CHIESE IN BREVE

Irlanda, Germania

Irlanda: card. Brady, “una decisione da rivedere”I rapporti diplomatici fra Santa Sede e Irlanda “non sono in questione”. Lo ha precisato il direttore della sala stampa vaticana, padre Federico Lombardi, a proposito della decisione presa dall’Irlanda di chiudere la propria ambasciata presso la Santa Sede, da tempo vacante per il trasferimento dell’ambasciatore Noel Fahey. Ufficialmente la chiusura è legata a “motivi economici”. “Naturalmente – si legge nella dichiarazione di padre Lombardi – ogni Stato che ha relazioni diplomatiche con la Santa Sede è libero di decidere, in base alla sue possibilità e ai suoi interessi, se avere un Ambasciatore presso la Santa Sede residente a Roma oppure residente in un altro Paese. Ciò che è importante sono i rapporti diplomatici fra la Santa Sede e gli Stati, e questi non sono in questione per quanto riguarda l’Irlanda”. Il card. Séan Brady, arcivescovo di Armagh e primate di Irlanda, ha invece espresso “profonda delusione”. In una dichiarazione scritta l’arcivescovo racconta che il ministro degli Affari esteri irlandese, Eamon Gilmore, ha telefonato al cardinale per informarlo personalmente della decisione presa dal suo governo precisando che “questa era una decisione spiacevole ma necessaria alla luce dell’attuale situazione economica e che non è collegata ai recenti scambi tra il governo e la Santa Sede”. Il riferimento è relativo agli scandali sugli abusi sessuali in merito ai quali il governo irlandese aveva chiesto esplicitamente un chiarimento da parte della Santa Sede. “Desidero esprimere la mia profonda delusione per questa decisione – scrive Brady -. Significa che l’Irlanda sarà senza un ambasciatore accreditato presso la Santa Sede per la prima volta da quando sono stati stabiliti rapporti diplomatici tra i due Stati nel 1929. So – ha aggiunto l’arcivescovo – che molti altri condividono questa delusione”. “Questa decisione – prosegue il primate cattolico di Irlanda – sembra mostrare poca considerazione per l’importante ruolo svolto dalla Santa Sede nelle relazioni internazionali e per i legami storici che intercorrono da molti secoli tra il popolo irlandese e la Santa Sede”. Nella dichiarazione, il cardinale ricorda come “per il nuovo Stato d’Irlanda l’apertura alle relazioni diplomatiche con la Santa Sede nel 1929 sia stata un momento molto significativo. Era molto importante per affermare l’identità e la presenza dello Stato Libero d’Irlanda a livello internazionale”. “Spero – ha aggiunto – che, nonostante questo spiacevole passo, la collaborazione stretta e reciprocamente vantaggiosa tra l’Irlanda e la Santa Sede nel mondo della diplomazia possa continuare, sulla base del comune impegno per la giustizia, la pace, lo sviluppo internazionale e la preoccupazione per il bene comune. Non vedo l’ora che giunga il tempo in cui il Governo nominerà un nuovo ambasciatore accreditato presso la Santa Sede. Spero che la decisione di oggi sia rivista nel più breve tempo possibile e che possa essere affrontata nella prossima riunione tra la Chiesa e lo Stato”. Germania: impegni comuni con la Santa Sede”La sua visita nella sua patria ha potuto consolidare ulteriormente l’eccellente stato dei rapporti fra la Santa Sede e la Repubblica Federale di Germania”. Lo ha affermato Reinhard Schweppe, nuovo ambasciatore tedesco presso la Santa Sede, nel presentare le credenziali a Benedetto XVI lo scorso 7 novembre. L’ambasciatore, tra i temi comuni Santa Sede-Germania, ha citato la volontà “di servire la pace nel mondo quale membro a pari diritti di un’Europa unita” e l’appello ad “ascoltare il linguaggio della natura e rispondervi coerentemente”, che incontra in Germania “una disponibilità ampiamente condivisa a cercare un nuovo stile nella gestione del creato e dell’ambiente”. In Germania “Chiesa e Stato sono separati” ma “la Chiesa non è una società parallela”, ha ricordato l’ambasciatore citando il comune impegno della Germania e dalla Santa Sede “a favore dei diritti universali dell’uomo” e verso il “destino delle minoranze cristiane in tutto il mondo” e nel “dialogo delle religioni e delle culture”. “L’economia di mercato sociale, consolidatasi in Germania per anni, deve molto alla dottrina sociale cattolica”, ha aggiunto Schweppe. Benedetto XVI rispondendo all’ambasciatore ha ribadito che la Chiesa ha il “dovere” di difendere la dignità dell’uomo, perché “solo una società che rispetti e difenda incondizionatamente la dignità di ogni persona, dal concepimento fino alla morte naturale, può dirsi una società umana”. Se una società, ha precisato il Papa, “volesse decidere di selezionare i suoi membri maggiormente bisognosi di tutela, di voler escludere le persone dall’essere persona, si comporterebbe in modo profondamente inumano e anche non credibile di fronte all’uguaglianza della dignità di tutte le persone in ogni stadio della vita, evidente per ogni persona di buona volontà”. Il Papa ha quindi citato “un aspetto critico che, attraverso tendenze materialistiche ed edonistiche, sembra farsi spazio soprattutto nei Paesi occidentali, e cioè la discriminazione di genere delle donne”. “È giunto il momento – ha detto – di fermare energicamente la prostituzione come anche la vasta diffusione di materiale a contenuto erotico e pornografico, anche e proprio tramite internet”. La Santa Sede da parte sua, ha affermato Benedetto XVI, si impegnerà “affinché il necessario intervento da parte della Chiesa cattolica in Germania contro questo genere di abusi avvenga in maniera più decisa e chiara”.