PARLAMENTO UE
L’urgenza di una governance economica e finanziaria
Qualunque fosse l’ordine del giorno predisposto per la sessione plenaria dell’Europarlamento (Strasburgo, 12-15 settembre), era chiaro che l’argomento-principe della settimana sarebbe stato, ancora una volta, la situazione dei conti pubblici dell’eurozona, accanto al quale collocare la necessità di una vera governance economica e finanziaria a livello Ue. E così è stato. I temi in agenda. L’Emiciclo è intervenuto su diversi temi legislativi, ha ospitato il presidente della repubblica polacca Bronislaw Komorowski, si è occupato di Libia e Siria. Gli eurodeputati si sono soffermati sul ruolo e i mezzi da assegnare all’agenzia Frontex (sicurezza e frontiere esterne), hanno discusso del bilancio comunitario e delle trivellazioni marine, dei senzatetto che vivono nei 27 Stati membri e del delicato “pacchetto anticorruzione”. Ma il rischio default che corre la Grecia, le traballanti situazioni dei conti pubblici di vari Stati Ue, le regole per prevenire o rispondere “insieme” a future crisi finanziarie hanno tenuta desta l’attenzione dell’aula, oltre a quella dei rappresentanti della Commissione e del Consiglio giunti a Strasburgo per discutere nuovamente di questi argomenti. Ue e moneta unica. “Salvare l’euro a ogni costo per salvare il progetto europeo”. Forse la voce più “drammatica” della plenaria è stata quella Jan Vincent Rostowski, ministro delle finanze polacco e presidente di turno dell’Ecofin. “Se dovesse disintegrarsi la moneta unica – ha sostenuto il ministro – l’Unione potrebbe non durare a lungo”. Da qui il messaggio principale: occorre muoversi uniti, cominciando ad approvare in tempi rapidissimi il “six pack”, ovvero i sei provvedimenti sulla governance in itinere da mesi. Più o meno sulla stessa linea si è espresso il presidente della Commissione, il portoghese José Manuel Barroso: avanti con la governance condivisa, rigore nei conti pubblici, misure nazionali per la crescita, salvataggio della Grecia a fronte di vere riforme da parte del governo di Atene. Lo stesso Barroso ha quindi dichiarato (innescando uno spigoloso dibattito in sede europea) che la Commissione è favorevole sia agli Eurobond (titoli europei) sia alla Tobin tax (tassa sulle transazioni finanziarie) e che procederà con delle proposte concrete in tal senso. Evitare l’effetto domino. Per il presidente della Commissione gli Stati hanno finora assunto degli impegni, “ma è ora di fare sul serio e di passare all’azione”, con evidenti riferimenti alle manovre finanziarie nazionali e al rigore dei conti statali. Dal canto suo Olli Rehn, commissario agli affari monetari, rispondendo indirettamente alle voci che vorrebbero l’estromissione della Grecia dalla moneta unica, ha avvertito: “I costi di un’uscita della Grecia dalla zona euro sarebbero drammatici per tutti i Paesi” che adottano la moneta unica, così pure per l’Unione europea “e per i nostri partner globali”. Dai principali gruppi politici dell’Europarlamento sono giunti messaggi analoghi: rafforzare la risposta Ue alla crisi, perché un tracollo economico greco potrebbe avere un “effetto domino” su altri Paesi, trascinando con sé l’intera Unione. Alcuni deputati hanno poi reclamato “più politica”, ovvero più Europa dinanzi a sfide – è stato detto – che sovrastano le capacità di risposta dei singoli Paesi aderenti. Su questi aspetti il confronto e i negoziati proseguiranno nelle prossime settimane, ancora in sede di plenaria (26-29 settembre), di Ecofin, di Consiglio europeo, fino all’incontro G20 già programmato per l’inizio di novembre.Petizioni e cittadinanza. Fra gli altri punti affrontati in aula, è stata presentata la relazione annuale della commissione parlamentare per le petizioni, cui si possono rivolgere tutti i cittadini Ue su temi inerenti le competenze comunitarie. La tutela dell’ambiente rimane il nodo sul quale si concentra il maggior numero di richieste e reclami provenienti dai cittadini. Nel corso del 2010 sono state complessivamente 1.655 le petizioni, di cui un migliaio dichiarate “ricevibili”, sollecitando un intervento del Parlamento. Dopo l’ambiente, gli altri argomenti maggiormente segnalati sono stati i diritti fondamentali, il mercato interno e la giustizia. “Le petizioni devono essere un pilastro della cittadinanza europea”, ha affermato Willy Meyer, deputato spagnolo, estensore materiale della relazione approvata dai deputati. Meyer ha poi insistito sulla opportunità di “avviare un dibattito comunitario sull’applicazione limitata della Carta dei diritti fondamentali” nell’Ue27. Nel testo passato in plenaria i deputati esprimono “disappunto per la negligenza di alcuni Stati membri nell’applicare e nel far rispettare la legislazione ambientale europea” e chiedono alla Commissione “di controllare più energicamente il rispetto e l’attuazione di tale legislazione, in ogni momento della procedura e non solo dopo l’adozione di una decisione definitiva”. Inoltre l’Europarlamento sosterrà la proposta della Commissione di proclamare il 2013 “Anno europeo della cittadinanza”, per “informare i cittadini Ue dei loro diritti.