CHIESE IN BREVE

Svizzera, Germania, Irlanda, Inghilterra

Svizzera: vescovi, mantenere il reato di incesto”L’incesto è un attacco contro la famiglia e l’ordine sociale e non può essere ritenuto un reato sessuale come un altro”. Lo ribadiscono i vescovi svizzeri (Ces) che rigettano la proposta di soppressione dell’art. 213 del codice penale svizzero che punisce l’incesto. La posizione della Ces è contenuta nella risposta alla consultazione circa la legge federale sull’armonizzazione delle sanzioni del Codice penale, del codice penale militare e del diritto penale accessorio. Proposta presentata come abrogazione di una disposizione “che ha solo un significato marginale” ma che invece, per la Ces, “non tiene conto del significato dell’incesto come atto grave che minaccia l’ordine sociale”. La soppressione dell’art. 213 viene giustificata mostrando che le minacce all’integrità sessuale dei minori possono essere punite adeguatamente attraverso gli articoli 187-191 del codice penale (pedofilia, stupri, violenza sessuale su incapace). “Una proposta che non riconosce il significato particolare che un reato come l’incesto possiede e che influenza la formazione del bambino” ribadiscono i vescovi che ricordano come la Francia abbia da poco reintrodotto il crimine dell’incesto commesso su minori. “L’incesto – concludono i vescovi – nega il legame che c’è tra i membri della famiglia e disgrega quest’ultima, fondamento dell’ordine sociale. E ciò vale anche quando si verifica tra due adulti consenzienti”. Germania: abusi, no ad inflazione di colpevolezzaFine anno, tempo di bilanci e di autocritica, ma anche un incoraggiamento a un nuovo inizio: molti vescovi hanno dedicato le omelie delle celebrazioni di San Silvestro alla crisi della Chiesa e allo scandalo degli abusi. Mons. Robert Zollitsch, presidente della Conferenza episcopale tedesca, ha esortato i cristiani ad affrontare lo scandalo degli abusi nella Chiesa come opportunità, rivolgendo al contempo un appello all’intera società, affinché sostenga “gli innumerevoli bambini e giovani vittime di abusi sessuali nelle famiglie, negli ambienti frequentati, nelle scuole o nelle istituzioni”. Il cardinale di Magonza Karl Lehmann ha messo in guardia da “eterni piagnistei” sulla fiducia perduta e dal “ripetere incessantemente” le scuse a causa degli abusi. Secondo il cardinale, “la Chiesa ha manifestato e in modo sufficientemente chiaro il proprio grande sgomento sull’accaduto. Un’inflazione di riconoscimenti di colpevolezza rende la Chiesa ridicola agli occhi di interlocutori importanti”, ha affermato. Per il cardinale di Colonia Joachim Meisner, “se da un corpo viene rimossa la causa della malattia, ovvero la piaga degli abusi, esiste la possibilità di una guarigione rapida e il rafforzamento della vitalità”. L’arcivescovo di Bamberg, mons. Ludwig Schick, ha parlato del 2011 come “anno di partecipazione alla vita della Chiesa” e della necessità di un “rinnovamento”. Secondo l’arcivescovo di Monaco e Frisinga, card. Reinhard Marx, la Chiesa tedesca deve “ridiventare una Chiesa missionaria e trasmettere la fede in un modo nuovo e potente”. Irlanda: nuova risolutezza nella fede”All’inizio di questo anno nuovo è opportuno fissare lo sguardo sul Salvatore del mondo. Egli è venuto a proteggere il suo popolo e a infondergli speranza”. Così il 2 gennaio il card. Seán Brady, arcivescovo di Armagh e primate di tutta l’Irlanda, nell’omelia della messa celebrata nella cattedrale di St. Patrick in occasione della speciale giornata di preghiera per il rinnovamento della fede e della speranza, e per le necessità di tutta l’Irlanda. L’iniziativa era stata indetta dalla Conferenza episcopale irlandese durante l’assemblea plenaria di dicembre da cui era nata la dichiarazione “Nell’aiuto vicendevole è la nostra speranza”. Nel richiamare la Lettera pastorale di Benedetto XVI ai cattolici d’Irlanda, il card. Brady ha rammentato le “grandi tribolazioni” conosciute dalla Chiesa “nell’ultimo anno”. “Chiediamo la grazia – ha aggiunto – di accettare l’umiliazione come un invito alla verità e al rinnovamento”. Di qui l’esortazione a cercare “una nuova risolutezza nella fede e nel compiere il bene”. Questo, ha osservato, è anche il momento di ringraziare “chi si impegna nel sostegno alle vittime (degli abusi, ndr) aiutandole a recuperare fiducia nella Chiesa”. Inghilterra: propositi per il nuovo annoUn crocefisso in ogni camera, il digiuno del venerdì e la recita dell’Angelus. Sono questi i propositi per il nuovo anno che dovrebbero fare i cattolici di Inghilterra e Galles secondo il Primate cattolico e arcivescovo di Westminster, mons. Vincent Nichols, il vescovo di Nottingham, mons. Malcolm McMahon e quello di Arundel e Brighton, mons. Kieran Conry. Per Nichols è importante che le famiglie preghino insieme anche con immagini sacre. “La vostra casa è un posto benedetto. Dio vive lì”, ha detto Nichols in una lettera pastorale, “sono sicuro che vi sono segni di questa presenza che servono a ricordarci la nostra famiglia più ampia, la Chiesa”. Da parte sua l’arcivescovo di Southwark, mons. Peter Smith, ha invitato i fedeli ad accogliere nella chiesa le famiglie colpite dalla separazione o dal divorzio per le quali, ha detto, “dobbiamo avere l’amore e il rispetto più grandi”.