CHIESE IN BREVE

Scozia, Bielorussia, Germania, Ungheria

Scozia: “attacchi settari” contro i cattoliciIn Scozia i cattolici sono sotto attacco per via della loro fede: è la denuncia di mons. Philip Tartaglia, presidente della Commissione episcopale per la comunicazione dei vescovi scozzesi. “Si tratta di un fatto preoccupante”, afferma in un comunicato nel quale commenta gli ultimi dati pubblicati dal governo sul razzismo di matrice religiosa: “Benché rappresentino soltanto il 16% della popolazione, il 60% degli attacchi settari vede come vittime i cattolici, un dato che ha un impatto negativo sulla Scozia moderna e indica una ostilità sistematica nei loro confronti a livelli preoccupanti”. Ostilità alimentata anche dallo sport, come il football: è nota la rivalità religiosa tra i supporter cattolici del Celtic di Glasgow e quelli protestanti dei Rangers. Tuttavia il rapporto appena pubblicato dal Governo mostra che solo il 13% delle violenze settarie sono avvenute vicino a uno stadio di calcio quindi, spiega mons. Tartaglia, “non tutto è legato al football. Ciò che serve è un impegno maggiore da parte della Chiesa e delle autorità pubbliche per sradicare l’intolleranza religiosa”. Il rapporto è stato curato dal “Crown office”, l’Ufficio della pubblica accusa in Scozia, che fa parte dell’esecutivo scozzese e si riferisce al biennio 2010-2011, durante il quale sono state registrate 693 casi di violenza legati alla religione, il livello più alto in quattro anni. Il 58% di questi attacchi (400) sono stati contro cattolici e il 37% (253) contro protestanti, il 2,3% contro ebrei e il 2,1% contro musulmani. Gli incidenti, che nel 95% dei casi hanno coinvolto giovani uomini che nel 58% dei casi avevano tra i 16 e i 30 anni, hanno avuto luogo, per la maggioranza, nella Scozia occidentale, oltre la metà a Glasgow.Bielorussia: le Chiese al servizio dei bisognosiSi è svolta dal 16 al 19 novembre, nella sede del Centro di Formazione internazionale Johannes Rau di Minsk in Bielorussia, la conferenza ecumenica internazionale dal titolo “La Chiesa al servizio dei bisognosi: possibilità di collaborazione con le organizzazioni secolari”. Vi hanno partecipato rappresentanti della Chiesa cattolica romana, della Chiesa greco-cattolica di Ucraina, delle Chiese ortodosse, della Chiesa evangelica luterana, rappresentanti delle Nazioni Unite, del governo della Bielorussia e di organizzazioni sociali ed umanitarie dedite al servizio dei bisognosi. Gli organizzatori spiegano che sono state presentate relazioni approfondite su argomenti quali “Il servizio sociale in Bielorussia”, “Chiesa e industria: modalità di collaborazione”, “La responsabilità sociale delle Chiese” e “Partnership – stato, industria e Chiesa”. I partecipanti hanno inoltre condiviso esperienze personali di servizio sociale in Polonia, Ucraina e Germania. La conferenza è stata organizzata dal gruppo internazionale “Riconciliazione – Il compito delle chiese in Ucraina, Bielorussia, Polonia e Germania”. L’obiettivo di questo ente, costituito nel 1996, è quello di discutere i problemi reali relativi a modernità e collaborazione per la risoluzione dei problemi sociali e religiosi.Germania: Missio e “primavera araba”Restano solo i più poveri: questa la situazione dei cristiani in molti Paesi del Medio Oriente coinvolti dalla “primavera araba” secondo Ottmar Oehring, esperto dell’organizzazione Missio sul Medio Oriente, intervistato ad Aquisgrana dall’agenzia di stampa cattolica tedesca Kna. Oehring, di ritorno da una conferenza di parlamentari europei e di rappresentanti della Chiesa che si è svolta nei giorni scorsi a Beirut, ha riferito sui disordini in Siria che “naturalmente, nessun cristiano si augura un governo degli islamici. Ma in Siria, essi non sono affatto così forti come in Egitto perché in passato sono stati duramente perseguitati. Finora non ci sono segni di campagne anticristiane”. Per Oehring, “tutti guardano alla Siria e attendono perché gli sviluppi possono avere forti ripercussioni sulla politica del Libano”: “I cristiani, per lo più maroniti cattolici, sono divisi tra simpatizzanti e oppositori degli Hisbollah. In generale, anche in Libano c’è un clima di fine epoca”. Ancora peggio in Iraq: “Ogni settimana, tra 50 e 100 famiglie lasciano l’Iraq per dirigersi verso la Siria. Chi resta è troppo povero per pagarsi l’espatrio. Di positivo c’è che la popolazione a maggioranza islamica talvolta protegge i cristiani; ma questo varia a seconda del luogo”.Ungheria: decreto per registrazione delle ChieseIl ministro della Giustizia dell’Ungheria, Tibor Navracsics, emetterà un decreto sul processo normativo per la registrazione delle Chiese e delle comunità religiose in Ungheria entro la fine di quest’anno. Secondo il quotidiano Magyar Hirlap, il decreto riporterà i dettagli tecnici e di altro tipo relativi alle domande e alla loro evasione. L’entrata in vigore del documento è prevista per quest’anno. Le valutazioni e le decisioni sulle domande di registrazione presentate delle Chiese dovrebbero seguire l’entrata in vigore del decreto. Il Parlamento ungherese ha approvato la nuova legge sulle Chiese e sulle comunità religiose il 12 luglio 2011, riducendo il numero di quelle ufficialmente registrate e finanziate dallo stato da 358 a 14. Resta aperta la possibilità di presentare domanda di registrazione per tutte quelle Chiese che l’hanno persa. Finora sono 8 le comunità religiose che hanno sfruttato questa opportunità. Secondo Laszlo Szasfalvi, segretario di Stato per le questioni religiose, tali domande dovrebbero essere prese in considerazione dal Parlamento nel corso della propria sessione autunnale. Occorreranno i voti di due terzi dei legislatori per poter essere registrate come Chiese o comunità religiose.