CHIESE IN BREVE
Spagna: farmacisti contro pillola del giorno dopo Il caso di una ragazza colpita da ictus dopo aver assunto la cosiddetta pillola del giorno dopo, ha riacceso in Spagna il dibattito da parte dei farmacisti spagnoli su come difendere la propria obiezione di coscienza di fronte alla distribuzione del farmaco. Il presidente dell’Associazione per la difesa del diritto all’obiezione di coscienza, María Dolores Gómez Armenteros, ha scritto ai presidenti dei Collegi dei farmacisti chiedendo il loro sostegno in difesa dell’obiezione di coscienza alla distribuzione di questo prodotto. Le questioni sollevate sono la distribuzione in farmacia senza ricetta medica, che ha avuto come conseguenza un aumento della domanda, e la rilevazione che oltre il 30% delle donne richiedenti siano minorenni. Il presidente, in merito alla discussione sui rischi della pillola per la salute, cita in merito un rapporto diffuso il 7 ottobre 2010 dall’Agenzia spagnola di medicinali e prodotti sanitari che riconosce il rischio di incidenti tromboembolici causata dal consumo del prodotto. Circa quattromila farmacisti hanno denunciato più volte alle autorità la pubblicità ingannevole della pillola del giorno dopo, evidenziando come nel Paese la distribuzione – iniziata nel settembre 2009 senza ricetta né limite d’età – sia stata consentita pur in assenza del rapporto obbligatorio dell’Agenzia spagnola del farmaco.Italia: card. Bagnasco a Consiglio permanenteGrande risonanza sull’opinione pubblica italiana ha avuto la prolusione del card. Angelo Bagnasco, presidente della Cei, letta il 27 settembre in apertura del Consiglio permanente dei vescovi italiani. Un discorso che ha toccato diversi argomenti ma particolarmente attesa per la lettura della situazione politica italiana per la quale il cardinale ha sollevato una “questione morale”: “chiunque sceglie la militanza politica – ha detto il presidente Bagnasco – deve essere consapevole della misura e della sobrietà, della disciplina e dell’onore che comporta”. “La responsabilità morale – ha precisato – ha una gerarchia interna che si evidenzia da sé, a prescindere dalle strumentalizzazioni che pur non mancano”. Il cardinale ha riconosciuto che “si rincorrono, con mesta sollecitudine, racconti che, se comprovati, a livelli diversi rilevano stili di vita difficilmente compatibili con la dignità delle persone e il decoro delle istituzioni e della vita pubblica”. Da qui la constatazione che “i comportamenti licenziosi e le relazioni improprie” siano “in sé stessi negativi” e producano “un danno sociale a prescindere dalla loro notorietà”. Dal presidente dei vescovi è giunto l’invito a “purificare l’aria, perché le nuove generazioni – crescendo – non restino avvelenate”. Irlanda: il 2 ottobre Giornata per la vita Sarà celebrata domenica 2 ottobre dalla Chiesa irlandese la Giornata per la vita che ha scelto per questa edizione il tema “Una chiamata alla solidarietà e alla speranza in tempi difficili” e fa riferimento alla crisi e alle attuali difficoltà economiche che sta vivendo il Paese. “In momenti come questi il rischio è che le persone si distanzino da se stesse, dalla speranza e infine da Dio. Quello che vogliamo dire è che Dio ci conosce e ci ama per quello che siamo, piuttosto che per quello che abbiamo”, spiega mons. John Fleming, vescovo di Killala, in un’intervista pubblicata sul sito dei vescovi www.catholicbishops.ie. La Giornata – chiariscono gli organizzatori – vuole dunque essere un invito ad impegnarsi per una società in cui tutti e ciascuno siano valutati come esseri creati e amati da Dio e redenti da Cristo: non per la loro fama, potere o per quello che possiedono, ma per il loro valore intrinseco. Per l’occasione i vescovi irlandesi hanno preparato una lettera pastorale che sarà distribuita nelle parrocchie domenica. Ucraina: i mille anni di “Santa Sofia” a Kiev”Oggi ci troviamo in questa cattedrale non come suoi proprietari né come suoi ospiti. Noi siamo i portatori e gli eredi del Battesimo di Volodymyr”. “Sì, la Chiesa ucraina soffre nel suo corpo le ferite della divisione causata dalla interferenza di forze esterne e dalle nostre colpe, ma sebbene disuniti, non siamo estranei gli uni con gli altri”. Lo ha detto mons. Bohdan Dzyurakh, segretario del Sinodo dei Vescovi della Chiesa greco cattolica ucraina, nella Cattedrale di Santa Sofia a Kiev, durante le celebrazioni del millennio che si è svolta la settimana scorsa Parlando del problema della divisione dei cristiani in Ucraina, il vescovo ha aggiunto: “Oggi chiediamo perdono a Dio e ai nostri fratelli per i nostri peccati, e perdoniamo tutti coloro che hanno fatto male a noi, volontariamente o involontariamente. Stiamo implorando la benedizione di Dio per il nostro popolo, il dono della sapienza divina per i nostri capi spirituali e politici, ma, soprattutto, stiamo pregando per il dono della unità per tutti gli eredi del Battesimo di San Volodymyr il Grande”.