EDITORIALE
Ue: con i valori di ieri e i valori di oggi
L’unificazione e la costruzione dell’Europa costituiscono una procedura lunga e complessa che richiede pazienza e comprensione verso i partner e i vicini che partecipano a tale processo. La grave crisi che colpisce l’Unione europea fa intravedere le difficoltà ad essa legate. Il rischio di rassegnarsi e abbandonare la speranza che l’opera possa riuscire è molto reale e si esprime in una crescente diffidenza da parte dell’opinione pubblica. Per contrastare queste tentazioni e convincere gli altri del fatto che vale la pena perseverare con fiducia e pazienza su ciò che è stato riconosciuto come giusto, va ricordato che l’etica dell’unificazione europea, espressa dall’opera dei Padri fondatori degli anni ’50 e dai trattati istitutivi della Comunità europea e dell’Unione, è sostanzialmente un’etica cristiana. Guardando all’istituzione della Comunità europea, all’inizio degli anni ’50, è facile individuare come determinanti i valori e principi di pace, riconciliazione, solidarietà, giustizia, libertà; valori riconquistati dopo la terribile guerra scatenata da un nazionalismo sfrenato e da un’ideologia totalitaria che disprezzava la dignità umana. Questi principi costituiscono lo scheletro del consenso etico su cui è stato costruito il processo dell’unificazione europea e la sua concretizzazione più significativa: l’Unione europea. La pace tra gli Stati era una condizione necessaria per lo sviluppo dei popoli e delle società da ricostituire dopo i disastri della guerra: pace che doveva basarsi su fatti e opere ed essere garantita nel tempo da una cooperazione sovranazionale istituzionalizzata. La riconciliazione tra gli ex nemici era un requisito imprescindibile per la pace e ha richiesto sforzi considerevoli per comprendere e accettare “l’altro”; questo processo di apprendimento è stato favorito dal lavoro di creazione di un’organizzazione per l’amministrazione comune della produzione del carbone e dell’acciaio dei Paesi coinvolti. La solidarietà tra le nazioni europee era una condizione fondamentale per la realizzazione del progetto comune, ossia della Comunità europea. Tale solidarietà è stata cercata e trovata nell’azione comune e nella soluzione comune dei problemi comuni. La giustizia era requisito indispensabile per una solidarietà viva, sostenuta da tutti i partner; doveva potersi basare su trattati che organizzassero i rapporti all’interno della comunità e che ponessero le regole per la convivenza oltre confine, e venne concretizzata nella politica comunitaria. La libertà, infine, era una condizione essenziale per lo sviluppo della dignità umana e per la realizzazione di tutti questi principi: nell’azione politica, così come nelle manifestazioni della società e nella vita privata delle persone. Oggi, alla luce dei problemi presenti e futuri, siamo chiamati a far rivivere questi principi e a trarne le conseguenze per gli sviluppi attuali. E davvero, per l’Unione europea, essi sono irrinunciabili quanto lo furono all’inizio per la Comunità europea del carbone e dell”acciaio e per la Comunità economica europea.Ma in considerazione delle sfide attuali, dobbiamo interpretare e applicare questi principi in modo completo, poiché oggi in gioco non vi è più la pace tra i popoli e gli Stati europei, bensì – a causa della globalizzazione e delle sue conseguenze – da un lato la pace mondiale, minacciata dalle differenze eclatanti tra i continenti ricchi e poveri, dal fanatismo e dal terrorismo; dall’altro la pace interna, sociale, minacciata dalla povertà, dall’emarginazione e dalla perdita di coesione sociale. Oggi occorre perciò realizzare la riconciliazione e la ricostruzione della solidarietà all’interno delle nostre società europee, così come all’interno dalla “società mondiale”. Per superare l’ingiustizia sociale e la conseguente disgregazione delle società, occorre dunque far valere il diritto come fondamento della convivenza pacifica a tutti i livelli, anche e in particolare a livello dell'”unico mondo”.Al di là dei principi classici che sono alla base dell’opera di unificazione europea, nel contesto mutato di oggi, alcuni nuovi valori, che scaturiscono da un nuovo concetto di responsabilità politica e sociale, diventano principi guida per la politica europea. Ad esempio, la sostenibilità come responsabilità verso le generazioni future acquisisce un valore molto particolare nella nostra consapevolezza – e quindi anche all’ordine del giorno della politica. Oppure la sussidiarietà, che agisce da un lato come sussidiarietà politica tra i protagonisti delle comunità, nelle regioni e negli Stati membri e dall’altro come sussidiarietà sociale che si esprime come autonomia dei protagonisti della società civile, per il proprio settore di responsabilità.Anche in futuro, l’Unione europea, per conservare la sua coesione, realizzare la sua politica e in particolare per superare la crisi, dovrà orientarsi a questi valori che rappresentano nel loro complesso l’etica della politica di unificazione europea.