COMMISSIONE UE

Tre passi avanti

Pac, libertà d’informazione, sistema dei visti

Riforma della Politica agricola comune (Pac), libertà di informazione nell’Ue, migliore sistema dei visti. Ha lavorato su molteplici fronti la Commissione europea negli ultimi tempi e in questi giorni vedono la luce varie iniziative destinate a portare effetti positivi per i 27 Paesi membri e nei rapporti fra questi e i Paesi terzi.Agricoltura e ambiente. Un nuovo “partenariato tra l’Europa e gli agricoltori” per “affrontare le sfide della sicurezza alimentare, dell’uso sostenibile delle risorse naturali e della crescita”. Dacian Ciolos, commissario Ue all’agricoltura e allo sviluppo rurale, interviene a proposito del progetto di riforma della Politica agricola comune presentato il 12 ottobre dall’Esecutivo. “I decenni a venire saranno cruciali per gettare le basi di un’agricoltura forte e capace di affrontare i cambiamenti climatici e la concorrenza internazionale, rispondendo nel contempo alle attese dei cittadini”. Il commissario riconosce del resto che “è sulla politica agricola comune che si fondano la nostra alimentazione e l’avvenire di più della metà del nostro territorio”. Per esplicita ammissione della Commissione, il progetto “mira a rafforzare la competitività, la sostenibilità e il consolidamento dell’agricoltura su tutto il territorio” comunitario, “così da garantire ai cittadini europei un’alimentazione sana e di qualità, tutelare l’ambiente e favorire lo sviluppo delle zone rurali”.Un decalogo per la Pac. Sono dieci i punti su cui si fonda il progetto della Commissione, che riguarda il periodo post 2013 e che passa per competenza a Parlamento e Consiglio Ue (queste due istituzioni – dalle quali sono trapelati i primi commenti positivi – dovranno a loro volta esprimersi secondo la procedura di codecisione). Fra questi emergono: aiuti più mirati al reddito degli agricoltori per dinamizzare la crescita e l’occupazione; nuovi finanziamenti per la ricerca e l’innovazione; una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata; sostegno alle iniziative agroambientali; aiuti ai giovani imprenditori agricoli. Nella presentazione del progetto si parla anche di tutela degli ecosistemi: “Al fine di rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo e di valorizzare gli sforzi compiuti dagli agricoltori, la Commissione propone di riservare il 30% dei pagamenti diretti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali”. Si tratta di “pratiche semplici ed efficaci dal punto di vista ecologico, e cioè: diversificazione delle colture, conservazione dei pascoli permanenti, salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio”.Informazione libera. Vigilare sul pluralismo dei media e la libertà di informazione nell’Unione europea: è il compito assegnato a un gruppo di alto livello, insediatosi nei giorni scorsi a Bruxelles su iniziativa della Commissione. Rilevato che il problema del pluralismo in questo settore potrebbe riguardare alcuni dei Paesi comunitari e l’insieme dell’Ue, la vice presidente dell’Esecutivo, Neelie Kroes, ha dato vita a una équipe che dovrà fornire “raccomandazioni in materia di rispetto, protezione, sostegno e promozione della libertà e del pluralismo dei media in Europa”. Il gruppo, indipendente, è presieduto dalla ex presidentessa lettone, Vaira Vike-Freiberga. Ne fanno inoltre parte: Herta Däubler-Gmelin, ex ministro della giustizia tedesco, Luís Miguel Poiares Pessoa Maduro, dell’Istituto universitario europeo, Ben Hammersley, esperto del digitale. Il primo compito sarà quello di analizzare la legislazione dei 27 Stati Ue e la situazione “sul campo”; i risultati del gruppo saranno resi pubblici. La Commissione invita il gruppo di alto livello ad analizzare e fornire raccomandazioni sulle seguenti questioni: “limitazioni alla libertà dei media causate da interferenze politiche (intervento statale o legislazione nazionale)”; “limitazioni all’indipendenza dei media causate da interferenze private e commerciali”; la questione della concentrazione della proprietà dei media e le relative conseguenze sulla libertà e il pluralismo degli stessi nonché sull’indipendenza dei giornalisti”.Visti nell’area Schengen. È diventato operativo l’11 ottobre il nuovo sistema di informazione visti (Vis) che riguarda i 25 Paesi aderenti a Schengen. Nelle intenzioni della Commissione, “le domande di visto saranno trattate molto più rapidamente grazie all’uso di dati biometrici (impronte digitali e immagine del volto in formato digitale) che agevoleranno l’identificazione dei titolari di visto e contribuiranno a evitare il furto di identità”. Il Vis dovrebbe rafforzare l’integrità e la sicurezza del sistema, consentendo lo scambio rapido di dati relativi ai visti per soggiorni di breve durata nell’area Schengen. La Commissaria per gli affari interni, Cecilia Malmström, ha dichiarato: “Gli stranieri che intendono recarsi nell’Unione europea possono ora contare su norme più chiare, precise, trasparenti ed eque sulla domanda di visto. Grazie al nuovo sistema, inoltre, i visti saranno rilasciati e verificati in modo più efficace e sicuro”.