CHIESE ORIENTALI

L’entusiasmo della fede

Sulla nuova evangelizzazione l’incontro in Romania dei vescovi cattolici

L’incontro annuale dei vescovi cattolici orientali in Europa ha radunato quest’anno a Oradea (Romania), dal 3 al 6 novembre, circa 70 partecipanti tra vescovi ed esperti su invito del vescovo di Oradea-Mare, mons. Virgil Bercea. Tema dei lavori è stato il contributo delle Chiese orientali cattoliche in Europa alla nuova evangelizzazione. L’incontro, si legge nel comunicato finale diffuso dal Ccee (Consiglio delle Conferenze episcopali d’Europa) che ha patrocinato la riunione, è stato "un momento di discernimento comunitario finalizzato a individuare gli stimoli adeguati per rispondere alla sfida dell’annuncio di Cristo nell’attuale contesto socio-culturale". I risultati dei lavori confluiranno in un rapporto che verrà consegnato alla segreteria del Sinodo dei vescovi in vista della 13° assemblea generale ordinaria del sinodo dei vescovi (Roma, 7-28 ottobre 2012). All’incontro hanno preso parte anche i vescovi di rito latino della Conferenza episcopale rumena. Nel corso dei lavori, i vescovi hanno ringraziato il Santo Padre per la sua iniziativa di indicare nell’intenzione generale per l’apostolato della preghiera, le Chiese orientali cattoliche "affinché la loro venerabile tradizione sia conosciuta e stimata quale ricchezza spirituale per tutta la Chiesa".Risvegliare la fede. In apertura dei lavori, il card. Péter Erdő, presidente del Ccee, ha sottolineato l’importanza degli incontri dei vescovi cattolici orientali e ha ribadito come la nuova evangelizzazione sia un’occasione attraverso la quale "tutti siamo chiamati a risvegliare la fede e a costruire comunità cristiane ben radicate nel Signore e forti nell’entusiasmo missionario". Dal canto suo il presidente del Sinodo della Chiesa greco-cattolica in Romania e della Conferenza episcopale rumena, Sua Beatitudine Lucian Mureşan, arcivescovo maggiore di Fagaras e Alba Iulia dei rumeni, ha contestualizzato l’incontro sottolineando come a vent’anni dalla caduta dei regimi totalitari "anche le Chiese orientali cattoliche devono confrontarsi con delle società in rapido mutamento nelle quali secolarizzazione, emigrazione e relativismo hanno modificato i paradigmi e le modalità non solo di appartenenza ecclesiale e di pratica religiosa, ma anche della trasmissione e dell’annuncio del Vangelo". Per mons. Francisco Javier Lozano, nunzio apostolico in Romania e nella Repubblica Moldova, "non c’è altra Chiesa in Romania che possa definirsi ‘Chiesa del martirio’, se non la Chiesa greco-cattolica". Nel suo intervento mons. Rino Fischella, presidente del Pontificio Consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione, ha messo invece in evidenza alcuni compiti che attendono la nuova evangelizzazione: rafforzare il senso di appartenenza da dove scaturisce un’identità forte; curare il linguaggio ed avere una particolare cura per il bello, la liturgia, ma anche la catechesi e la formazione continua. Inoltre, mons. Fisichella ha evidenziato come "la crisi che il mondo vive è essenzialmente di carattere antropologico" perché "le conseguenze del secolarismo hanno provocato un’ingiustificata emarginazione di Dio e questa ha comportato un forte disorientamento dell’identità personale, per cui si diventa incapaci di giustificare se stessi e l’orientamento della esistenza". Identità cristiana. Secondo il padre gesuita Marko Rupnik, artista di fama mondiale e direttore del Centro Aletti, è necessario riflettere sul contributo dell’arte bizantina nel contesto della nuova evangelizzazione. Per l’artista sloveno è molto importante capire la realtà in cui s’inserisce l’arte e la funzione che essa è venuta ad assumere; purtroppo "l’arte è emigrata dal santuario al palazzo per giungere alla galleria; non provoca più devozione ma solo ammirazione dell’artista. Nello stesso tempo ha perso la sua funzione di essere simbolo, mettendo in avanti l’idea di concetto del tutto slegato dalla realtà del vissuto quotidiano". Di fronte al secolarismo e al consumismo crescente nelle società dell’Est-Europa, ha ricordato mons. Cyril Vasil, segretario della Congregazione delle Chiese orientali, il compito della Chiesa è quello di offrire alla società civile l’esperienza della Dottrina sociale "come antidoto ai velenosi effetti collaterali dell’economia di mercato". Mons Vasil ha posto anche l’attenzione sulla "conservazione dell’identità cristiana degli immigrati dell’Est, che vanno a lavorare e a vivere nei Paesi ricchi" ma hanno bisogno di ricevere tanto la cura pastorale quanto il supporto a tutti i livelli nel processo di integrazione. Cesare Alzati, docente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, si è soffermato poi su alcuni aspetti che potrebbero essere di stimolo al mondo cristiano alla luce della storia e della natura delle Chiese cattoliche orientali. Una caratteristica particolarmente significativa è la liturgia e, in questo senso, la nuova evangelizzazione dell’Europa "ha come suo momento ineludibile la riaffermazione della centralità dell’esperienza misterica, nella quale all’uomo è dato sperimentare nella storia l’incontro con Dio". L’incontro 2012 si svolgerà a Zagabria dall’8 al 11 novembre, in occasione del quarto centenario dell’unione della Chiesa cattolica di rito bizantino croata con Roma su invito di mons. Nikola Kekić, vescovo di Križevci.