ECUMENISMO

Italia, Austria, Ungheria

Italia: iniziative dell’arcidiocesi ortodossa Ricorre quest’anno il XX anniversario dell’elezione al Trono di Costantinopoli del patriarca ecumenico Bartolomeo I (22-10-1991), vertice del mondo ortodosso, e della fondazione dell’arcidiocesi ortodossa d’Italia (05-11-1991) che ha sede a Venezia. Quest’anno ricorre anche il XV anniversario dell’intronizzazione (27-10-1996) del metropolita Gennadios Zervos, arcivescovo ortodosso d’Italia e Malta ed esarca per l’Europa meridionale. Per l’occasione l’arcidiocesi ortodossa d’Italia promuove a Venezia tre iniziative. Anzitutto il IV Incontro della Sacra arcidiocesi ortodossa d’Italia e Malta che dal 15 al 17 novembre vedrà riuniti nella cattedrale ortodossa di San Giorgio dei Greci un centinaio di rappresentanti chierici e laici dell’arcidiocesi sul tema "Dov’è il vescovo lì è tutta la Chiesa". Il 16 novembre, sempre a San Giorgio dei Greci, il coro della Metropoli dell’Attica terrà un concerto con brani musicali in lingua greca sulla vita di Cristo. Infine, dal 18 al 27 novembre sarà allestita una mostra internazionale di icone bizantine contemporanee all’interno della IV edizione della rassegna "Palazzo aperto", che si tiene ogni anno a Palazzo Da Mula, a Murano. Il 14 novembre le iniziative saranno presentate alla stampa dal metropolita Gennadios presso la sede dell’arcidiocesi.Austria: mai senza le donne"Senza le donne non va": così il vescovo di Eisenstadt, mons. Ägidius Zsifkovics, si è espresso il 31 ottobre in occasione di una festa comune organizzata dalla "Katholische Frauenbewegung" (Kfb – Movimento delle donne cattoliche) e dalla Evangelische Frauenarbeit (Efa – Opera femminile evangeliche) a Oberpullendorf. L’evento era dedicato alle donne nella Chiesa ed è culminato in una funzione ecumenica presieduta da mons. Zsifkovics e dal sovrintendente evangelico del Burgenland Manfred Koch. Susanne Hackl, presidente dell’Efa, e Helga Kaisersreder della Kfb, hanno ricordato la storia delle due organizzazioni e degli sforzi compiuti per ottenere pari opportunità per la donna all’interno delle Chiese. I due movimenti operano in ambito ecumenico oramai dal 1984, quando venne organizzata in comune la Giornata mondiale di preghiera delle donne. Gabi Zarits, direttrice della Kfb per la diocesi di Eisenstadt, ha auspicato che nel futuro "la fede abbia maggiori effetti pratici nella Chiesa e nella società" perché "dobbiamo impegnarci là dove vi sono ingiustizie e chiamare le cose col loro nome quando non vanno". "La Chiesa avrebbe molto più da dire", ha aggiunto Zarits, rilevando che "le donne devono impegnarsi ancora di più nella Chiesa, ovviamente entro i confini del diritto ecclesiastico vigente, le cui possibilità non sono ancora pienamente sfruttate". E anche l’ecumenismo è importante per il futuro: "Ci sono molte più cose che ci legano, rispetto a quelle che ci dividono e alla base il legame è molto forte", ha affermato Zarits che si è detta convinta del fatto che "presentandosi unite, le donne cattoliche ed evangeliche possono cambiare la società".Ungheria: incontro su martiri del ‘900È stato organizzato a Budapest, il 28 ottobre, un incontro ecumenico sul tema "I nostri martiri, i nostri confessori della fede" relativo alla perseveranza dei testimoni cristiani del XX secolo: prelati, sacerdoti e laici. "L’incontro commemora i cristiani che sono stati martiri dei regimi dell’ultimo secolo e che servivano le comunità ecclesiastiche e nazionali. Questi confessori della fede restarono cristiani, nonostante le tante sfide che dovettero fronteggiare, e, in quanto vittime delle dittature, sono diventati testimoni" ha affermato László Szászfalvi, vice segretario di Stato per le relazioni con le Chiese, le nazionalità e la società civile. All’incontro dal titolo "Vescovi a proposito di vescovi: confessori della fede e martiri", diversi prelati hanno tenuto lezioni sui propri predecessori. Atanáz Orosz, vescovo dell’Esarcato greco-cattolico di Miskolc, ha parlato del martirio del vescovo greco-cattolico di Munkács, Tódor Romzsa; il martirio di Lajos Ordass è stato descritto dal vescovo luterano Péter Gáncs; Jenő Schönberger, vescovo della diocesi di Szatmár, ha parlato invece della vita di János Scheffler, vescovo recentemente beatificato. Secondo László Tőkés, vice-presidente del Parlamento europeo, "la testimonianza dei confessori della fede e dei martiri rappresenta un capitale storico e morale". L’evento è stato organizzato dalla Compagnia di Gesù, dalla Fondazione ungherese Mindszenty e dall’Associazione di pubblica utilità Forum Democristiano.