L’Ue in breve

Consiglio Ue: governance ma anche lavoroCrisi del debito sovrano, politica economica, governance; prossima riunione del G20 a Cannes a inizio novembre; cambiamenti climatici e conferenza di Durban. Resta invariato l’ordine del giorno del Consiglio europeo del 23 ottobre, nonostante lo slittamento di una settimana della data per poter determinare una risposta condivisa sui diversi argomenti in discussione. Proprio in vista del summit dei 27 capi di Stato e di governo dell’Unione si è svolto il 17 ottobre il “summit sociale”, fra Unione europea, rappresentanti delle organizzazioni degli imprenditori e dei sindacati. Al termine dell’incontro José Manuel Barroso, presidente della Commissione, ha commentato: “Il netto aumento della disoccupazione nell’Ue costituisce il sintomo sociale più doloroso di questa crisi economica”. Nell’agenda figuravano un’analisi della crisi e delle sue ricadute sul lavoro e sulla società, le misure atte a farvi fronte mediante la ripresa economica, la costruzione di una vera governance europea. All’incontro era presente anche Herman Van Rompuy, presidente del Consiglio Ue. Barroso ha aggiunto: “Sentiamo in particolare il messaggio di frustrazione che si leva dai giovani”. Per questa ragione la Commissione intende spingere gli Stati a promuovere iniziative e riforme volte al rilancio economico. “Noi – ha aggiunto il capo dell’Esecutivo – continueremo ad esercitare pressioni in favore di riforme che sopprimano gli ostacoli strutturali al lavoro”.Industria europea tra luci e ombreL’industria europea ha le potenzialità per riportare l’economia Ue sui binari della crescita e per sfidare i concorrenti globali, ma ha bisogno di un “clima” favorevole. Nella relazione della Commissione intitolata “Politica industriale: rafforzare la competitività”, presentata nei giorni scorsi a Bruxelles, si esamina la situazione del settore e si valutano i risultati del manifatturiero nei vari Stati membri. “La ripresa economica dell’Ue – vi si legge – è stata relativamente lenta e rimane fragile. Ciò si rispecchia nel pessimismo riscontrabile nel sistema economico. Vi sono inoltre chiari rischi di una flessione della crescita dovuti ai mercati finanziari, all’aumento dei prezzi energetici e delle materie prime e alla necessità di un consolidamento dei bilanci”. Secondo l’Esecutivo, “gli Stati membri devono pertanto attuare politiche forti e coordinate all’indirizzo dell’industria” e delle piccole e medie imprese (pmi). Nella relazione compaiono notevoli differenze tra un Paese e l’altro. Vi si attesta, ad esempio, che “la produttività media del lavoro nel manifatturiero va da quasi il 125% del valore aggiunto lordo per persona occupata in Irlanda a meno del 20% in Bulgaria”. La percentuale delle imprese innovatrici varia invece dall’80% in Germania al 25% in Lettonia. “Le regolamentazioni business-friendly”, intese a favorire le imprese, sono maggiormente sviluppate in Finlandia, mentre l’Italia si situa all’ultimo posto. L’Esecutivo formula una serie di ambiti in cui è possibile migliorare il quadro complessivo per favorire l’azione delle imprese. Tra i vari punti segnalati: incoraggiare i cambiamenti strutturali nell’economia, “per passare a settori più innovativi e basati sulle conoscenze che presentano una maggiore produttività e risentono meno della concorrenza globale (come, ad esempio, le ecoindustrie, il settore delle apparecchiature elettriche e ottiche)”; incoraggiare l’innovazione nelle imprese; promuovere la sostenibilità e l’efficienza nell’uso delle risorse, “in particolare dando impulso all’innovazione e all’uso delle tecnologie pulite, assicurando un accesso equo alle materie prime e all’energia”; migliorare il contesto imprenditoriale; valorizzare le potenzialità offerte dal mercato unico; sostenere le pmi.Uso corretto delle risorse naturali”Sensibilizzare i cittadini sulla necessità di consumare in modo razionale le risorse naturali che scarseggiano” e “incoraggiarli a tener conto dell’impatto sul pianeta nel momento in cui decidono di acquistare qualcosa”: sono i principali messaggi della campagna “Generation Awake. Your choices make a world of difference!”, destinata a incoraggiare i consumatori a fare “dell’utilizzo efficace delle risorse un’abitudine”. La campagna è stata inaugurata con una manifestazione a Varsavia, in Polonia, il 17 ottobre alla presenza di Janez Potocnik, commissario per l’ambiente, e di Andrzej Kraszewski, ministro polacco dell’ambiente. Potocnik ha dichiarato: “Di fronte alle difficoltà che sta affrontando l’economia e alla diminuzione delle risorse, è giunto il momento di soffermarci a riconsiderare alcune delle nostre abitudini”. Tra i materiali disponibili per la campagna figurano un sito multilingue www.generationawake.eu, un clip, una pagina su Facebook. Dopo il lancio, la campagna – che tocca argomenti quali il risparmio dell’acqua, i mezzi pubblici di trasporto o il risparmio energetico – avrà momenti ufficiali in Repubblica ceca, Ungheria e Regno Unito.