EUROPA-AFRICA
“Programma Microimprese”: un’iniziativa di cattolici italiani
Favorire attraverso la collaborazione tra piccole e medie imprese europee e africane, già esistenti o ancora da costituire, uno sviluppo sostenibile nei due continenti. Questo l’obiettivo a cui era rivolto il convegno “L’Europa abbraccia l’Africa”, promosso dal Comitato di collegamento di cattolici per una civiltà dell’amore (Italia) , che si è tenuto sabato 3 dicembre a Roma, nella sede di rappresentanza della Commissione europea. Un appuntamento aperto dal messaggio che il card. Tarcisio Bertone, segretario di Stato vaticano, a nome di Benedetto XVI ha indirizzato ai partecipanti, incoraggiando “a promuovere la collaborazione tra i due continenti europeo e africano mediante molteplici iniziative che favoriscano la reciprocità nella solidarietà”.In collaborazione con i missionari. “Il programma del seminario – ha sottolineato il card. Robert Sarah, presidente del Pontificio Consiglio ‘Cor unum’ – invita a considerare in particolare gli obiettivi di creare uno sviluppo sostenibile e occupazione nelle aree svantaggiate, sì da permettere alle popolazioni africane di raggiungere un sufficiente grado di autosviluppo in termini di lavoro, istruzione, formazione e organizzazione sociale”. “Ritengo fondamentale – ha affermato il porporato – la stretta collaborazione con i missionari, visto che anche il cammino della Chiesa è teso a compiere, oltre che l’annuncio del Vangelo, di per sé essenziale per una reale promozione integrale dell’uomo, una crescita umana che difenda la dignità di tali popolazioni”. A tal riguardo il Comitato promotore del convegno, ha ricordato il suo segretario Giuseppe Rotunno, “opera in collaborazione e con l’impegno di istituti missionari presenti in oltre 40 nazioni povere del mondo, per la promozione di microprogetti, microimprese e adozioni a distanza, attraverso le campagne mediatiche nazionali”.Un destino comune. In particolare, “nel 2002 – ha evidenziato Rotunnno – il Comitato ha avviato il ‘Programma Microimprese’, finalizzato a sostenere la creazione di un tessuto microimprenditoriale nei Paesi poveri, attraverso un’azione di progettazione partecipata e di formazione resa possibile dalla collaborazione tra soggetti finanziatori, mondo missionario e piccole imprese italiane”. Dal 2007, poi, “il Comitato collabora strettamente con la Fondazione Giovanni Paolo II per il Sahel istituita sotto l’egida del Pontificio Consiglio ‘Cor Unum’, avente lo scopo di promuovere e realizzare programmi e progetti di sviluppo umano, sociale ed economico nei Paesi della fascia del Sahel”. 25.267 i microprogetti realizzati in 25 anni d’attività del Comitato, dal 1986 a oggi. Per il commissario europeo e vicepresidente della Commissione Antonio Tajani “Africa ed Europa condividono destini comuni”. “Il Mediterraneo – ha spiegato – rappresenta da millenni un perfetto ‘ponte’ tra le economie, le culture e le popolazioni dei due continenti”. E se “l’Europa necessita di misure concrete per la crescita, anche per compensare il rigore imposto dagli imperativi di consolidamento dei bilanci”, “crescita e sviluppo restano un binomio irrinunciabile nei rapporti Europa-Africa”. Dunque, “ecco perché – ha aggiunto Tajani – l’Europa guarda con rinnovato e forte interesse oltre la sponda Sud del Mediterraneo, dove possiamo avviare nuove opportunità di cooperazione industriale e imprenditoriale”. “Ci si presenta una situazione doppiamente vincente, perché l’Africa – ha concluso – cresce attraverso una crescente richiesta di conoscenze e competenze degli europei”.Formazione professionale e microimprese. La proposta del Comitato per “una reale e costruttiva cooperazione” tra i due continenti passa attraverso “un’adeguata formazione professionale e la creazione di microimprese e di attività produttive che partono da piccole esperienze per poi coinvolgere intere comunità”. “Infatti – prosegue il Comitato – entrambi i continenti, geograficamente e storicamente vicini, possono collaborare superando insieme le rispettive difficoltà che sono complementari l’uno all’altro: l’Europa ha sviluppato un benessere relativo da investire, l’Africa ha molte fresche risorse di ogni genere e bisogno di aiuto. Tutto il Sud del mondo, sempre più determinato a vincere povertà e mancanza di lavoro, chiede aiuto al Nord che ora, in crisi da ricchezza, cerca un nuovo stile di sviluppo”. L’iniziativa si propone “il coinvolgimento delle imprese europee attraverso la creazione di partnership di medio-lungo periodo con gli operatori in Africa”: un obiettivo che potrebbe, secondo “Civiltà dell’amore”, “contribuire efficacemente alla riduzione dell’emigrazione per miseria dall’Africa e della disoccupazione in Europa, particolarmente grave nella presente congiuntura economica”.