COMMISSIONE UE

Connettere l’Europa

Cinquanta miliardi per migliorare le reti visibili e invisibili

Un piano di investimenti da 50 miliardi di euro per migliorare le reti europee di trasporto, energia e digitali. È quanto propone la Commissione Ue, secondo cui “gli investimenti mirati nelle principali infrastrutture contribuiranno a creare posti di lavoro e a rafforzare la competitività dell’Europa”. I fondi comunitari, previsti su un arco di pluriennale (2014-2020) e dunque piuttosto modesti, dovranno in realtà mettere in moto meccanismi tali da coinvolgere finanziamenti nazionali e fondi provenienti dal settore privato. Viene al contempo lanciano lo strumento finanziario dei project bond.Mobilità, sviluppo delle reti. Il “Meccanismo per connettere l’Europa” – questo il nome complessivo della proposta – “finanzierà progetti che completano i collegamenti mancanti” in relazione alla mobilità stradale e ferroviaria, porti e aeroporti, ma anche gasdotti, oleodotti e banda larga per le comunicazioni e “renderà l’economia europea più verde, grazie all’introduzione di modi di trasporto meno inquinanti, collegamenti a fascia larga ad alta velocità e un uso più esteso delle energie rinnovabili”. Lo sviluppo delle reti energetiche dovrebbe poi rendere “più integrato il mercato interno dell’energia, riducendo la dipendenza dell’Ue” dai Paesi terzi. Per trovare fondi privati che si aggiungano a quelli pubblici per finanziare tali progetti, la Commissione ha varato l’iniziativa dei project bond, ossia prestiti obbligazionari per il finanziamento di singoli progetti. Nelle intenzioni dell’Esecutivo – che chiama ora in causa per decisioni operative il Consiglio e il Parlamento Ue -, tale iniziativa dovrebbe prendere corpo già dal 2012. Occupazione e mercato unico. Il presidente della Commissione, José Manuel Barroso, afferma: “Il meccanismo per collegare l’Europa e i project bond sono un esempio lampante del valore aggiunto fornito dall’Ue. Consentiranno di costruire le strade, le strade, le ferrovie, le reti energetiche, le condutture e le reti a banda larga che sono così importanti per i nostri cittadini e per le imprese, fornendo i collegamenti mancanti delle reti infrastrutturali europee che altrimenti non sarebbero costruiti”. Barroso aggiunge: “Questi investimenti favoriranno inoltre la crescita e l’occupazione e, allo stesso tempo, faciliteranno il lavoro e gli spostamenti per milioni di cittadini”. Nei progetti dell’Esecutivo, “ponendo l’accento su reti di trasporto, di energia e digitali intelligenti, sostenibili e totalmente interconnesse, il meccanismo per collegare l’Europa contribuirà a completare il mercato unico europeo”. La Commissione ha selezionato i progetti in stato più avanzato, effettivamente realizzabili e “nei quali gli ulteriori investimenti stanziati dall’Ue potranno risultare più redditizi”.Porti, aeroporti, ferrovie. Per quanto riguarda i trasporti, la Commissione ha adottato “una proposta per trasformare l’attuale groviglio europeo di strade, ferrovie, aeroporti e canali in una rete di trasporti unificata”, ovvero la rete Ten-T. La nuova “rete centrale” dovrebbe “eliminare le strozzature, ammodernerà l’infrastruttura e snellirà le operazioni transfrontaliere di trasporto per passeggeri e aziende”. Concretamente, con investimenti iniziali di 31,7 miliardi, si procederà per realizzare o rafforzare i collegamenti stradali e su rotaia per 83 porti e 37 aeroporti; la Ue sosterrà, ovviamente in collaborazione con gli Stati, la conversione di 15mila chilometri di ferrovia in alta velocità. Del pacchetto fanno parte ad esempio il Corridoio 5 dalla Finlandia a Malta, il Corridoio 1 dal Baltico al mare Adriatico; il Corridoio 6 da Genova a Rotterdam. Siim Kallas , vice presidente della Commissione puntualizza: “I trasporti sono fondamentali, ma oggi mancano collegamenti vitali. Le ferrovie europee hanno 7 scartamenti diversi e solo 20 dei nostri principali aeroporti e 35 dei principali porti sono collegati direttamente alla rete ferroviaria. Senza collegamenti efficienti, l’Europa non può né crescere né prosperare”. Nel complesso, la Commissione ritiene che entro il 2020 saranno necessari 500 miliardi di euro per realizzare una rete veramente europea”.Energia e banda larga. Non meno rilevanti sono le prospettive individuate per l’energia e il settore delle telecomunicazioni. Nel primo caso 9,1 miliardi di euro saranno investiti nell’infrastruttura transeuropea, “il che dovrebbe consentire di conseguire gli obiettivi nel settore climatico e dell’energia fissati dall’Ue per il 2020” (meno consumi, più efficienza, maggior ricorso alle fonti “pulite”). Tra i progetti cofinanziabili in futuro figurano una rete offshore nel Mare del Nord per il trasporto dell’elettricità prodotta dai parchi eolici verso le grandi città; soluzioni innovative per lo stoccaggio di elettricità; progetti complessi per l’adduzione del gas da nuove fonti di approvvigionamento, come la regione del Mar Caspio. Nel settore delle telecomunicazioni l’investimento iniziale è fissato invece a 9,2 miliardi, indirizzato soprattutto alla banda larga.