SLOVACCHIA

Aiutare a pensare

Conferenza sul ruolo dei media cattolici nella società contemporanea

I professionisti dei media della Slovacchia e degli altri Paesi hanno avuto uno scambio di idee sul ruolo dei media cattolici nella società contemporanea. Una conferenza internazionale su questo tema si è svolta presso l’Università cattolica di Ružomberok il 26 e 27 settembre. L’edizione di quest’anno, organizzata dalla Facoltà di Lettere – Cattedra di Giornalismo, Fondazione e Forum Konrad Adenauer Stiftung per le questioni pubbliche in Slovacchia, è stata preceduta da due conferenze a livello locale nel 2005 e nel 2009.Ispirazione dall’estero. La sessione plenaria dell’evento è stata aperta dal fondatore e direttore di Radio Maria polacca e dell’emittente Tv Trwam, Tadeusz Rydzyk, che ha sottolineato come “la cooperazione fra i media cattolici e la gerarchia ecclesiastica è indispensabile”, altrimenti “ci potremmo trovare, isolati dalla Chiesa, a creare una sorta di sette”. Rydzyk ha anche ammesso che “il numero dei media ecclesiali, specialmente nei Paesi dell’Europa centro-orientale, è insufficiente; inoltre occupano una posizione debole, talvolta trascurabile” nel mercato generale dei media. Alcune esperienze della Francia sono state presentate dal redattore capo del quotidiano La Croix, Dominique Greiner. Nel suo contributo, Greiner ha introdotto lo stile e la forma con cui si presenta il giornale, sostenendo che “il pluralismo è una cosa buona, ci protegge dal rischio di rimanere isolati esclusivamente nel mondo cattolico”, il che ci impedirebbe di avere una prospettiva più ampia. Greiner ha anche detto che La Croix intende rappresentare una sorta di “piattaforma di discussione”: “Non cerchiamo di persuadere i lettori della nostra verità, non siamo un giornale dogmatico. Preferiamo aiutarli a pensare e ad aprire una discussione sugli eventi importanti nella società”. Il panorama dei relatori stranieri è stato completato da due rappresentanti della Pontificia università della Santa Croce di Roma. Il preside della facoltà delle comunicazioni, Diego Contreras, si è concentrato sulle possibilità ed impossibilità dell’evangelizzazione dei media. Ha ricordato ai partecipanti che il giornalismo è “una professione con regole che vanno rispettate” in qualunque circostanza. Il discorso di Daniel Arasa puntava invece a definire il contributo dei nuovi media alle comunicazioni sociali della Chiesa. Ha anche sottolineato i vantaggi di un uso più intensivo dei social network nell’ambiente ecclesiale.Unità della Chiesa. La sessione pomeridiana prevedeva la divisione in gruppi di lavoro sulla situazione e il ruolo dei media cattolici in Slovacchia. I partecipanti hanno discusso le seguenti tematiche: le trasmissioni religiose nei media autorizzati, la formazione dell’opinione pubblica ad opera dei media cattolici, il grado di attrazione esercitato dai media cattolici sui bambini e sui ragazzi, il linguaggio dei media cattolici e la loro capacità di comunicare il messaggio cristiano. Un saluto speciale è stato inviato dal Presidente della Conferenza episcopale slovacca e presidente del relativo Consiglio per le Comunicazioni sociali, mons. Stanislav Zvolenský, il quale ha suggerito che “sarebbe utile riflettere sulle possibilità di utilizzare i media cattolici in Slovacchia per edificare e rafforzare l’unità della Chiesa, la cooperazione reciproca e, soprattutto, per evangelizzare i giovani e la fascia d’età media della nostra società”.Marketing dei media cattolici. Per la prima volta, un seminario è stato dedicato alle strategie di marketing dei media cattolici. La ricerca in quest’area prendeva in esame tre media rilevanti nel Paese, in rappresentanza di stampa, radio e TV: Katolícke noviny (che significa ‘giornale cattolico’) con oltre 160 anni di storia, Christian Radio Lumen, fondata nel 1993, e Catholic TV Lux, la componente più giovane della triade, nata soltanto tre anni fa. Mentre quest’ultima sta ancora lottando per conquistarsi una posizione sul mercato, Katolícke noviny mantiene stabilmente la posizione di 6° settimanale sul mercato della stampa slovacca – tanto laica quanto religiosa. Radio Lumen occupa attualmente l’ottava posizione, con il 3% degli ascoltatori. Questi dati sono in linea con i risultati della ricerca riguardante le entrate pubblicitarie, che nel caso di Katolícke noviny e di Rádio Lumen sono dieci volte superiori rispetto a quelle di Tv Lux. I relatori hanno sottolineato che le possibilità dei media cattolici nell’area pubblicitaria sono limitate in confronto a quelle dei media laici, come risultato dell’applicazione di un codice etico più rigido nel campo del marketing così come nei palinsesti. Secondo il direttore di Radio Lumen, Juraj Spuchlak, è naturale che i media di ispirazione religiosa non siano di solito autosufficienti dal punto di vista finanziario, quindi risulta del tutto comprensibile il loro bisogno di un sostegno economico proveniente dalla gerarchia ecclesiastica e dai destinatari. “Ciononostante, la missione dei media cattolici, ovvero evangelizzare e diffondere la buona novella, dovrebbe costituire una priorità assoluta, sorpassando ogni altro aspetto del loro funzionamento. Risulta quindi necessario trovare uno specifico equilibrio fra l’impegno e la professionalità a livello di business e di marketing e la missione non-commerciale dei media”, ha concluso Juraj Spuchlak.Giovani giornalisti cattolici. La conferenza si è svolta presso l’Università cattolica di Ruzomberok e il suo rettore, Tadeusz Zasepa, durante un’intervista rilasciata alla corrispondente SIR per l’Europa centro-orientale, Danka Jaceckova, ha espresso la sua opinione sul ruolo essenziale dell’università cattolica nell’educazione e nella formazione dei giovani giornalisti, privilegiando la loro attività nei media cattolici: “In primo luogo si tratta di una formazione che mira ad un’apertura nei confronti delle persone nella loro complessità e con tutti i loro problemi familiari, sociali, pedagogici, ecc. Questo è il nostro principale campo d’azione. La parte più importante consiste nell’insegnare ai giovani ad essere aperti alla verità. I media cattolici cercano di coprire tutte le sfere della vita umana: intelletto, moralità, estetica e religione. La sfera morale include aspetti sociali, politici e culturali, quindi non c’è alcuno spazio in cui la Chiesa non possa partecipare con i propri mezzi di comunicazione sociale. Lo spazio da coprire è immenso – ha concluso – ed esige giornalisti ambiziosi, seppure nel modo giusto. La nostra missione in quanto unica università cattolica nel Paese consiste nel fornire loro ciò di cui hanno bisogno per partire con il piede giusto”.