EDITORIALE

Tornino i volti

La nuova evangelizzazione in Europa

C’è un messaggio alle Chiese d’Europa che viene dalla piccola Chiesa di Albania dove, dal 29 settembre al 2 ottobre, si è tenuta l’assemblea plenaria del Ccee, il Consiglio delle Conferenze episcopali europee.È il messaggio della speranza che mai abbandona l’uomo.Viene da una terra fino a pochi decenni fa bagnata dal sangue dei martiri, una terra umiliata dall’ateismo e in cui sacerdoti, vescovi, religiosi e laici hanno pagato con la vita il loro credere e il loro coraggio di prendere pubblicamente la parola in fedeltà al Vangelo. Sono stati ieri e lo sono anche oggi i volti di un annuncio che non si consuma nel tempo ma che è sollecitato a trovare linguaggi nuovi per essere compreso e vissuto nel veloce mutare dei tempi.La nuova evangelizzazione, alla quale sono chiamate le Chiese d’Europa, ci sarà se torneranno quei volti, se la memoria dei martiri diventerà, ovviamente in forme diverse, testimonianza quotidiana che interroga la coscienza, che accompagna nella ricerca della verità, che indica la direzione per incontrarla. Se diventerà un linguaggio capace di dire le ragioni della speranza cristiana con dolcezza, con rispetto, con retta coscienza in un contesto umano e culturale che più che essere giudicato deve essere compreso e amato, se si vuole che riprenda il respiro e lo sguardo di Dio.Non un auspicio ma una convinzione perché le Chiese d’Europa, impegnate singolarmente e insieme in questa avventura, sono già sulle strade del continente con un Papa che cammina con il passo lieve del messaggero della Parola.Le Chiese europee dell’Est, dell’Ovest e del Centro in quarant’anni di vita del Ccee sono cresciute nel dialogo, nella riflessione e nel progetto con un arricchimento reciproco che anche SIR Europa da oltre dieci anni condivide e racconta.Non si riparte ma si continua da Tirana, dall’Albania.Non è una svolta ma un altro passo avanti per ogni Chiesa e per tutte le Chiese d’Europa.L’evangelizzazione, si è detto, non è una preoccupazione e neppure è un metodo: è il desiderio forte di condividere un dono ricevuto gratuitamente perché cresca e sia per tutti.La nuova evangelizzazione è anche pensare l’Europa come “casa comune” e offrire un contributo culturale e politico perché la costruzione si rafforzi e non ceda sotto la bufera di una crisi non solo economica o sotto il non meno pericoloso soffio dello scetticismo.Nel momento in cui, giustamente, si esige che la fede abbia il diritto di abitare la città occorre trarne le conseguenze e riprendere il filo del discorso di una presenza coerente ed efficace dei cristiani anche nelle istituzioni dell’Unione europea.Lo raccomandava Giovanni Paolo II che nell’immagine delle “radici cristiane” poneva, tra le altre, la testimonianza intellettuale e operosa dei cattolici nei luoghi in cui si decide il futuro dei popoli.In questa prospettiva s’inserisce la responsabilità delle Chiese europee e dei loro organismi europei: il Consiglio delle Conferenze episcopali europee e la Commissione degli episcopati della comunità europea.Un’esperienza cresciuta nel tempo e che crescerà con un nuovo equilibrio per modellare le diversità affinché meglio si esprimano in quel “contributo specifico” alla costruzione del bene comune europeo che più volte è stato richiamato da Benedetto XVI.SIR Europa continuerà a condividere e a raccontare questa avventura grazie ai suoi osservatori che nei diversi Paesi europei sono in rete con gli snodi operativi che l’agenzia ha a Roma, Bruxelles e Bratislava.Nell’intento di offrire un contributo professionale a un’informazione autenticamente europea ai cui volti dovranno rivolgersi i volti della nuova evangelizzazione.