AUSTRIA
Una Chiesa viva e in coraggioso rinnovamento
“Il rinnovamento della Chiesa è stato il grande obiettivo del Concilio Vaticano Secondo, cui siamo obbligati ancora oggi e in futuro”. È il messaggio chiave dei vescovi austriaci riuniti nell’assemblea plenaria autunnale svoltasi a Salisburgo dal 7 al 10 novembre. Le elezioni dei consigli parrocchiali, il ruolo dell’istruzione, l’aiuto ai poveri sono stati alcuni degli argomenti trattati; oltre a questi, sono stati affrontati anche temi scottanti come “alcune iniziative austriache, che chiedono insistentemente cambiamenti nella Chiesa”, ha riferito l’11 novembre a Vienna il card. Christoph Schönborn, presidente della Conferenza episcopale austriaca, presentando alla stampa i risultati dell’incontro. Ecco alcuni aspetti salienti trattati dai vescovi austriaci. L’unità prima di tutto. Tra i temi più attuali discussi, l’appello alla “disobbedienza” diffuso qualche tempo fa da alcuni parroci che invocano cambiamenti anche sostanziali all’interno della Chiesa cattolica. Alcune richieste e alcuni modelli di queste iniziative, hanno affermato i vescovi nella dichiarazione finale, “sono da molte persone ritenuti insufficienti o contrastanti in modo sostanziale con l’identità della Chiesa, e mettono a repentaglio la sua unità”. “Ovviamente, noi vescovi prendiamo atto in modo serio tutte le preoccupazioni sul presente e sul futuro della Chiesa”, prosegue il comunicato. Tuttavia, “alcune richieste legate all’appello alla disobbedienza da parte dell’iniziativa dei parroci e dei laici non sono risolvibili”, puntualizza il documento. Inoltre, “in molti cattolici l’appello alla disobbedienza da parte di alcuni sacerdoti ha causato grande preoccupazione e tristezza”. L’obbedienza all’interno della Chiesa non è “cieca” o “servile”, sottolinea la Conferenza episcopale. Ma “disobbedienza è una parola di battaglia” e “chi svolge volontariamente e pubblicamente un ufficio all’interno della Chiesa come sacerdote, danneggia la comunità e se stesso se usa questa parola con leggerezza”. Salvaguardare l’identità. Nel documento, la Conferenza episcopale ha inoltre ribadito che l’Eucarestia impartita senza il sacramento dell’ordinazione sacerdotale rappresenta “una rottura aperta con la verità centrale della nostra fede cattolica. Qui non si tratta di questioni relative all’organizzazione della Chiesa ma di questioni fondamentali dell’identità cattolica”. A questo riguardo, i vescovi hanno invitato ad approfondire nuovamente i testi del Concilio Vaticano II, poiché “siamo convinti che in esso si possano trovare risposte alle domande che ci vengono poste oggi”. Nel corso della prossima plenaria, prevista per la primavera del 2012, i vescovi renderanno note alcune iniziative concrete al riguardo. Altro tema che verrà trattato in modo sistematico è la situazione attuale dei sacerdoti. Anche il card. Schönborn, durante la conferenza stampa, ha esortato i fedeli a salvaguardare l’identità cattolica e in particolare “l’Eucaristia e altri sacramenti di fondamentale importanza per l’identità cattolica. Un approccio erroneo con questi temi fondamentali della fede non può essere accettato”. Altre richieste formulate circa l’atteggiamento verso i divorziati risposati o l’omelia pronunciata da laici qualificati “sono temi discussi dalla Chiesa da molto tempo”, e sui quali esistono “preoccupazioni che tutti noi condividiamo”. Una Chiesa viva. I vescovi hanno assicurato che sui temi controversi prosegue il dialogo con i sacerdoti e con i comitati delle diocesi, che stanno attuando modalità “differenti, ma con lo stesso scopo di ottenere un rinnovamento della Chiesa”, iniziative “che vengono portate avanti con costanza e comunicate pubblicamente. Vengono fuori molte cose buone. Ma in tempi di grandi cambiamenti, non è possibile ottenere piena armonia né nella società, né nella Chiesa”. Occorre quindi “la disponibilità di tutti ad eliminare le tensioni e a dare frutto”. In ogni caso, afferma il comunicato, “la Chiesa, anche in Austria, è molto più viva rispetto a quanto si pensi o si dica. Nelle diocesi, gli sforzi per una pastorale missionaria e vicina alla realtà sono cresciuti e vengono intensificati”, in base a tre principi: “Guardare a Cristo”, “Guardare alle persone con gli occhi di Cristo” e “Mostrare Cristo alle persone”. Il tema del rinnovamento è stato ripreso anche dal card. Schönborn durante l’incontro con la stampa: “È incontestabile che la Chiesa debba rinnovarsi continuamente” ma “sulle modalità di realizzazione esistono posizioni differenti”. In ogni caso, ha aggiunto, “da 2.000 anni non esiste una via di riforma migliore del Vangelo” ma il rinnovamento della fede deve venire “dall’interno” di ognuno e occorre “andare nuovamente alla scuola di vita di Gesù Cristo”.