PARLAMENTO EUROPEO

La crisi tiene ancora banco

Economia e finanza ma anche il Premio Sacharov alla prossima plenaria

Il Parlamento europeo, dopo aver approvato nella scorsa sessione (Bruxelles, 30 novembre – 1 dicembre) il bilancio comunitario per il 2012, si appresta a tenere l’ultima plenaria dell’anno (12-15 dicembre) a Strasburgo. In agenda figurano tra l’altro una discussione con i rappresentanti di Consiglio e Commissione Ue sugli esiti del summit dei 27 dedicato alla situazione economica e finanziaria (8-9 dicembre), l’assegnazione del premio Sakharov, un discorso ufficiale del presidente dell’Assemblea Jerzy Buzek. A gennaio, poi, nel corso della prima sessione del 2012, l’Europarlamento, giunto a metà mandato, provvederà a un completo rinnovo dei suoi organismi interni, compresa la figura del presidente.Il premio Sakharov alla “primavera araba”. Il 14 dicembre l’Eurocamera provvederà a consegnare, con una cerimonia in aula, il premio Sakharov 2011 per la libertà di pensiero e la difesa dei diritti umani. I vincitori, resi noti a ottobre, sono cinque esponenti del popolo arabo, scelti “per esprimere riconoscimento e sostegno alla loro lotta per la democrazia e per i diritti umani” che si è rivelata nei mesi scorsi al mondo intero. In particolare i vincitori sono: Asmaa Mahfouz (Egitto), Ahmed al-Zubair Ahmed al-Sanusi (Libia), Razan Zaitouneh (Siria), Ali Farzat (Siria) e, alla memoria, a Mohamed Bouazizi (Tunisia). A questo riguardo, il presidente Jerzy Buzek aveva affermato: “Queste persone hanno contribuito ai cambiamenti storici avvenuti nel mondo arabo” e il premio “conferma la solidarietà e il forte sostegno del Parlamento alla loro lotta per la libertà, la democrazia e la fine dei regimi autoritari”. Il Sakharov “rappresenta un simbolo per tutte le persone che lavorano per la dignità, la democrazia e i diritti fondamentali nel mondo arabo e oltre”.Via libera ai conti per il 2012. Il Parlamento europeo – che condivide con il Consiglio Ue il potere di bilancio – ha approvato le cifre del budget per il prossimo anno. Le proposte degli eurodeputati si sono focalizzate su crescita, innovazione, occupazione, controllo dei confini, gestione delle migrazioni e supporto dello sviluppo democratico nel mondo arabo. Il bilancio ammonterà dunque a 129,1 miliardi di euro (aumento dell’1,86%) per i pagamenti e 147,2 miliardi (+3,8%) per gli impegni di spesa. Gli aumenti sono stati limitati in base alla richiesta degli Stati membri, trattandosi di un difficile momento per tutti i conti pubblici nazionali. Nel corso dell’anno occorrerà però verificare se con tali stanziamenti l’Ue sarà in grado di far fronte agli impegni assunti. “Il bilancio Ue ha bisogno di risorse proprie” per realizzare le politiche comunitarie, ha commentato l’eurodeputata italiana Francesca Balzani, relatrice generale per il bilancio 2012, che ha seguito i negoziati per arrivare a una conciliazione sui conti comunitari. L’accordo raggiunto, ha ricordato la deputata, “è una scelta di responsabilità” in questo momento di crisi. “L’Europarlamento ha messo al centro delle trattative la strategia Europa 2020, indirizzata alla crescita e all’occupazione”, ed effettivamente tale accordo “destina maggiori risorse alla crescita, al lavoro, alla ricerca, alle politiche per l’immigrazione, alla politica estera”. Ma, ha rilevato la relatrice, “dalla conciliazione emerge anche una sofferenza sul fronte dei pagamenti” e “le previsioni di spesa effettuate dalla Commissione ne escono sconfitte”. Balzani ritiene dunque necessario intervenire in futuro sul fronte delle “entrate”; da qui la proposta – condivisa da ampi settori dell’Assemblea – di creare risorse proprie per le casse comunitarie. Adesione Croazia e istruzione. L’Assemblea Ue ha votato ad amplissima maggioranza a favore dell’adesione della Croazia, che diventerà il 1° luglio 2013 il ventottesimo Stato membro. La firma del Trattato di adesione è stata fissata per il 9 dicembre a Bruxelles, dopo di che il Trattato dovrà essere ratificato in sede nazionale da tutti i paesi dell’Unione. Hannes Swoboda, deputato austriaco, relatore del provvedimento, ha riconosciuto i “grandi passi avanti compiuti” da Zagabria durante il periodo di preparazione all’adesione, soddisfacendo i criteri stabiliti dall’Ue. Ma la sua relazione indica alla Croazia altri impegni da affrontare in questo prossimo anno e mezzo: ad esempio la riforma giudiziaria, la lotta contro la corruzione e la criminalità organizzata. Il paese è sollecitato a “intensificare i propri sforzi per perseguire i crimini di guerra, rispettare tutte le raccomandazioni del Tribunale penale internazionale per l’ex Jugoslavia e incoraggiare il ritorno dei profughi di guerra”, soprattutto serbi. Occorreranno poi alcune riforme strutturali per l’economia, rivedendo il mercato del lavoro e stimolando l’occupazione. L’emiciclo ha invece approvato – sul versante dell’istruzione – una risoluzione che indica la necessità di contrastare l’abbandono scolastico, fenomeno presente in tutti i paesi Ue. I deputati suggeriscono di innalzare l’età dell’obbligo formativo a 18 anni e di creare scuole della “seconda opportunità” per “reinserire i giovani che hanno lasciato gli studi”.