EDITORIALE
Rileggendo la cronaca estiva
In agosto, l’Europa di solito è invasa dall’accidia. Le persone vanno in vacanza e rimandano a settembre tutti gli affari importanti da sistemare. Le spiagge e i musei sono affollati di turisti. La vita quotidiana è talmente monotona che per i giornalisti diventa difficile trovare degli argomenti per riempire le colonne dei giornali, di solito così ricche di avvenimenti. Quest’anno, però, la situazione è molto diversa. La crisi dell’Eurozona turba le vacanze dei politici. La Norvegia è sconvolta dal crimine commesso da un giovane pazzo, che si è cercato di presentare come un fondamentalista cristiano. Un passo falso, dal momento che già in passato aveva rivolto delle minacce al Papa. Quel giovane pazzo si è rivelato figlio di un diplomatico norvegese il quale, venuto a conoscenza della tragedia, ha avuto un solo consiglio per il figlio: “Avrebbe dovuto suicidarsi”. Alcuni giorni dopo, la loggia massone ha radiato il nome del giovane pazzo dall’elenco dei propri membri.A malapena rimessasi da quelle emozioni, la televisione ci ha mostrato le immagini dei disordini di Londra. Una forma di contestazione, di saccheggio dei negozi. Quei giovani, appartenenti agli strati sociali più bassi, scorazzavano per i quartieri di Tottenham e di Ealing con carrelli per la spesa. Alcuni vi sono venuti in macchina con i genitori. I ragazzi scendono, saccheggiano i negozi e caricano in macchina gli articoli rubati. I genitori si allontanano e i ragazzi rimangono per proseguire il loro gioco. Si può dire che questi “giochi” di adolescenti siano unicamente l’effetto della mancata integrazione dei figli degli immigrati? Alcuni, per esempio, sottolineano che, nelle bande londinesi, la maggior parte degli uomini – tanto i bianchi quanto i neri – provengono da famiglie disintegrate. Questo non sorprende se consideriamo che, secondo l’Ufficio nazionale delle statistiche, nel Regno Unito il 45% dei bambini nasce fuori dal matrimonio, percentuale che tocca il 70% in alcuni quartieri, come Knowsley on Merseyside, ironicamente soprannominato la “centrale delle ragazze madri”. Queste ragazze madri meritano di essere aiutate, poiché la cosiddetta “diserzione dei padri” rappresenta probabilmente uno dei fattori extra-economici che rendono così difficile l’integrazione dei giovani di sesso maschile.All’ombra dei disordini di Londra e delle contestazioni della Grecia, che talvolta coinvolgono tutte le fasce d’età, le manifestazioni spagnole degli “indignati” passerebbero quasi inavvertite. Dico “quasi” perché la Giornata mondiale della gioventù e la visita del Santo Padre Benedetto XVI hanno focalizzato l’attenzione dei media su ciò che è successo in agosto nelle piazze spagnole. Quasi due milioni di giovani si sono recati a Madrid per pregare con il Papa e vivere l’esperienza della comunione della fede. Anche loro, in un certo senso, appartengono a quel gruppo di giovani contestatari. Anch’essi sono contro il mondo immerso nel relativismo e nella mediocrità. La loro contestazione, però, riveste un carattere profondamente differente. Essi contestano il modello di vita totalmente sottomesso al consumismo, il modello d’educazione subordinato al mercato nella sua totalità, il modello di legislazione che autorizza a sopprimere i bambini ancora non nati e l’eutanasia, il modello che mette sullo stesso piano l’istituzione matrimoniale e le unioni omosessuali. “Di fronte al relativismo e alla mediocrità s’impone la necessità di quella radicalità testimoniata dalla consacrazione come appartenenza a Dio amato sopra ogni cosa”, diceva Benedetto XVI ai partecipanti alla Giornata mondiale della gioventù. Egli incoraggiava i giovani a non costruire la loro vita sulla sabbia, ma a costruirla sulla Roccia che è Cristo, a non lasciarsi trascinare dalla corrente dominante dell’egoismo, ma a vivere la loro vita come un servizio dedicato a Dio e all’uomo. Ed è soltanto seguendo questa strada che il cuore dell’uomo può trovare la pace interiore.