CHIESE IN BREVE

Belgio, Irlanda

Belgio: corte d’appello sulle perquisizioni La Corte d’appello di Bruxelles ha dichiarato non valide le perquisizioni effettuate nel giugno dell’anno scorso nella sede dell’arcidiocesi di Malines-Bruxelles nell’ambito dell’inchiesta sugli abusi sessuali da parte di membri del clero. I giudici hanno stabilito che quella operazione di polizia, denominata a suo tempo “Calice”, è stata sproporzionata. Stesso giudizio per la perquisizione effettuata lo stesso giorno nell’abitazione del card. Godfried Danneels. Dopo la sentenza, tutto ciò che è stato sequestrato in occasione delle perquisizioni dovrà essere restituito ai legittimi proprietari e tutti gli elementi acquisiti con queste azioni di polizia devono essere ritenuti non validi. Lo scorso anno la Corte d’Appello aveva già annullato, con le stesse motivazioni, la perquisizione effettuata nei locali della commissione d’inchiesta istituita dalla stessa Conferenza episcopale belga. Le perquisizioni effettuate nell’ambito dell’operazione denominata “Calice” erano state ordinate dal giudice titolare dell’inchiesta Wim de Troy ed avevano interessato il palazzo arcivescovile di Malines, la casa dell’arcivescovo Danneels, la cattedrale di Malins e i locali della commissione Abusi presieduta dallo psichiatra Peter Adriaenssens. In seguito a quelle perquisizioni la stessa Santa Sede si era pronunciata manifestando il suo stupore per il modo con cui erano state fatte e la Commissione Adriaenssens si era dimessa nella sua totalità ritenendo di non poter più portare avanti il suo lavoro. Soddisfazione per la decisione della Corte d’Appello è stata espressa dai legali del cardinale Danneels.Irlanda: rapporti sulle pratiche anti-abusoIl Consiglio nazionale per la salvaguardia dei bambini nella Chiesa cattolica ha pubblicato il 30 novembre, in Irlanda, 6 Rapporti relativi ad altrettante diocesi irlandesi in cui si esaminano le pratiche messe a punto per prevenire i casi di abuso. Il documento ridefinisce le accuse e valuta come sono state trattate, intervista le persone-chiave delle inchieste, e soprattutto pubblica una serie di raccomandazioni perché l’impegno per la salvaguardia e la protezione dei minori sia sempre ai massimi livelli. Le diocesi interessate sono quelle di Ardagh e Clonmacnois, Derry, Dromore, Kilmore, Raphoe e Tuam che mettono in rete i singoli Rapporti accompagnati dai comunicati dei loro vescovi. “Ogni accusa – commenta ad esempio il vescovo di Kilmore, mons. Leo O’Reilly – rappresenta una persona che ha sofferto e i miei pensieri oggi vanno alle vittime degli abusi. Sono consapevole che la pubblicazione di questo e di altri Rapporti del Child Safeguarding possono riaprire oggi ferite dolorose a coloro che hanno sofferto abusi per mano di sacerdoti. Ancora una volta chiedo loro persone, esprimo la mia rabbia e il mio profondo dolore a coloro che hanno sperimentato il tradimento di chi avrebbe dovuto portar loro l’amore di Cristo e la sua compassione”. I vescovi irlandesi esprimono quindi la loro “gratitudine” e il loro ringraziamento a tutti coloro che lavorano nel Consiglio nazionale. “Il Rapporto – scrive l’arcivescovo Michael Neary di Tuam – dimostra quanto forti siano le procedure messe in atto per garantire la sicurezza dei bambini”. “Voglio ringraziare il personale del National Board – scrive dal canto suo l’arcivescovo di Dromore, mons. John McAreavey – per la professionalità con cui sta portando avanti questa verifica. Sottomettere ognuno e ogni diocesi allo scrutinio di un organo indipendente non è facile. Il National Board ha portato avanti il suo lavoro, aiutandoci a riconoscere sia le nostre forze che le nostre debolezze. Il Rapporto finale contiene anche una serie di raccomandazione che ci aiutano a migliorare”. Il vescovo della diocesi di Raphoe ammette: “Fu data scarsa enfasi ai bisogni delle vittime che sono stati spesso non riconosciuti con il vano tentativo di proteggere la reputazione della Chiesa. Ci sono stati frequenti casi di ritardi e addirittura di non accettazione delle denunce e delle lamentele circa abusi sessuali suo minori”. Nell’offrire la sua “umile scusa” il vescovo promette: “La speranza è che quei gravissimi errori non si ripetano mai più”. E in tutti i comunicati, i vescovi ricordano il numero verde attivato in Irlanda, Inghilterra e Irlanda del Nord al quale rivolgersi per chiedere servizi a sostegno e supporto in caso di abuso.