SCOZIA

Ritorno del settarismo?

Preoccupazione per l’aumento di attacchi ai cattolici

In Scozia un rapporto governativo, curato dal “Crown office”, l’Ufficio della pubblica accusa, conferma il ritorno della discriminazione nei confronti dei cattolici. Il rapporto si riferisce al biennio 2010-2011, durante il quale sono stati registrati 693 casi di violenza legati alla religione, il livello più alto in quattro anni. Il 58% di questi attacchi (400) sono stati contro cattolici e il 37% (253) contro protestanti, il 2,3% contro ebrei e il 2,1% contro musulmani. Gli incidenti, che nel 95% dei casi hanno coinvolto giovani uomini, che nel 58% dei casi avevano tra i 16 e i 30 anni, hanno avuto luogo, per la maggioranza, nella Scozia occidentale, oltre la metà a Glasgow. In questa città il settarismo si è concentrato, negli ultimi anni, attorno alle squadre di football dei Celtic, cattolica, fondata nel 1888 per aiutare gli irlandesi più poveri, e quella protestante dei Rangers, del 1873, che, fino agli anni Ottanta, si rifiutava di arruolare giocatori cattolici. Il problema ha origini lontane: dopo una Riforma molto cruenta furono pochissimi i cattolici rimasti in queste isole. Nel 1840, quando la carestia delle patate colpì l’Irlanda, centinaia di migliaia di cattolici arrivarono sulle coste occidentali scozzesi per sfuggire alla fame. Sul tema Silvia Guzzetti, per SIR Europa, ha intervistato mons. Philip Tartaglia, responsabile del settore comunicazione della Conferenza episcopale di Scozia.Gli ultimi dati forniti dal Governo sugli attacchi religiosi indicano un’ostilità sistematica e preoccupante nei confronti dei cattolici. Siamo davanti ad una nuova ondata di settarismo?“Certamente. Direi che il settarismo istituzionale, che rendeva difficile per i cattolici avere un posto di lavoro o essere trattati con giustizia, non esiste più, ma ha lasciato dietro di sé una nuova discriminazione di tipo sociale, più difficile da sradicare, che sembra essersi intensificata nell’ultimo periodo. C’è stato un aumento del settarismo e questo ha reso più aspro l’anticattolicesimo. Un sondaggio condotto un anno dopo la visita del Papa del settembre 2010 dice che il maggior numero di atteggiamenti contrari alla Chiesa cattolica e alla figura del Papa è in Scozia, il 58%. Un dato che conferma le ultime statistiche della polizia scozzese. Io e gli altri vescovi siamo stati un po’ sorpresi da questo perché non immaginavamo che ci fosse ancora un sentimento anticattolico così forte in Scozia”.Come lo spiega?“È quasi un vecchio fenomeno in panni nuovi. È un mix di diverse cose. Discriminazione verso gli immigrati irlandesi sulle coste occidentali scozzesi e risentimento per la visita del Papa. Il viaggio di Benedetto XVI è stato molto consolante e incoraggiante per la comunità cattolica, ma potrebbe essere stato percepito dagli altri come una provocazione perché è stata una manifestazione molto pubblica che potrebbe avere cristallizzato i sentimenti anticattolici. Non ci aspettavamo questo”.Collega questo fenomeno alla secolarizzazione?“Penso si tratti di un fenomeno molto complesso che non capisco fino in fondo, ma credo che molti ex protestanti siano scivolati in una sorta di atteggiamento secolarista e c’è stato un aumento di ostilità nei confronti della Chiesa cattolica alimentato dalla crisi degli abusi che forse ha dato a molti il permesso di esprimere un sentimento antireligioso”. A volte la legislazione sulle pari opportunità sembra promuovere un’agenda antireligiosa perché le posizioni della Chiesa, contro i matrimoni gay per esempio, vengono considerate manifestazioni di intolleranza…“Sì, senz’altro. Questo è stato evidente con la questione dei matrimoni gay che ha esacerbato l’atteggiamento anticattolico perché la Chiesa cattolica è l’unica che sembra essere in grado di opporsi a questo tipo di legislazione e ciò attira l’attenzione di chi è antireligioso. Quindi il sentimento anticattolico, nella sua manifestazione più moderna, ha questa componente secolare”.Come sono i rapporti con le Chiese protestanti? Collaborate contro il settarismo?“Sono buoni, amichevoli e cooperativi, ma poiché abbiamo atteggiamenti diversi sulle questioni morali è difficile avere un consenso teologico e dottrinale. Nonostante ciò le Chiese hanno sempre detto che il settarismo è inaccettabile. Quindi non penso affatto che lo incoraggino. Ci sono relazioni amichevoli a livello locale. Ci sono iniziative dell’organizzazione “Churches together” alle quali partecipiamo tutti”.Quindi il problema non arriva da chi crede?“No, assolutamente no. Non riesco a immaginare una persona che va in chiesa e incoraggia il settarismo, ma non si sa mai che cosa si nasconda nelle menti delle persone perché il settarismo è un fenomeno storico che lascia ricordi e contro il quale dobbiamo combattere costantemente”.Lei ha anche detto che vorrebbe una collaborazione migliore con la polizia?“Si vorremmo collaborare nella preparazione degli agenti a fronteggiare il settarismo Stiamo ancora aspettando una risposta. Non sappiamo se sarà possibile, ma la polizia di Strathclyde, ovvero di Glasgow, quella più impegnata contro i crimini religiosi, ha detto che vorrebbe avere altri incontri”.