ITALIA

Fede e storia di un popolo

Il XXV Congresso eucaristico nazionale

Dal 3 settembre è in corso ad Ancona (fino a domenica 11) il XXV Congresso eucaristico nazionale sul tema “Signore da chi andremo? L’Eucaristia per la vita quotidiana”. Sullo sfondo delle giornate i cinque “ambiti” che il Convegno ecclesiale, svoltosi nel 2006 a Verona, aveva proposto come percorso a tutta la Chiesa italiana: vita affettiva, fragilità, lavoro e festa, tradizione, cittadinanza.Anche la Croce della Gmg. In un legame ideale con la XXVI Gmg di Madrid appena conclusasi, nel pomeriggio del 3 settembre è arrivata ad Ancona la Croce delle Giornate mondiali della gioventù, accolta dalla statua della Madonna di Loreto (simbolo degli italiani alla Gmg) insieme ad una folla di ragazzi e ragazze arrivati da vari Paesi del mondo, ognuno con le proprie bandiere nazionali. Dopo l’inaugurazione dello “Spazio Giovani”, un rappresentante della sezione giovani del Pontificio Consiglio per i Laici ha consegnato la Croce ai coetanei dell’Agorà del Mediterraneo, che vede riuniti fino al 12 settembre a Loreto 80 giovani di 25 Paesi diversi, del Mediterraneo, dell’Europa e dell’Asia. Il Congresso eucaristico si concluderà con la visita di Benedetto XVI, che domenica 11 settembre presiederà alle 10 una solenne celebrazione eucaristica nell’area del porto di Ancona e successivamente guiderà la recita dell’Angelus. Nel pomeriggio il Pontefice incontrerà prima gli sposi e i sacerdoti; successivamente i giovani fidanzati.Un colpo d’ala. “Questi giorni di preghiera, di adorazione e di riflessione sul mistero eucaristico rafforzeranno la nostra fede e saranno di sprone e di sostegno per una ripresa culturale e religiosa dell’Italia”, ha auspicato il 3 settembre nel suo saluto il card. Giovanni Battista Re, Legato pontificio al Congresso. “L’Eucaristia – ha detto il giorno successivo, nell’omelia della solenne messa di apertura presso l’area Fincantieri di Ancona – è il grande motore della vita cristiana” e possiede una forza che si traduce in “servizio al bene comune e per il contributo che i cristiani devono apportare alla vita sociale e politica, che oggi ha bisogno più che mai di un colpo d’ala”. “La storia dei Congressi eucaristici – aveva sottolineato il 3 settembre il card. Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza episcopale italiana, all’incontro di apertura dando il benvenuto al Legato pontificio – è intrecciata indissolubilmente alla vita e alle trasformazioni del nostro Paese” e riflette “le differenti stagioni civili e religiose del nostro popolo”. Nell’anno in cui l’Italia “fa memoria dei suoi 150 di unificazione nazionale – ha aggiunto -, è importante esplicitare la forza rigenerante dell’Eucaristia, che ha contribuito a plasmare l’identità profonda del nostro popolo ben prima della sua stessa identità politica”. Ricomporre i frammenti di umanità. Di connotazione “sociale” del sacramento eucaristico ha parlato lo storico Andrea Riccardi. Rammentando la nascita in Francia, nel 1881, dei Congressi eucaristici, Riccardi ha osservato: “L’Eucaristia, sacramento intimo, ha una dinamica che spinge fuori dai templi”. “Negli ultimi decenni – ha riconosciuto – molto è cambiato nell’ethos popolare”. Ma “c’è una dimensione spirituale della storia. Sarebbe tragico ignorarla oggi, dopo che tanti valori si sono consumati”. Il 4 settembre si è svolto anche un incontro dei ragazzi – 3.000 bambini provenienti in gran parte dai gruppi dell’Azione cattolica e dagli Scout delle diocesi della metropolia di Ancona – ai quali mons. Edoardo Menichelli, vescovo di Ancona-Osimo, ha detto: “Per essere felici bisogna che voi ‘nutellate’, spalmate l’amore di Gesù Cristo nel mondo”. “La comunità ecclesiale ha il dovere” di “assumere con delicatezza e discrezione quello stile eucaristico della raccolta dei pezzi avanzati nell’umanità della gente”, ha affermato il card. Paolo Romeo, arcivescovo di Palermo, nell’omelia della celebrazione eucaristica del 5 settembre, nella cattedrale di S. Ciriaco ad Ancona, mentre il card. Severino Poletto, arcivescovo emerito di Torino, nella messa nella basilica di Loreto ha chiesto a “quanti hanno responsabilità sociali” di fare in modo che tutti possano accedere “ad un posto di lavoro possibilmente stabile, pur con la flessibilità che oggi le regole del mercato stanno imponendo”. Un “no” agli “imperativi della tecnologia” è venuto dal card. Dionigi Tettamanzi, arcivescovo emerito di Milano.“Segni” concreti. Come “segno” a ricordo del Congresso è stata inaugurato ad Ancona, alla presenza del card. Re, il “Centro Caritativo Beato Gabriele Ferretti”, casa di seconda accoglienza per residenti in stato di povertà con mensa serale e centro diurno per senza dimora. Sempre ad Ancona, tra le diverse iniziative a margine del Congresso, è in programma il 10 settembre il 4° Pellegrinaggio nazionale delle “Famiglie per la Famiglia”, promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo in collaborazione con l’Ufficio della Conferenza episcopale italiana per la pastorale della famiglia e il Forum delle associazioni familiari.