UE E DISABILITÀ
Entro un anno una legge per garantire diritti, dignità e opportunità?
Nessuna decisione “operativa”, forse una nuova legge. Il recente incontro promosso a Bruxelles dal Forum europeo della disabilità è servito per fare il punto della situazione sui problemi che si trovano ogni giorno ad affrontare 80 milioni di cittadini Ue colpiti dalle più diverse forme di malattie invalidanti, handicap, difficoltà motorie o psichiche, e a ribadire un concetto fondamentale: un’Europa moderna deve necessariamente essere terra di pari dignità, pari diritti e pari opportunità. Per tutti.Accessibilità, pari opportunità. I leader delle istituzioni dell’Unione europea si sono riuniti con il Forum della disabilità il 6 dicembre; nei giorni precedenti la Commissione aveva organizzato una conferenza nell’ambito della Giornata europea delle persone disabili, dedicata soprattutto alle conseguenze della crisi economica nei confronti dei disabili. In questi due appuntamenti è stato possibile fare il punto della situazione a un anno dall’adozione della “strategia globale per creare un’Europa senza barriere” entro il 2020. Su questi e altri argomenti sono giunte sottolineature molteplici dai leader Ue dinanzi a Yannis Vardakastanis, presidente di European Disability Forum. Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, ha affermato tra l’altro: “Le persone con disabilità devono essere parte dell’economia sociale di mercato di domani. Anche in tempi di crisi economica, i nostri obiettivi devono continuare a essere l’accessibilità e le pari opportunità”. “Si tratta di una questione di civiltà e di difendere i nostri valori comuni”. Parole apprezzate dai rappresentanti del Forum, giunti da diversi Paesi.Programma ambizioso. Il presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso, accompagnato dalla responsabile per la giustizia e la cittadinanza, Viviane Reding, ha invece sottolineato: “L’Ue deve prestare particolare attenzione alla situazione dei disabili. La strategia Ue in materia di disabilità ha stabilito un programma ambizioso per i prossimi dieci anni”. In questa direzione l’Unione “mantiene il proprio impegno per offrire ai disabili la possibilità di esercitare tutti i loro diritti e di partecipare pienamente alla vita sociale ed economica”. Jerzy Buzek, presidente del Parlamento europeo, ha spiegato: “Un europeo su sei deve fare i conti con una forma di disabilità. In tempi di crisi occorre raddoppiare l’impegno per sostenere le categorie vulnerabili che rischiano di essere le prime” a pagare un prezzo troppo alto. Secondo il rappresentante polacco, l’Europa deve garantire che “le ripercussioni delle misure di austerità che si renderanno necessarie siano minime, soprattutto per i disabili”. In arrivo una legge Ue? Dalla conferenza è emerso che tra un anno, nell’autunno 2012, la Commissione presenterà una legge sull’accessibilità per garantire che i disabili abbiano accesso “su un piede di parità” a ogni ambiente fisico, ai mezzi di trasporti, ai servizi di informazione e comunicazione. L’accessibilità – è stato detto – è per i disabili “la condizione preliminare per poter esercitare pienamente i diritti sanciti dalla convenzione delle Nazioni Unite, dal trattato Ue e dalla Carta dei diritti fondamentali”. Per predisporre tale iniziativa, l’Esecutivo si è impegnato a promuovere a breve una consultazione pubblica sul tema dell’accessibilità, notizia accolta con favore dai presenti. La stessa Commissione ha presentato alcuni dati, secondo cui nei 27 Stati membri circa 80 milioni di cittadini sono affetti da una disabilità, da leggera a grave, “mentre oltre un terzo dei cittadini oltre i 75 anni è portatore di disabilità in qualche misura limitante”. Queste cifre “sono destinate ad aumentare con il progressivo invecchiamento della popolazione”, va rimarcando da tempo Viviane Reding.La Carta dei diritti. Non è forse superfluo ricordare che la Carta dei diritti fondamentali Ue stabilisce che “l’Unione riconosce e rispetta il diritto delle persone con disabilità di beneficiare di misure intese a garantirne l’autonomia, l’inserimento sociale e professionale e la partecipazione alla vita della comunità”. I 27 Stati membri, aderendo alla Convenzione Onu sui diritti delle persone con disabilità, si sono già impegnati nella creazione di una “Europa senza barriere”. Comunque uno studio realizzato dal Royal National Institute of the Blind del Regno Unito, reso noto durante l’incontro, sostiene che i fondi investiti per la piena integrazione dei disabili nella società possono anche avere riscontri positivi sul piano economico. Un esempio citato ha suscitato curiosità: “Una catena di supermercati inglesi, dopo aver investito 35mila sterline per rendere accessibile il proprio sito internet, ha registrato entrate supplementari per oltre 13 milioni di sterline l’anno”. Dalla Germania è giunto un altro studio che dimostrerebbe come “una maggiore offerta di strutture accessibili aumenta gli spostamenti dei disabili, garantendo al settore turistico tedesco un incremento del fatturato compreso tra 620 milioni e 1,9 miliardi di euro”.