CRISTIANI PERSEGUITATI

Una libertà da difendere

Il mondo ortodosso per i diritti delle minoranze cristiane

Anche il mondo ortodosso è sceso in campo in difesa dei cristiani perseguitati nel mondo. Mosca e Istanbul sono stati teatro in questi giorni di due importanti eventi che hanno messo a fuoco questo cruciale problema della cristianità lanciando una serie di appelli alla comunità internazionale e proposte concrete. A Mosca si è svolta per iniziativa del Patriarcato di Mosca una Conferenza internazionale sulla libertà religiosa. A Istanbul invece il Consiglio mondiale delle Chiese si è fatto promotore di una consultazione sui diritti religiosi delle minoranze. Sulla questioni, hanno quindi preso la parola il Patriarca di Mosca Kirill e il Patriarca ecumenico Bartolomeo I. I dati. I cristiani sono la comunità religiosa più perseguitata del pianeta. Ogni cinque minuti nel mondo muore per la fede un cristiano, e ogni anno 105.000 cristiani muoiono di morte violenta come risultato di conflitti religiosi. I Paesi più a rischio sono Egitto, Pakistan, Afghanistan, Nigeria, il Sudan, Indonesia, Eritrea e India. Si è aperta così a Mosca la Conferenza internazionale su “La libertà di religione: La questione della discriminazione e della persecuzione dei cristiani” promossa dal Patriarcato di Mosca. Ad aprire i lavori è stato il presidente del Dipartimento per le Relazioni Ecclesiastiche Esterne del Patriarcato di Mosca, il metropolita Hilarion, che ha fortemente voluto l’incontro invitando a Mosca anche il rappresentante dell’Osce per la persecuzione dei cristiani, Massimo Introvigne. Alla conferenza hanno preso la parola rappresentanti della chiesa cattolica (mons. Paolo Pezzi, arcivescovo della diocesi di Mosca, e l’arcivescovo Edwin Joseph Ender) nonché membri delle Chiese ortodosse di Alessandria, Antiochia, Gerusalemme, armena e assira. Il metropolita Hilarion ha lanciato un appello alle Nazioni Unite affinchè chiedano “agli Stati membri il rispetto delle norme generalmente accettate della libertà religiosa” ed ha affermato che secondo lui anche il Concilio Pan-ortodosso di tutte le Chiese ortodosse nel mondo dovrebbe mettere tra i temi in discussione la questione delle persecuzioni dei cristiani. La Presidente del Consiglio dei Diritti Umani dell’ONU Laura Lasserre in un video messaggio ai partecipanti ha sottolineato che la libertà di coscienza e di religione è un diritto umano fondamentale ma ha anche esortato i presenti a cercare “i modi per promuovere la comprensione reciproca e la tolleranza, per prevenire la violenza e la discriminazione contro i cristiani”.Il pericolo dell’esodo dei cristiani dal Medio Oriente. I partecipanti sono stati poi ricevuti dal Patriarca Kirill, che ha fatto suo il grido di allarme delle Chiese cristiane perseguitate: “Una delle tendenze più emblematiche del nostro tempo – ha detto – è l’esodo di massa dei cristiani dal Medio Oriente e dal Nord Africa, causata da un aumento senza precedenti della violenza contro le minoranze religiose della regione”. Secondo il Patriarca russo, costringere le minoranze cristiane ad uscire dalla regione, rischia di aprire le porte ai “predicatori di estremismo”. Per questo, il Patriarca si dice d’accordo con la proposta emersa alla Conferenza di creare un meccanismo di monitoraggio in grado di “proteggere i diritti delle comunità cristiane e dei cristiani” e di avviare “un dialogo aperto che coinvolga i rappresentanti delle altre comunità religiose”. Al termine dell’incontro, i partecipanti hanno infatti elaborato un documento finale in cui si propone la creazione di un “organismo internazionale di monitoraggio” in grado di offrire assistenza anche per via giudiziaria e quindi “efficace per la protezione dei cristiani e delle comunità cristiane che sono vittime di persecuzione o restrizione nella loro vita religiosa o lavorativa”. I delegati hanno anche espresso “la loro disponibilità a cooperare nella difesa delle minoranze cristiane in regioni in cui sono perseguitati. Tale cooperazione deve includere lo scambio di informazioni sulla situazione e i fatti di discriminazione dei cristiani, così come il sostegno materiale, legale e politico ai perseguitati”. Cultura del rispetto e promozione del dialogo. E mentre a Mosca era in svolgimento la conferenza, a Istanbul si è svolta una consultazione sui diritti religiosi delle minoranze patrocinata dal Consiglio Mondiale delle Chiese e ospitata dal Patriarcato ecumenico. Anche in questo caso, i partecipanti sono stati ricevuti dal Patriarca Ecumenico Bartolomeo I di Costantinopoli che ha sottolineato l’importanza che “il rispetto dei diritti di tutti gli esseri umani e la loro aspirazione e diritti alla libertà religiosa devono essere considerati come una componente importante per promuovere la tolleranza tra tutti”. “Siamo chiamati – ha detto il patriarca Bartolomeo I – a promuovere il dialogo tra tutte le comunità e i popoli per creare pace, armonia e tolleranza in un mondo che si trova ad affrontare violenza, conflitti e l’odio religioso”. Bartolomeo ha quindi invitato tutti i presenti a affrontare con determinazione la sfida di “tali situazioni di odio e intolleranza”. Ed ha aggiunto: “consentire alle persone di credere e di praticare il culto e vivere la religione secondo la propria convinzione e scelta senza ostacoli, sono parte dei diritti di ogni individuo”.