico per i telefoni cellulari; processi più equi; offrire assistenza alle vittime dei disastri; rendere più sicuro l’approvvigionamento di energia; recuperare i rifiuti elettronici; vietare la vendita di legname di provenienza illegale.Regole e… perplessità. I leader dell’Unione hanno dato prova – secondo la Commissione – di saper collaborare in maniera efficace, “trovando una serie di soluzioni per affrontare le turbolenze che hanno investito le finanze pubbliche”. L’intervento dell’Ue, definito “rapido” (qui non si può negare qualche perplessità), “ha preservato la stabilità e la credibilità dell’euro, ha generato fiducia nei mercati, ha aiutato gli Stati in difficoltà a ristabilire le loro finanze e ha creato meccanismi per ripararsi da shock futuri”. Gli interventi a favore di Grecia e Irlanda e il nuovo meccanismo permanente per garantire la stabilità di Eurolandia si orientano in tale direzione. “Parallelamente, l’Ue ha imposto regole più severe per gli Stati membri, le banche e i banchieri. Tali regole renderanno più trasparenti i mercati finanziari e limiteranno l’eccessiva assunzione di rischi; fra queste figurano le norme sugli hedge fund e sui bonus destinati ai banchieri”. Sono stati inoltre creati nuovi organi su scala europea per vigilare sugli attori finanziari, che hanno “preso servizio” con il 1° gennaio 2011. Sempre su questo tema, i 27 hanno affiancato “all’azione difensiva una strategia – Europa 2020 – che, oltre a dare impulso a crescita e occupazione, garantirà benefici per tutti”. E su questo punto i risultati sono ora fortemente attesi.Aiuti alle imprese. Rimanendo nell’ambito economico, il documento dedica un capitolo alle piccole e medie imprese (Pmi). “Tra il 2002 e il 2008 le piccole imprese hanno creato 9,4 milioni di posti di lavoro nell’Ue, più di tutte le grandi imprese messe insieme”. Ma la recessione “ha dimostrato che anche le migliori aziende e gli imprenditori più brillanti possono essere vulnerabili ai ritardi nei pagamenti o alla mancanza di accesso al credito e alla formazione. L’Ue è quindi intervenuta in modo decisivo per aiutare il loro sviluppo”. Ad esempio, una recente normativa comunitaria impone alle autorità pubbliche di pagare entro 30 giorni i beni e i servizi acquistati dalle imprese private e ciò rappresenta un miglioramento nel flusso di cassa, tanto importante nella vita delle Pmi. Ancora: “Un nuovo programma di interscambio a livello europeo, modellato sul programma Erasmus, che ha riscosso successo fra gli studenti, offre ai giovani imprenditori l’opportunità di acquisire capacità gestionali lavorando presso un imprenditore di provata esperienza”. Si rileva, quindi, che l’Ue ha stanziato 100 milioni di euro di prestiti a favore dei lavoratori in esubero che desiderano avviare una propria impresa.La tutela dei minori. Di palese importanza le pagine dedicate alla tutela dei minori. Vi si legge: “Si stima che una percentuale compresa tra il 10% e il 20% dei bambini europei sia vittima di qualche forma di abuso sessuale. Allo stesso tempo, il numero dei siti web dedicati alla pedopornografia sta crescendo, con circa 200 nuove immagini messe in circolazione ogni giorno”. Per queste e altre ragioni l’Esecutivo ha proposto pene più severe per l’abuso sui minori, lo sfruttamento sessuale e la pedopornografia. “Le nuove regole riguardano anche il cosiddetto adescamento di minori (stringere amicizia con i bambini conversando sul web con l’intenzione di abusarne sessualmente) nonché il turismo sessuale”, anche quando tale reato avviene oltre le frontiere europee. È fra l’altro necessario, per la Commissione, garantire maggiore protezione ai bambini che entrano nell’Unione – sono diverse migliaia ogni anno – senza essere accompagnati da un adulto.